Tour de France 2026, Marco Frigo, NSN Cycling Team

Le 21 fatiche di Frigo e gli insegnamenti del primo Tour

28.07.2026
6 min
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LE BOURG D’OISANS (Francia) – L’esordio al Tour de France non sarà facile da scordare per Marco Frigo, il gusto dolce della fatica unito a quello ancora più dolce grazie alla visita del suo fan club nel giorno della scalata all’Alpe d’Huez. Il giorno successivo, prima della tappa che ha chiuso gli ultimi verdetti, abbiamo avuto modo di fermarlo e parlare con lui. Impressioni, idee sincere e tanto entusiasmo per la sua prima Grande Boucle in carriera. Una corsa vissuta a metà tra il supporto a Biniam Girmay e l’altra metà cercando un posto al sole della Francia. 

Il giorno dell’Alpe d’Huez è servito per sistemare le idee, fermarsi (anche nel vero senso della parola) e ripartire verso le ultime fatiche. Al Tour de France tutto sembra più grande, probabilmente lo è, anche i chilometri e la velocità in gruppo si amplificano. Pure le emozioni sono diverse, sul palcoscenico più importante al mondo si debutta solo se si è davvero pronti. 

Tour de France 2026, Marco Frigo, NSN Cycling Team
Il Tour de France di Marco Frigo ha visto anche tanto lavoro a supporto di Biniam Girmay
Tour de France 2026, Marco Frigo, NSN Cycling Team
Il Tour de France di Marco Frigo ha visto anche tanto lavoro a supporto di Biniam Girmay

L’abbraccio degli amici

Lungo i tredici chilometri della salita simbolo del Tour de France e della sua follia generale ognuno si è preso il suo momento. Chi era davanti ha lottato contro record e avversari, mentre dietro c’è stato spazio per un bagno di folla e qualche festa. Quella del Marco Frigo Fan Club era dopo uno dei tanti tornanti, il vicentino del NSN Cycling Team si è fermato ed ha abbracciato tifosi e amici

«Mi sarebbe piaciuto essere in fuga – racconta Frigo – ma non c’è stato modo, le gambe non giravano. E’ un peccato perché nella seconda parte della tappa mi sono sentito meglio, ma la fuga era già andata. Però è stato bellissimo arrivare sulla salita finale e abbracciare i miei amici, i tifosi. Lo meritavano, mi sostengono sempre e fanno il possibile per venire a vedermi, credo sia stato giusto riconoscere questo sforzo con una breve sosta. Un gesto di riconoscenza, non sarebbe stato giusto passare via con il muso lungo. Ogni tifoso merita un riconoscimento per la fatica e gli sforzi che compie per venire lungo le strade a sostenerci». 

Tour de France 2026, Marco Frigo, NSN Cycling Team
A Foix, nel giorno di Pedersen, Frigo era in fuga e ha trovato il suo miglior piazzamento in questo Tour: quarto
Tour de France 2026, Mads Pedersen, Marco Frigo, NSN Cycling Team
A Foix, nel giorno di Pedersen, Frigo era in fuga e ha trovato il suo miglior piazzamento in questo Tour: quarto
Qual è stato il momento di questo Tour de France che ti sei goduto maggiormente?

La salita dell’Alpe d’Huez, ma anche tanti altri momenti. E’ stato un Tour di alti e bassi, durante le tappe ci sono momenti in cui riesci a rilassarti un pochino, forse sono proprio quelli gli attimi in cui capisci dove sei. Ti vengono in mente le emozioni di quando hai cominciato a correre e sognavi di essere qui al Tour de France

Com’è stato il tuo Tour?

Fin dalla prima settimana l’ho vissuto giorno per giorno, ci sono state tappe nelle quali ha prevalso lo sconforto perché le condizioni fisiche non erano le migliori. Altre, invece, mi sono sentito meglio. Si è andati sempre molto forte, tutti i giorni, bisogna sempre essere sul pezzo e magari in alcuni momenti non mi sono fatto trovare pronto. 

E’ tanto diverso dagli altri Grandi Giri che hai fatto?

