Arrivati in Malesia, i ragazzi della nazionale italiana di ciclismo su pista, impegnati nella doppia trasferta asiatica per la Coppa del mondo, hanno trovato caldo e una forte umidità ad accoglierli. Non il clima ideale per affrontare i tre giorni di gara che scatteranno venerdì. La compressione dell’evento in uno spazio così ristretto penalizza un po’ tutti, costringendo uomini e donne a un surplus quotidiano di impegni.


Una vittoria voluta con forza
Due sessioni di gare al giorno, a Hong Kong la fortuna non ha certamente accompagnato la selezione azzurra, penalizzata soprattutto dalla rovinosa caduta della Guazzini nel primo turno dell’inseguimento a squadre a cui il quartetto era arrivato col miglior tempo di qualificazione. Ma a rischiarare la spedizione italiana è stato Matteo Fiorin, trionfatore nell’eliminazione, una delle prove endurance dove Salvoldi puntava per raccogliere fondamentali punti per il ranking.
Fiorin racconta con entusiasmo quella che è una delle sue prime perle su pista da elite: «Tutto è iniziato dalla qualifica che non è mai semplice. Prima di partire ero un po’ preoccupato, ma alla fine l’ho vinta e questo mi ha permesso di partire primo alla balaustra nella finale. Nell’eliminazione anche la posizione di partenza non è così scontata, ha un peso specifico e quindi da subito sono riuscito a impostare la gara come volevo io».


Qual è stata la volata più difficile?
Circa a metà gara ho rischiato un po’ e mi sono salvato con un colpo di reni. Quella sicuramente è stata la parte più difficile, la più dura invece quando eravamo rimasti in tre, lo sprint che ha eliminato l’olandese.
L’omnium com’è stato? Non è una gara che hai disputato spesso…
Anche lì qualifica con una corsa a punti che non è mai così scontata, perché quando una persona ha fatto abbastanza punti poi magari smette di tirare, si mette dietro e quindi è sempre un po’ un caos nel gruppo. Alla fine sono riuscito a qualificarmi, ma poi la gara è stata difficile perché in due ore e mezza abbiamo fatto tutte e quattro le prove. Non c’era recupero ma si andava a velocità altissime: la tempo race è stata corsa a più di 61 di media.


Come si è evoluto il torneo?
La prova più dura è stata la corsa a punti finale, anche quella volata a una media assurda, sopra i 58 all’ora di media per 100 giri. Ci ero arrivato abbastanza bene, ero stato 7° nello scratch, 14° nella tempo race e 10° nell’eliminazione. In classifica ero 9°, l’obiettivo era restare nei 10 perché su una gara così lunga, per ora non sono ancora al livello per poter pensare di impensierire i più forti. I primi 50 giri sono andati bene, avevo anche guadagnato un giro, ma da quel momento è diventata una gara di sopravvivenza e ho cercato solo di star lì a ruota il più possibile perché ero in debito di energie, chiudendo 10°.
Il livello generale della competizione ti è sembrato alto?
Sì, era una prova di Coppa del Mondo e molte nazioni avevano e hanno interesse a portare i loro atleti per far punti. Non è il livello di un campionato del mondo, però soprattutto per le gare di gruppo, ho visto un livello qualificato e qui in Malesia si alzerà ancora. Per quanto riguarda le gare che faccio io, quelle endurance, arrivano Svizzera e Belgio. Mentre per il quartetto ci saranno più nazioni, ma le composizioni saranno leggermente meno importanti.


Tu che impegni avrai adesso in Malesia?
Come a Hong Kong dovrei farle tutte e tre (eliminazione, omnium e madison), ma a Hong Kong dopo l’omnium mi sentivo troppo stanco per fare una Madison di 100 giri di qualifica e la finale di 200. Quindi ho chiesto a Salvoldi di farmela saltare. Qui penso di correre l’eliminazione e poi decideremo se fare sia omnium che madison oppure solo quest’ultima con uno tra Galli e Lamon.
Vittoria a parte, qual è la condizione di Fiorin?
Nell’ultimo mese prima di partire, su strada mi sentivo bene, venivo da due vittorie e un secondo posto. Poi c’è un fattore che mi dà forza: questo è l’ultimo impegno, l’ultimo obiettivo della prima parte di stagione. Poi staccherò una settimana e faremo il punto per il resto della stagione.