Il bronzo europeo del team sprint, per Quaranta è il primo passo

Quaranta: «Si riparte dal bronzo europeo del team sprint»

15.02.2026
5 min
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Neanche il tempo di assaporare la straordinaria prestazione del terzetto della velocità a squadre agli europei, che Ivan Quaranta e i suoi ragazzi sono tornati a lavorare a Montichiari, perché la stagione è appena cominciata. Ma quel bronzo ha un peso specifico enorme, soprattutto considerando le speranze che sul settore sono da tempo riposte in previsione di Los Angeles 2028, dove nelle prospettive, nei sogni si vuole andare portando con sé un nutrito carico di speranze.

Da sinistra Bianchi, Predomo e Minuta, capaci di portare l'Italia sul podio col record italiano di 42"285
Da sinistra Bianchi, Minuta e Predomo: il terzetto di Quaranta sul podio europeo col record italiano di 42″285
Da sinistra Bianchi, Predomo e Minuta, capaci di portare l'Italia sul podio col record italiano di 42"285
Da sinistra Bianchi, Minuta e Predomo: il terzetto di Quaranta sul podio europeo col record italiano di 42″285

Quaranta che sta rivitalizzando un settore dal grande passato, ma che era caduto in disgrazia, è sempre restio a celebrare i risultati dei suoi ragazzi, guardando sempre al gradino successivo, ma questa volta non è stato solo il tempo a dare un messaggio, ma anche il responso della classifica.

«Che cosa ho pensato vedendo che la medaglia era cosa fatta? Che ci stiamo avvicinando sempre di più. Io non ho guardato i tempi – dice Quaranta – perché quella di Konya è una pista magica che dà riscontri che poi non ritroverai negli altri velodromi. Quel che contava era la differenza con gli altri: siamo finiti a poco più di tre decimi dall’Inghilterra, l’Olanda è finita dietro, insomma stiamo avvicinandoci al vertice».

Come si sono adattati i ragazzi alla pista?

Noi solitamente andiamo tre giorni prima per provarla, facciamo un sopralluogo per verificare le pendenze e l’ampiezza della curva. I ragazzi si sono trovati abbastanza bene, anche se inizialmente essendo levigata aveva una resina che sembrava più scivolosa, quindi siamo saliti con un attimo di timore, invece poi si è rivelata una pista veloce e performante. Percorrendo l’anello vicino alla balaustra, c’è più discesa rispetto alle altre piste.

Stefano Minuta si è confermato l'emento di lancio ideale per il team, approdando poi agli ottavi dello sprint
Minuta, qui con Quaranta, si è confermato l’elemento di lancio ideale per il team
Stefano Minuta si è confermato l'emento di lancio ideale per il team, approdando poi agli ottavi dello sprint

Minuta, qui con Quaranta, si è confermato l’elemento di lancio ideale per il team
Nell’andamento dei tre giri dove si può migliorare?

Noi avevamo scelto una sequenza con Minuta, Bianchi, Predomo che secondo me non è ancora la formazione ideale – ammette Quaranta – ma ho valutato la condizione dei ragazzi. Il precedente record l’avevamo fatto invertendo Bianchi e Predomo. Minuta è ideale per partire con un tempo da 17”, quando poi hai uno che fa 12”4 puoi proiettarti molto più in avanti. Il terzo, che sarebbe stato Bianchi o Del Medico che era riserva, per ora soffre ancora un po’ l’accelerazione di Predomo in seconda e quindi sono obbligato a metterlo in terza.

Devi quindi ancora trovare lo schieramento ideale?

Ci stiamo lavorando, perché con i primi due siamo già quasi da medaglia. D’estate proveremo Del Medico agli europei under 23 e non dimentichiamo che ci sono i ragazzi più giovani, c’è Melotto, c’è Quaglio, c’è Ghirelli. Il terzo all’altezza salterà fuori, si tratta anche di trovare i raccordi giusti con i rapporti tra primo, secondo e terzo. Serve tempo e servono prove, prove, prove…

La grande sorpresa di Konya, la sconfitta in finale dell'iridato Lavreysen contro il britannico Richardson
La grande sorpresa di Konya, conferma Quaranta, è la sconfitta in finale dell’iridato Lavreysen contro il britannico Richardson
La grande sorpresa di Konya, la sconfitta in finale dell'iridato Lavreysen contro il britannico Richardson
La grande sorpresa di Konya, conferma Quaranta, è la sconfitta in finale dell’iridato Lavreysen contro il britannico Richardson
Ti aspettavi la debacle dell’Olanda?

