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Barbieri, inizia da Livigno la rincorsa alle Olimpiadi

Giada Gambino
23.05.2021
5 min
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Gli aspetti che contraddistinguono Rachele Barbieri sono sicuramente la tenacia, la costanza e la voglia di dimostrare a tutti quanto vale. In gara corre senza compagne di squadra, il suo team è formato solo da lei, ma questo non la ferma e non la demoralizza. Mentre guarda fuori dalla finestra la neve che cade su Livigno e il sole che la illumina, racconta la recente vittoria ad Ascoli Piceno… 

La stagione estiva di Rachele si divide fra strada e pista. Ora è a Livigno in altura
La stagione estiva di Rachele Barbieri si divide fra strada e pista: qui a Montichiari
Affrontare una gara senza squadra… 

Sono abituata a correre così, ma a volte mi innervosisco molto, anche se so quali siano i rischi dello stare da sola. Soprattutto ora che sto bene e le avversarie lo sanno, sia in pianura che in percorsi vallonati è molto difficile, considerando che molte squadre hanno anche nove atlete! Devo sempre studiare bene la corsa e comprendere quale tattica di gara adoperare. So per certo che non posso seguire tutte, ci vuole una buona dose di fortuna e la consapevolezza che si deve soffrire un po’ di più rispetto ad altre velociste che escono dalla pancia del gruppo solo quando devono fare la volata, ma a me piace correre così. 

Come si è svolta la tua gara di Ascoli Piceno?

Ho attaccato più volte, ho cercato di andare in fuga, mi sono divertita! Mi piace correre davanti e all’attacco. Tutte le volte che riuscivo provavo ad entrare in una fuga o crearla io. L’unico problema è stato che nessuna voleva tirare dal momento che c’ero io e adoperavano delle strategie di squadra… Il che è giusto, ma in quel momento mi sono innervosita tantissimo. Ci sono delle situazioni dove però l’essere da sola ha anche degli aspetti positivi che giocano a mio favore, come ad esempio il non potersi prendere l’incarico di chiudere una fuga come è successo in questa corsa. Se avessi chiuso io sulla fuggitiva, non avrei potuto fare la volata

Cosa hai pensato quando è partita la volata?

L’adrenalina che danno gli ultimi metri della gara è qualcosa di particolare, soprattutto per una velocista. Non è così scontato arrivare in volata e bisogna sapere sfruttare le giuste occasioni. Quando ho visto che la squadra della Fidanza stava lavorando per tirarle la volata, mi sono messa a ruota sua e ho cercato di reagire con più testa possibile. Sapevo che non potevo anticiparla troppo e che lei sarebbe partita molto vicino all’arrivo, quindi nel momento in cui dovevo attaccare l’avrei dovuto fare a tutta… E così è stato! C’è stato un testa a testa e questo mi ha dato quella spinta in più. E’ stato molto bello soprattutto perché so che Martina è un’atleta molto forte. Siamo in nazionale insieme, conosciamo le reciproche caratteristiche. Essere da sola e vincere in una gara del genere è una soddisfazione in più! 

Il giorno di San Valentino, un cross a Lugo di Romagna con la nuova maglia
Il giorno di San Valentino, un cross a Lugo di Romagna con la nuova maglia
E con Martina…

Passiamo tantissimo tempo insieme, ma siamo consapevoli del fatto che la nostra disciplina ci porta ad essere rivali. Se devo essere sincera… c’è molta competizione! Abbiamo caratteristiche molto simili, per quanto riguarda la pista. Una delle specialità in cui entrambe andiamo bene è lo scratch dove io sono campionessa mondiale 2017 e lei ha vinto gli ultimi europei. Quando dobbiamo correre per la squadra sia su pista che in strada, quando vestiamo la maglia della Polizia o della nazionale, siamo delle ottime compagne. Ma quando indossiamo maglie diverse e puntiamo entrambe alla vittoria, diventiamo avversarie. Il rispetto reciproco non manca mai

La strada ti piace molto, ti ci dedicheresti di più? 

Adesso il mio obiettivo principale è quello di provare a partecipare alle Olimpiadi su pista per poi fare una bella attività su strada. Quest’ultima negli ultimi due anni l’ho un po’ tralasciata, ma mi piacerebbe dedicarmici un po’ di più. So che all’estero le ragazze sono molto forti e mi devo migliorare, ma so di aver lavorato bene e vorrei dire la mia in qualche gara fuori. Le corse in Italia sono molto importanti, soprattutto per le ragazze giovani per fare tanta esperienza. Penso che sbaglino le atlete che non corrono le gare open qui, non reputandole di alto livello. E’ sempre uno stimolo in più e poi… se vuoi la gara dura, la puoi rendere dura anche tu.  

Visto che sei in grado di vincere da sola, con una squadra…

Sicuramente sarei molto agevolata e, soprattutto, mi metterei a disposizione del team per aiutare qualche mia compagna a vincere. In passato l’ho fatto ed è stato abbastanza soddisfacente. 

Sul podio elite di Maltignano (Ascoli Piceno) Rachele con Martina Fidanza e Camilla Alessio. Da qui, di corsa a Livigno
Sul podio di Ascoli, Rachele con Fidanza e Alessio, poi via a Livigno
Le gare di ciclocross fatte questo inverno sono servite? 

Sono state fondamentali per la mia preparazione! Ho potuto allenarmi in maniera forte e costante, in un periodo in cui solitamente si lavora un po’ di meno.  Un aspetto molto positivo è stato il fatto che in inverno, ad esempio, il freddo con il cross si patisce di meno. 

E prima di Tokyo? 

Ci sono i campionati europei su pista a fine giugno che sono l’obiettivo fondamentale. Lì si capirà chi andrà alle Olimpiadi o meno. Mi sto godendo questi giorni a Livigno in attesa che arrivino le mie compagne azzurre, per fare un po’ di allenamento in altura in vista proprio degli europei. Il lavoro che stiamo facendo con la nazionale tra allenamenti su strada e in pista sono stati davvero impegnativi e ben programmati… Il livello è altissimo.