Team Iperfinish, allievi, stagione 2026

Allievi e sviluppo: si va troppo veloci? Sguardo in casa Iperfinish

27.02.2026
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La sensazione generale, che poi si sta trasformando in qualcosa di più, è che i cambiamenti arrivati nel ciclismo professionistico nell’era post Covid si siano riversati a cascata anche nelle categorie giovanili. Prima è toccato agli under 23, e a farne le spese sono state le squadre che non hanno saputo o voluto tenere il ritmo. Ora l’onda del cambiamento sta travolgendo la categoria juniores e il destino sembra lo stesso. Il timore, per chi scrive quasi una certezza, è che tra poco lo scossone arriverà anche agli allievi.

Nel Gattopardo di Tomasi di Lampedusa si dice che tutto deve cambiare affinché le cose restino immutate. Adattarsi per resistere, senza aggrapparsi alle ideologie che hanno guidato il movimento fino ad adesso. Difficile da accettare, probabilmente, ma la via sembra tracciata. Tuttavia non si deve subire tutto passivamente, proporre e tentare di seguire un sentiero dettando però i passi da fare può essere una soluzione

Team Iperfinish, allievi
Il Team Iperfinish è una formazione toscana che lavora nella categoria allievi
Team Iperfinish, allievi
Il Team Iperfinish è una formazione toscana che lavora nella categoria allievi

Imparare

Una delle realtà che sta cercando di fare tutto ciò è il Team Iperfinish, squadra della categoria allievi con sede in Toscana e che ha nel suo staff Elia Favilli, ex professionista con alle spalle anni di esperienza (in apertura in piedi sulla destra). Prima in sella e poi da diesse. 

«Speriamo che i ragazzi possano avere una buona stagione – si augura mentre lo raggiungiamo al telefono – e con questo intendo che possano avere una progressione e un miglioramento sotto l’aspetto fisico, tattico e tecnico. In questi anni da diesse ho visto che tante scuole di ciclismo, nella categoria esordienti, sono indietro sotto questo punto di vista».

Team Iperfinish, allievi
L’approccio è insegnare ai ragazzi a correre: tattiche, allenamenti e tecnica, tutto con l’obiettivo di imparare
Team Iperfinish, allievi, stagione 2026
L’approccio è insegnare ai ragazzi a correre: tattiche, allenamenti e tecnica, tutto con l’obiettivo di imparare
Cosa vuol dire arrivare pronti nella categoria allievi?

Sono partito a fare il diesse dai giovanissimi e ho sempre insegnato loro tattica e cosa vuol dire allenarsi. Non parlo di zone di potenza o altro, ma già riconoscere che ci sono diverse intensità e imparare a gestirsi è qualcosa. Ora tra gli allievi mi trovo ragazzi che non scalano prima di una curva e quando devono rilanciare si piantano e perdono cinque metri. Che nell’arco di una gara sono tutte energie perse. 

Devono imparare…

Il ciclismo non è solamente uno sfogo fisico, c’è tanta tecnica e tattica. I ragazzi devono essere pronti a ricevere informazioni e farne buon uso. Ad esempio noi alla Iperfinish forniamo un misuratore di potenza a tutti i nostri atleti. 

Hai già toccato un tasto importante, gli strumenti…

Quello che conta è l’utilizzo che se ne fa. Noi non estremizziamo, ma insegniamo a utilizzare uno strumento che ormai è fondamentale nel ciclismo moderno. Conoscerlo permette loro di saperlo utilizzare e di imparare ad allenarsi. La nostra squadra fornisce il misuratore di potenza, ma credo che sia importante fare questo investimento anche privatamente.

Team Iperfinish, allievi
La categoria allievi sta acquisendo, con il passare del tempo, sempre più importanza nella crescita dei ragazzi
Team Iperfinish, allievi
La categoria allievi sta acquisendo, con il passare del tempo, sempre più importanza nella crescita dei ragazzi
Il rischio non è di gravare sempre più sulle famiglie e rendere questo sport elitario?

I costi sono abbastanza alti in ogni sport, noi come Iperfinish chiediamo una quota pari a quella di una scuola calcio per iscrivere gli atleti. Secondo me sono i direttori sportivi e le squadre a doversi adeguare al ciclismo. E siccome la categoria successiva, quella juniores, è già un riferimento a livello internazionale, si deve arrivare pronti. Almeno nei concetti. Magari un team non fornisce tutti gli strumenti, ma a livello tecnico lo staff deve saper spiegare ai ragazzi cosa stanno facendo e come, in modo da attutire il salto. 