Quando torniamo facciamo dei briefing di raffronto – spiega Quaranta – ci ritroviamo e cerchiamo di fare un esame di tutto quello che è successo, dove si può migliorare. Si parlava proprio dell’Olanda, a Konya si sono presentati con due campioni olimpici e un ragazzo giovane che comunque nelle categorie ha ben figurato, eppure hanno fatto settimi. Questo fa capire quanto è alto il livello nello sprint.

Nella prova a squadre ormai abbiamo raggiunto un certo livello, perché c’è tanto divario invece con quelle individuali olimpiche?

Predomo ha fatto un buon tempo nei 200 metri lanciati, cosa che comunque si percepiva da tempo. Io sapevo che aveva nelle gambe un buon tempo, ha fatto il quinto con il record italiano, ma non è tanto il tempo che ha fatto registrare, quanto il fatto che si è lasciato dietro gente che gli arrivava sempre davanti. Quello già è un segnale che fa capire che anche nella velocità stiamo migliorando.

Matteo Bianchi nel chilometro da fermo dove ha chiuso ai piedi del podio
Matteo Bianchi nel chilometro da fermo dove ha chiuso ai piedi del podio
Matteo Bianchi nel chilometro da fermo dove ha chiuso ai piedi del podio
Matteo Bianchi nel chilometro da fermo dove ha chiuso ai piedi del podio
E nel keirin?

Non mi piace fare riferimento alla sfortuna, però ci sono state delle situazioni di gara che ci hanno svantaggiato. Moro con Lavreysen non aveva grandi chance e nel repechage è stato un po’ danneggiato dal norvegese, ma i giudici hanno chiuso un occhio. Predomo curava l’olandese, gli è partito il bulgaro e ha perso così. Non è la nostra disciplina per ora, ma non dimentichiamoci che comunque Predomo ha fatto quarto il primo anno, Moro ha fatto terzo due anni fa. Ci stiamo lavorando, d’altronde su 4 avevamo un solo elite e questo significa molto.

Sei più ottimista per il futuro?

Stiamo avendo una bella crescita naturale, fisiologica, senza troppe pressioni, senza bruciare le tappe – sottolinea Quaranta – c’è da lavorare soprattutto sulla strategia e quindi sul saper pensare in corsa, sulla velocità di pensiero. Un conto è essere tra gli under 23, un altro fra gli elite dove si viaggia molto più veloci e devi essere rapido nel decidere. E’ difficile anche pensare di infilarti tra un uomo e un altro, cosa che ti viene molto più facile se vai leggermente più piano, come nei campionati di categoria, ma verrà anche quello.

Per Mattia Predomo nuovo recor sui 200 lanciati in 9"443, chiudendo le qualificazioni al 5° posto
Per Mattia Predomo nuovo record sui 200 lanciati in 9″443, chiudendo le qualificazioni al 5° posto
Per Mattia Predomo nuovo recor sui 200 lanciati in 9"443, chiudendo le qualificazioni al 5° posto
Per Mattia Predomo nuovo record sui 200 lanciati in 9″443, chiudendo le qualificazioni al 5° posto
Come ti gestirai ora per la Coppa del mondo?

In Australia visti i costi porterò solo Minuta e Moro per far fare loro le gare individuali, così con il team avremo due mesi per allenarci in vista di Hong Kong e Malaysia. Lì farò degli esperimenti, perché con il bronzo europeo siamo qualificati per i mondiali. Proverò Del Medico, proverò Napolitano, farò un po’ di mix, anche perché a ottobre inizierà la qualificazione olimpica e bisognerà avere le idee chiare