Mi sento di dire di sì, prima del Tour mi avevano un po’ allarmato. Io invece ero un po’ scettico, mi dicevo: «Cosa vuoi che sia, in fondo è una corsa in bici». Invece ho capito che qui trovi un altro ciclismo. 

Tour de France 2026, Marco Frigo, NSN Cycling Team
Un Tour de France di alti e bassi per Marco Frigo, che però ha capito quali sono i passi da fare per crescere e migliorare ancora
Tour de France 2026, Marco Frigo, NSN Cycling Team
Un Tour de France di alti e bassi per Marco Frigo, che però ha capito quali sono i passi da fare per crescere e migliorare ancora
C’è un giorno in cui lo hai capito?

Nella seconda settimana abbiamo fatto delle medie paurose, anche a Plateau de Solaison con una tappa di 4.000 metri di dislivello e il vincitore che ha tenuto una media di 42 chilometri orari

E’ un’esperienza che aiuta davvero un ciclista ad alzare il livello?

Sicuramente. Dopo questo Tour de France posso dire di averle provate tutte nel ciclismo, questo mi dà la consapevolezza che il mio livello è buono e non è impossibile correre in certi appuntamenti. Direi che ho preso le misure per i prossimi Tour. 

Ci sono state giornate in cui ti sei messo in gioco per la vittoria…

Sì, penso mi sia sfuggita per situazioni di corsa che devo imparare a gestire. Le gambe rimangono alla base per vincere al Tour de France, perché abbiamo visto i vincitori ed è gente super in forma in una giornata speciale. Detto questo nella tappa in cui sono stato vicino a giocarmi la vittoria forse ho peccato nella scelta dei tempi

Tour de France 2026, Marco Frigo, NSN Cycling Team
In salita gli scalatori hanno qualcosa in più ancora, in gare di questo livello meglio puntare a tappe mosse o aperte alla fuga
Tour de France 2026, Marco Frigo, NSN Cycling Team
In salita gli scalatori hanno qualcosa in più ancora, in gare di questo livello meglio puntare a tappe mosse o aperte alla fuga
Si corre così al limite che non si ha modo di rimediare?

Rispetto al Giro d’Italia si corre tanto guardando l’attimo, qui si va a tutta e serve trovare il momento giusto. Con un livello medio così elevato per emergere devi mettere tante cose in fila: essere nella giornata giusta, entrare nella fuga corretta e muoverti al momento opportuno

Ogni errore si paga caro…

C’è meno margine per sbagliare e rimediare, anzi direi che quasi non c’è. Perché se sbagli il posizionamento nella salita non è come un’altra gara dove puoi rimediare con la gamba. Magari i più forti riescono, ma stiamo parlando di cinque o sei corridori. 

I primi sono così tanto lontani?

Sì ma è una corsa che mi stimola a crescere e lavorare. Inoltre del Tour mi ha sorpreso anche l’organizzazione, diciamo che al termine di questa esperienza ho solo voglia di tornare. Magari sarà necessario aggiustare qualcosa nella preparazione, anche perché ho visto che la terza settimana è quella che regala maggiori opportunità. 

Tour de France 2026, Marco Frigo, NSN Cycling Team
Per Marco Frigo le fatiche non sono finite, ora correrà a San Sebastian, poi ci sarà tempo di fermarsi e recuperare
Tour de France 2026, Marco Frigo, NSN Cycling Team
Per Marco Frigo le fatiche non sono finite, ora correrà a San Sebastian, poi ci sarà tempo di fermarsi e recuperare
Hai capito qualcosa di nuovo sul Frigo corridore? 

Il livello in montagna è talmente alto che mi ha un po’ demoralizzato. Detto questo, sì, ovviamente abbiamo visto che per puntare a vincere le tappe in salita devi essere uno scalatore. Quindi probabilmente al Tour de France un uomo come me deve rivolgersi a tappe più fattibili, tipo quella di Foix o quella di Voiron. 

Qual è il programma ora, riposo?

Non ancora, adesso ci sarà da tenere pronta la gamba per San Sebastian, poi ci sarà tempo di fare un reset fisico e mentale per affrontare il finale di stagione. Potrebbe esserci spazio per qualche trasferta in Canada e magari anche con l’idea del mondiale. Ma ne parleremo a tempo debito.