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L’italiano e l’esordio nei pro’: la stagione coi fiocchi della Zalf

28.10.2021
5 min
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Alla fine Zalf ha fatto la Zalf. Nella sua stagione numero 40, la squadra di Egidio Fior e Gaspare Lucchetta e diretta da Gianni Faresin è tornata a ruggire come non succedeva da un po’.

Okay, la Colpack Ballan in questo momento viaggia su altri livelli, ma i ragazzi del team di Castelfranco Veneto sono stati autori di una seconda parte di stagione mica da ridere. Anzi, proprio da ridere e sorridere visti i tanti trionfi, ben 30, e cosa più importante con 14 corridori diversi.

Gianni Faresin, Zalf Fior
Gianni Faresin è tornato quest’anno alla Zalf. Tra l’altro questa è stata la prima stagione da continental
Gianni Faresin, Zalf Fior
Gianni Faresin è tornato quest’anno alla Zalf. Tra l’altro questa è stata la prima stagione da continental

Partenza così, così

Con Faresin facciamo dunque il punto su questa stagione dal doppio volto. Stagione che tra le altre cose è stata la prima da continental. Il team ha esordito in questa categoria alla Per Sempre Alfredo (foto di apertura), ha preso parte all’Adriatica-Ionica Race, al Gp Adria Mobil, al Giro di Sicilia alla Veneto Classic.

«Sono soddisfatto. Anzi, molto soddisfatto – dice il tecnico veneto – Non siamo partiti bene. Abbiamo raccolto qualcosa in meno rispetto al solito e rispetto a quel che pensavamo. Abbiamo fatto tanti piazzamenti. Eravamo sempre presenti, ma pochi trionfi».

«Dopo il Giro Under 23 però le cose sono cambiate a partire dal campionato italiano. Da luglio in poi abbiamo raccolto più di quello che forse potevamo, abbiamo avuto episodi a nostro favore. Io dico sempre che fortuna e sfortuna si bilanciano e così è stato. I ragazzi hanno anche preso più fiducia in loro stessi».

La vittoria numero 30 del 2021: Elia Menegale (casco nero-rosso) precede di un nulla Michael Minali (foto Instagram)
La vittoria numero 30 del 2021: Elia Menegale (casco nero-rosso) precede di un nulla Michael Minali (foto Instagram)

Un Giro nato male

Una grossa fetta della stagione della Zalf Euromobil Désirée Fior è stata segnata da un brutto Giro U23. I corridori di Faresin (ma anche di Mauro Busato ed Ilario Contessa,) forse ricorderete, andarono in altura ma trovarono condizioni poco favorevoli e finirono per scendere peggio di come erano saliti.

«Per andare forte al Giro bisognava andare in quota, ma certo il periodo non era dei migliori – riprende Gianni – Eravamo andati sul Pordoi, ma il meteo non era buono. Okay, ci siamo allenati in basso, verso Cavalase ma nevicava praticamente tutti i giorni.

«Tuttavia, se guardiamo ai risultati dico anche io: okay, il Giro è andato male. Però noi eravamo presenti nelle fughe, abbiamo sempre attaccato per quel poco che si è potuto fare visto che di tappe intermedie non ce n’erano. Visto che Ayuso ha dominato sempre e che la corsa era parecchio chiusa. Oltre allo spagnolo c’è stato spazio per pochissimi altri».

Vincenti in tanti

Come Gianni analizziamo quanto detto in apertura: trenta corse nel sacco con 14 atleti differenti, davvero un bel segnale. Il più vittorioso è stato Matteo Zurlo con cinque successi, seguito da Riccardo Verza e Giulio Masotto con tre.

«Vincere con tanti corridori differenti è sempre stata la forza della Zalf – dice Faresin – Non partiamo con un capitano solo, ma cerchiamo di averne più di uno proprio perché sono tutti corridori di ottima qualità. Spesso decidiamo strada facendo su chi puntare. In più quello di quest’anno devo dire che è stato proprio un bel gruppo, molto affiatato.

«Da luglio in poi c’è stato un vero cambio di passo a partire dal campionato italiano che abbiamo vinto con Gabriele Benedetti. Quel giorno abbiamo fatto proprio un bel colpo. I ragazzi sono stati coraggiosi ad attaccare presto e col senno del poi dico che quella vittoria assume ancora più valore, visto che a fare secondo è stato Baroncini. E’ stata una gara difficilissima:».

“Vecchi” e giovani

E per il prossimo anno ci sarà un bel rimescolamento, ma nessuna rivoluzione, si continua su questa falsariga. Passano Edoardo Zamabanini (alla Bahrain Victorious), Alex Tolio (alla Bardiani Csf Faizanè) e Gabriele Benedetti (alla Drone Hopper-Androni). E si continua con una squadra anche “vecchietta” se vogliamo…

«Consideriamo che i classe 1998-1997 hanno perso un anno con il Covid. Noi in ogni caso manteniamo quattro elite. E li teniamo per due motivi principali. Primo: un ragazzo di 22-23 anni non è vecchio. Okay che la strada che si è intrapresa è questa, ma io non ne sono così convinto. Piuttosto sono convinto che così perderemo molti ragazzi che non sono pronti al passaggio. Si sa che tra i pro’ non hai tanto tempo per dimostrare il tuo valore. E non sono tutti Evenepoel… Secondo: gli elite vicini ai ragazzi più giovani portano il giusto mix di esperienza. Gli insegnano qualcosa, gli danno sicurezza.

«Senza contare poi che questi atleti più grandi sono più affidabili. Questa estate alla lunga sono emersi loro, come era normale che fosse. Un primo anno è più altalenante nel rendimento. Lo devi far riposare di più. Un elite è meno stanco fisicamente e mentalmente. Anche perché i primo anno devono finire la scuola».

Ma questo non impedisce alla Zalf di prendere nuovi innesti dagli juniores. E che innesti!

«Ne prendiamo cinque – conclude Faresin – Samuele Bonetto e Simone Griggion dal Giorgione, Alberto Bruttomesso e Stefano Cavalli dalla Borgo Molino ed Edoardo Zamperini dall’Assali-Omap».