Search

Pidcock fenomeno a Tokyo. Ma che strana la caduta di VdP…

26.07.2021
4 min
Salva

Nella gara più importante della vita, Tom Pidcock ha avuto tutto il tempo di godersi la festa. All’ultima curva, ha afferrato la bandiera con la Union Jack, se l’è messa sulle spalle e ha tagliato il traguardo in parata, laureandosi campione olimpico di Mtb a Tokyo. Fenomeno.

Il capitombolo di VdP

L’Izu Mtb Course ha giocato un brutto scherzo, invece, all’altro grande atteso protagonista, Mathieu Van der Poel, autore di un pauroso volo nel primo dei sette giri previsti. L’asso olandese ha perso più di un minuto dal rivale britannico, ma ha stretto i denti e provato a recuperare. Ha dovuto alzare però poi bandiera bianca quando il dolore non gli permetteva più di inseguire.

Un errore dovuto a un dettaglio tecnico del percorso. In pratica, dopo la ricognizione dei giorni scorsi, una passerella è stata tolta e la nuova conformazione del terreno ha ingannato il nipote di Raymond Poulidor, mandando in frantumi i suoi sogni di gloria.

Appena ha potuto l’inglese si è messo in testa e ha fatto una “crono in Mtb”
Appena ha potuto l’inglese si è messo in testa e ha fatto una “crono in Mtb”

La rincorsa alla Mtb

Dopo una primavera che l’aveva visto conquistare la Freccia Brabante e poi perdere al fotofinish sia l’Amstel Gold Race (da Van Aert) sia la tappa di Coppa del Mondo di Mtb in Moravia (da Van der Poel), Pidcock non si è perso d’animo. Ed ecco il lampo estivo che dà una svolta alla sua carriera.

Dal titolo iridato under 23 alla gemma olimpica in Giappone, recuperando dalla brutta caduta di inizio giugno con la rottura della clavicola che aveva messo in serio dubbio la sua partecipazione. Invece, eccolo qui in trionfo, per regalare alla Gran Bretagna la terza medaglia d’oro di giornata dopo quelle di Adam Peaty nei 100 rana e del duo Tom Daley e Matty Lee nei tuffi dalla piattaforma di 10 metri.

«Questa gara non ha niente a che vedere con tutte quelle che ho fatto in passato. L’Olimpiade trascende ogni sport, perché rappresenti un Paese e tutta una Nazione è sulle tue spalle, senza fare distinzioni tra le discipline – ha dichiarato il fuoriclasse del Team Ineos (secondo oro dopo quello di Carapaz) – È puro orgoglio nazionale: è incredibile». Poi sul suo recupero lampo dopo l’infortunio ha aggiunto: «È stato un momento difficile. Mi sono rotto la clavicola ed è incredibile essere qui adesso sul primo gradino del podio».

Pidcock è molto bravo tecnicamente. La frattura alla clavicola non lo ha influenzato
Pidcock è molto bravo tecnicamente. La frattura alla clavicola non lo ha influenzato

Una gara aggressiva

La tattica di gara aggressiva? Un marchio di fabbrica. «Mi piace prendere il controllo della corsa. Scelgo le mie linee, imposto il mio ritmo – spiega Tom – Una volta che siamo partiti stavo bene, tutto il nervosismo si è dissolto e mi sono concentrato. Meno male che questa roba (ha usato un termine ben più colorito, che non possiamo riportare, ndr) è ogni quattro anni perché è dannatamente (immaginate un altro termine più acceso anche qui, ndr) stressante. È triste che mia mamma e la mia ragazza non possano essere qui, ma non vedo l’ora di vederle: so che stanno piangendo di gioia a casa».

A completare il podio sono stati lo svizzero Mathias Flueckiger (argento) e lo spagnolo David Valero Serrano (bronzo). “Solo” quarto il re del cross country: Nino Schurter che a 35 anni suonati forse dovrà definitivamente abdicare questa leadership tenuta tanto a lungo.

Per Kerschbaumer una discreta partenza, poi un calando continuo
Per Kerschbaumer una discreta partenza, poi un calando continuo

Azzurro sbiadito

Il migliore degli azzurri è stato Gerhard Kerschbaumer, ventesimo.

«Non bisogna essere forti solo all’inizio – ha detto mestamente l’altoatesino – ma anche alla fine. Non ero al 100%, forse perché ho ascoltato troppo altre persone in fase di preparazione dei Giochi ed è stato un errore. In futuro, ascolterò di più me stesso». Deludono anche Luca Braidot, 25° e Nadir Colledani, addirittura 34°.

Domani tocca alle donne. Al via per l’Italia ci sarà Eva Lechner.