La linea di demarcazione si abbassa verso i giovani…

E conta la qualità, non la quantità. Allenarsi bene e con l’impegno giusto. I miei ragazzi si allenano tredici ore a settimana, che in confronto ad altre società è meno. Eppure i risultati non mancano. Quando ho fatto il corso da direttore sportivo di secondo e terzo livello mi è rimasto impresso questo concetto: i ragazzi devono essere allenati in base allo sforzo che vanno a fare.

Cioé?

Se le gare durano due ore, allora noi dovremmo allenarli per quel tempo e quello sforzo. Per farlo, uno strumento come il misuratore di potenza aiuta tanto. Perché mettere in bici un allievo per quattro ore? Non serve, meno ore ma funzionali a quello che richiede questa categoria. 

Team Iperfinish, allievi
Imparare vuol dire anche avere un senso di squadra e di condivisione degli obiettivi
Team Iperfinish, allievi
Imparare vuol dire anche avere un senso di squadra e di condivisione degli obiettivi
Per fare questo serve preparazione da parte dei tecnici.

Non nascondiamoci, ora è importante avere dei concetti e trasmetterli ai ragazzi. Inoltre siamo in una categoria in cui da un mese all’altro un atleta può alzarsi di dieci centimetri e prendere tre o quattro chili. E’ chiaro che non si possono far fare gli stessi esercizi a tutti. 

Il rischio è di perdere quelli che maturano dopo?

Esiste. Ma dobbiamo essere bravi a tarare gli allenamenti e i carichi sugli ultimi, non sui primi. Ho dei ragazzi, passati juniores quest’anno, che ho volutamente tenuto con carichi ridotti. Non serve estremizzare, ma aumentare gradualmente. In questo modo possiamo permettere ai ragazzi di crescere e avere carriere lunghe. Altrimenti li bruciamo.

Quanto è concreto il rischio di vedere i team WorldTour mettere mano anche alla categoria allievi?

Secondo me si va in questa direzione. Anche sugli allievi si arriverà ad avere un ciclismo a doppio livello, con chi è già pronto che farà una certa attività e poi tutti gli altri. La cosa da fare è essere bravi e capire che si deve dare modo a tutti di crescere e maturare. Abbassando l’età di selezione, rischiamo di non far combaciare l’età anagrafica con quella biologica.

Team Iperfinish, allievi
Le vittorie non determinano il valore di un atleta, ma non fanno male al morale dei ragazzi
Team Iperfinish, allievi
Le vittorie non determinano il valore di un atleta, ma non fanno male al morale dei ragazzi
Spiegaci…

Se ho un ragazzo di quindici anni alto 170 centimetri e che pesa 60 chilogrammi è a un’età biologica superiore rispetto a uno alto 150 centimetri e che pesa 45 chilogrammi. Ma alla fine cos’è meglio, un corridore che mi guadagna 100 watt di FTP una volta o uno che ogni anno incrementa di 20 watt in maniera continuativa? La risposta mi sembra facile.  

Anche a noi, fatto sta che ora rischiamo di perdere questi ragazzi…

Vero, ma se fai ciclismo in maniera consapevole e insegni questo sport seguendo i giusti principi lo capisci. Non sono le vittorie da allievo o da juniores che determinano chi sei. Io ho corso contro Rafal Majka quando era junior in Toscana, e vincevo le gare contro di lui. Soltanto che Majka ha chiuso la sua carriera al Lombardia quest’anno, io nel 2016. 

Team Iperfinish, allievi
Dopo aver tolto il limite dei rapporti nella categoria juniores il passo successivo sarà toglierlo anche tra gli allievi?
Team Iperfinish, allievi
Dopo aver tolto il limite dei rapporti nella categoria juniores il passo successivo sarà toglierlo anche tra gli allievi?
Che rapporto hanno i ragazzi con tutto ciò che circonda il ciclismo?

A loro pesa tutto meno, hanno tante informazioni e sono predisposti, mentalizzati. Sono attenti a ciò che mangiano, non gli pesano i ritiri oppure allenarsi con strumenti diversi (ad esempio i rulli, ndr). Siamo arrivati a un punto in cui se un ragazzo è dotato abbiamo modo di vederlo grazie agli strumenti e ai dati. Ma questo non deve superare l’estro, la tattica e la tecnica. 

Il limite dei rapporti rischia di sparire anche tra gli allievi?

Non sarebbe una cosa così drastica, nel corso degli anni ho visto tanti ragazzi e posso dire che c’è un limite fisiologico piuttosto che di rapporti. Atleti giovani non possono spingere oltre certi valori, quindi il divario non sarebbe così grande.