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Zana tappa Pace 2021

Zana, dal Giro d’Italia alla Corsa della Pace

08.06.2021
4 min
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Appena finito il Giro d’Italia, Filippo Zana è salito in macchina, una rapida capatina a casa, cambio di valigia e via verso un’altra avventura, destinazione Est Europa, Repubblica Ceka per la precisione. Un Giro vissuto da comprimario (ma neanche poi tanto, come si vedrà), un’altra gara da protagonista assoluto e non una gara qualunque, ma la Corsa della Pace, la stessa che nel secolo scorso era l’appuntamento principe del calendario dilettantistico.

I tempi sono cambiati, prima era una gara articolata su almeno 10 giorni, ora si gareggia su tre tappe più un brevissimo prologo a cronometro (appena 4 minuti di gara), ma è pur sempre una prova per la Nations Cup Uci, riservata alle squadre nazionali. Una gara che all’Italia aveva sorriso solo due volte, nel 2004 con Michele Scarponi e nel 2006 con Gianpaolo Cheula. Fino a domenica, fino a Filippo Zana.

«Sinceramente tutto questo risalto un po’ mi ha sorpreso – esordisce il corridore della Bardiani CFS Faizané, 22 anni – non sapevo del prestigio di questa corsa. Probabilmente mi ha aiutato molto l’aver finito il Giro d’Italia in crescendo. Non ero partito al massimo della forma, avevo anche avuto problemi intestinali all’inizio, ma poi sono andato sempre meglio cogliendo anche un 7° posto nella tappa di Stradella. Ho finito 73°, ma in crescendo e gli effetti si sono visti dopo».

Zana Battistella Giro 2021
Filippo Zana dietro Battistella, alla tappa del Giro Rovereto-Stradella finita al 7° posto
Zana Battistella Giro 2021
Filippo Zana dietro Battistella, alla tappa del Giro Rovereto-Stradella finita al 7° posto
Che gara è la nuova Corsa della Pace?

Si gareggia sempre nello stesso Paese, anzi a dir la verità i percorsi sono tutti disegnati in un raggio che non supera i 100 chilometri e questo aiuta per gli spostamenti. La prima tappa era la più semplice, infatti è finita in volata, la seconda era la più dura con un circuito finale da ripetersi due volte con all’interno una salita lunga, la prima volta dopo 10 chilometri di ascesa si svoltava e discendeva, la seconda si è arrivati in cima.

E’ lì che hai fatto la differenza…

Devo dire che i compagni di nazionale (Lorenzo Balestra, Fabio Mazzucco, Lorenzo Quartucci, Mattia Petrucci, Luca Rastelli) hanno lavorato splendidamente per me, prima tenendomi davanti al primo giro, poi spianando la strada fino a quando ai -7 ho provato ad andar via. Ho visto che nessuno mi seguiva e ho tirato dritto.

Zana Pace 2021
Zana vincitore alla Corsa della Pace con 1’10” su Hocevar e 1’12” su Clynhens (foto Jan Brychta)
Zana Pace 2021
Zana vincitore alla Corsa della Pace su Hocevar e Clynhens (foto Jan Brychta)
Alla fine hai vinto la Corsa con un distacco sensibile, oltre un minuto sullo sloveno Hocevar. Non capita spesso che un italiano vinca corse a tappe, seppur brevi, ma Filippo Zana che corridore è?

Nelle gare a tappe mi sono sempre trovato bene, gli sforzi ripetuti in più giorni li assorbo senza problemi e vado bene in salita. A cronometro diciamo che mi difendo, ma non le ho mai preparate come si deve e certamente se voglio avere ambizioni devo migliorare.

Quanto ti ha aiutato aver finito il Giro?

Moltissimo, sentivo alla fine di avere una gran gamba. Una corsa di tre settimane può davvero fare la differenza, darti progressivamente quella condizione che ti manca, certo se finisci stanco significa che serve staccare, ma dipende molto anche da quello che si richiede alla corsa. Io avevo finito abbastanza soddisfatto, d’altronde non dovevo neanche farlo, ero stato richiamato proprio all’ultimo in sostituzione di un compagno (Alessandro Tonelli, risultato falso positivo al Covid prima del via, ndr).

Zana azzurri 2021
Da sinistra: Lorenzo Quartucci, Mattia Petrucci, Filippo Zana e Luca Rastelli
Zana azzurri 2021
Da sinistra: Lorenzo Quartucci, Mattia Petrucci, Filippo Zana e Luca Rastelli
Ora che cosa ti aspetta?

Ho ancora un mese abbastanza intenso, con Adriatica Jonica Race, Campionato Italiano, Giro dell’Appennino e Lugano, poi staccherò un po’ per preparare il finale di stagione.

Questi risultati, anche prima della Corsa della Pace, ti stanno attirando attenzioni, anche da parte di squadre del WorldTour?

Qualche segnale c’è, per ora solo a livello di voci, ma non posso negare che la cosa mi fa molto piacere e mi spinge a lavorare ancora di più. E’ importante che mi faccia conoscere, il mio futuro è tutto da scrivere. La cosa bella di questa gara è stata anche che ho vinto in maglia azzurra, è stata la prima volta e lo sognavo da tempo.

Lo sai chi c’è nell’albo d’oro della Corsa della Pace?

Sono andato a leggerlo, ho visto che c’è anche Tadej Pogacar. So che chi vince quella corsa non può essere un ciclista comune, speriamo che sia di buon auspicio per i prossimi anni…