Ultime ore di preparazione a Montichiari per la nazionale italiana su pista, gruppo velocità, in procinto di partire per i mondiali di Shanghai. Se per le prove endurance sarà un appuntamento molto importante come ha sottolineato Salvoldi, per gli sprinter ha un sapore davvero particolare e il cittì Ivan Quaranta lo ha spesso detto ai suoi ragazzi: «Ora non si scherza più». Già, perché inizia la caccia alla qualificazione olimpica e per i suoi ragazzi tutto passa dal team sprint.


L’avvicinamento alla trasferta iridata non è stato dei migliori e ha fatto risentire Quaranta, che ha un credito da riscuotere con il destino: «Abbiamo avuto un bel po’ di infortuni, i campionati italiani sono stati davvero maledetti, con la caduta nel keirin di Predomo, Del Medico e Minuta. Alla fin fine, i danni sono stati limitati, ma quando cadi a 70 e passa all’ora non è mai piacevole e c’è un prezzo da pagare. All’inizio ero davvero preoccupato, i ragazzi sono rimasti fermi 20 giorni, fortunatamente siamo riusciti a recuperarli in extremis, siamo riusciti a metterci una pezza. Predomo poi ha subìto un’operazione delicata ai testicoli, quindi è stato fermo due mesi».
Con tanti problemi, che nazionale riesci a portare in Cina?
Una nazionale un po’ ferita, ma che in questi giorni di lavoro a Montichiari – ammette Quaranta – ha recuperato terreno. Ho inserito Cusumano che come primo frazionista faceva già da junior i tempi degli elite e ci ha dato una grossa mano a riemergere, come ricambio per Minuta che ha meno preparazione. Diciamo che dovremmo essere ancora sui nostri tempi dell’europeo di febbraio, in base ai rilevamenti di questi giorni. Avrei voluto essere più avanti, fare quel salto di qualità in base ai tempi che ci eravamo prefissati. Ma visto quel che è successo è già tanto.


Adesso si comincia a lavorare veramente per le Olimpiadi. E’ una responsabilità che pesa sui ragazzi?
No, ho visto che in questi giorni sono abbastanza tranquilli. Consapevoli del fatto che il risultato di questo mondiale sarà sicuramente un trampolino di lancio per il futuro del settore – ammonisce Quaranta – se sei nelle prime 8 squadre del team sprint puoi pensare alle Olimpiadi diversamente. Per questo mi secca vedere che la qualifica inizia in salita. Non siamo al super top della forma ma spero sia sufficiente per rimanere sui livelli dello scorso anno quando fummo sesti al mondiale.
Ma era un mondiale diverso, nell’anno postolimpico. Ti aspetti differenze?
Arrivano anche squadre magari di secondo o terzo livello col coltello tra i denti, che arrivano all’inizio della qualifica al top della forma per cercare di entrare nelle prime 8. Poi comunque non dimentichiamo che ci sono sempre sei prove di Nations Cup, due campionati europei e un altro mondiale che assegnano punti validi per la qualifica olimpica, quindi c’è tempo per rifarsi, ma entrare negli 8 sarebbe già una bella partenza.


Chi porterai?
Minuta, Predomo e Bianchi, il terzetto titolare, poi come detto Cusumano e Del Medico che viene a fare il chilometro da fermo dove quest’anno abbiamo due posti e poi sarà la riserva per il keirin.
Porterai anche le ragazze?
Sì. Anche qui abbiamo avuto un bel carico di sfortuna. Ci mancherà la Trevisan che era la prima frazionista, purtroppo il suo infortunio era complicato e non siamo riusciti a recuperarla, al campionato europeo U23 è caduta nel keirin e ha rotto i legamenti della clavicola sinistra, ha dovuto subire un’operazione abbastanza delicata. Farà l’europeo a febbraio, ma mancando la prima frazionista diventa molto più dura.


Come l’avete risolta?
Diciamo che ci abbiamo messo una pezza spostando la Cenci al lancio, poi la Vece e a chiudere ci ha dato una grossa mano Rachele Barbieri che aveva già fatto un campionato europeo da terza frazionista. Appena gliel’ho chiesto ha detto subito sì mettendosi a disposizione.
Qui che aspettative hai?
Il nostro obiettivo era comunque partecipare, perché la non partecipazione comportava zero punti, sarebbe stato un naufragio totale rispetto agli altri team, un gap troppo alto da colmare. Ci siamo, entreremo in classifica, prenderemo qualche punto, poi si vedrà. Ma devo dire grazie a Rachele che si è dimostrata da subito una super professionista, ci siamo messi lì a studiare i rapporti, scaricare i dati dal Garmin per vedere qual era la sua miglior posizione da tenere in corsa, il rapporto giusto, eccetera.


Vista l’importanza del team sprint, avete dedicato meno attenzione alle prove individuali?
No, ci teniamo – ribatte Quaranta – non dimentichiamo che per il mondiale ti devi qualificare e noi avremo Predomo per velocità e keirin. Mattia ha migliorato molto il suo tempo di lancio per la qualifica e questo gli permetterà di non entrare nel torneo venticinquesimo come il mondiale che ha fatto, rispetto all’europeo è migliorato di quasi di un decimo. Quando siamo là vedremo, ma secondo me è da primi 10-12 tempi.
Ti senti abbastanza ottimista, considerando anche che c’è che c’è tanta attesa per il vostro settore?
Se me lo chiedevi un mese fa, ero un po’ giù di morale dopo tutti questi infortuni. La caduta nel keirin dei tre più forti che abbiamo, la caduta della Trevisan che è l’unica che parte sotto i 20 secondi come prima frazionista sono state legnate pesanti ma bisogna rialzarsi e andare avanti.


Invece oggi?
Oggi sono un po’ più ottimista, penso di partecipare a un mondiale da protagonista per il nostro livello, recitare una parte da protagonisti con Vece in velocità e keirin, con Predomo idem, poi nel team maschile se abbiamo i tempi dello scorso anno, a meno che non arrivi qualche extraterrestre dovremmo essere negli 8, considerando che c’è un altro fattore che mi dà fiducia per il futuro.
Quale?
A breve avremo grandi novità in fatto di materiali, telai, lavoro sull’aerodinamica piuttosto che sulla biomeccanica, diciamo che abbiamo ancora tanto da migliorare e notevoli margini per le tappe successive. La Federazione ci sta mettendo nelle migliori condizioni per emergere e devo dire grazie ai corpi sportivi militari che ci danno la gestione completa dei ragazzi che possono lavorare come professionisti, con uno stipendio. Per questo andrebbe già bene confermarci sui nostri livelli, per ora.