Tra vittoria, crono e Uno-X, la Vigilia ha ancora molto da dire

Tra vittoria, crono e Uno-X, la Vigilia ha ancora molto da dire

14.10.2026
6 min
Salva

Mentre molte sue colleghe sono già in vacanza e altre si dedicano ad altre discipline (vedi i mondiali su pista di Shanghai), Alessia Vigilia continua la sua stagione fino all’estremo, sarà infatti tra le protagoniste dei tricolori a cronometro del 24 ottobre, facendo così seguito alla sua esperienza azzurra agli europei. Una stagione lunga per la bolzanina della Uno-X, ma vissuta nel suo finale con uno spirito nuovo, dopo essere tornata ad assaporare la vittoria al Giro dell’Emilia.

Un successo atteso da tre anni, il primo che la Vigilia ha colto da quando è in un team WorldTour e lei stessa non nasconde che quel successo cambia molte cose, non solo nella considerazione degli altri ma anche in se stessa. Anche perché non è stata una vittoria arrivata per caso.

Il Giro dell'Emilia ridà il sorriso ad Alessia Vigilia con un colpo di mano costruito con cura dal team
Il Giro dell’Emilia ridà il sorriso ad Alessia Vigilia con un colpo di mano costruito con cura dal team
Il Giro dell'Emilia ridà il sorriso ad Alessia Vigilia con un colpo di mano costruito con cura dal team
Il Giro dell’Emilia ridà il sorriso ad Alessia Vigilia con un colpo di mano costruito con cura dal team

«E’ vero, in quell’occasione la squadra mi ha dato veramente tanto supporto – racconta la Vigilia che oggi è in gara al Veneto Women – anche il giorno prima era un’idea tattica che avevano in mente e le ragazze, come anche i diesse, ci credevano quasi più di me che fosse possibile un’impresa simile. Quindi è stato veramente molto bello anche solo provarci, ma soprattutto riuscirci».

Che effetto ti ha fatto?

Non nascondo che mi è sembrato strano alzare le braccia al cielo proprio perché erano quasi tre anni che non avveniva – racconta Vigilia – Magari c’erano state occasioni dove c’ero andata vicino, come in Australia a inizio anno quando mi hanno ripreso a 150 metri dall’arrivo e quell’esperienza mi era un po’ rimasta nell’animo, così quando ho visto che la ragazza della Visma (la canadese Van Dam, ndr) non era poi così lontana, ho avuto un attimo di paura, temevo che finisse allo stesso modo. Invece alla fine è arrivata la vittoria.

Vigilia è entrata spesso nelle fughe quest'anno, un ruolo che alla Uno-X le si addice. Qui al Tour of Britain
Vigilia è entrata spesso nelle fughe quest’anno, un ruolo che alla Uno-X le si addice. Qui al Tour of Britain
Vigilia è entrata spesso nelle fughe quest'anno, un ruolo che alla Uno-X le si addice. Qui al Tour of Britain
Vigilia è entrata spesso nelle fughe quest’anno, un ruolo che alla Uno-X le si addice. Qui al Tour of Britain
Qual era il piano stabilito in partenza?

Cercare di andare in fuga nella prima parte di gara, portarne via una abbastanza buona in modo da arrivare a prendere la salita del San Luca con un po’ di vantaggio e poi provare a tenere duro fino all’arrivo. Se poi non fosse stato possibile, avrei dovuto cercare di restare davanti almeno fino al San Luca, per poi essere di supporto alla mia compagna che era capitana.

Avete scelto subito fra i due piani?

No, perché all’inizio sembrava che la fuga non riuscisse ad andar via perché c’erano molte squadre interessate. Poi si è staccato un gruppetto di tre ragazze in cui c’era una mia compagna di squadra, la Pellegrini, un attimo dopo c’è stato un contrattacco che ho seguito e quando ho visto che il gruppo ci ha lasciato quei 10 secondi, ho iniziato a fare il ritmo io per rientrare davanti. Con Francesca abbiamo deciso di non tirare e il vantaggio è salito fino a 5 minuti. Sulla salita prima del San Luca ho attaccato e lei mi ha coperto. Sono rimasta da sola e ho fatto gli ultimi 30 chilometri come una cronometro.

Vigilia insieme a Francesca Pellegrini, che all'Emilia l'ha aiutata rompendo i cambi fra le inseguitrici
Vigilia insieme a Francesca Pellegrini, che all’Emilia l’ha aiutata rompendo i cambi fra le inseguitrici
Vigilia insieme a Francesca Pellegrini, che all'Emilia l'ha aiutata rompendo i cambi fra le inseguitrici
Vigilia insieme a Francesca Pellegrini, che all’Emilia l’ha aiutata rompendo i cambi fra le inseguitrici
Cosa che si sposa bene con questa tua dimensione di “cronowoman”: lo sei sempre stata o è una passione che ti sta prendendo adesso?

E’ sempre stato uno sforzo nelle mie corde, infatti i risultati migliori li ho ottenuti a cronometro soprattutto da Junior quando ho colto l’argento all’europeo e al mondiale e poi ho cercato di coltivare questa passione quando sono passata Elite. Ma non è una cosa facile perché non sempre le squadre riescono ad avere i materiali adatti e poterci lavorare. All’inizio non era facile neanche avere la bici da crono a casa. Devo dire grazie a Lucio Rigato, quando ero alla Fassa Bortolo, nel 2023, avevamo fatto un buon lavoro e infatti ero riuscita a fare terza ai campionati italiani Elite su un percorso abbastanza esigente e poi avevo fatto europei e mondiali.

E poi?

Poi l’anno scorso ho fatto buoni piazzamenti come la top 10 al Giro d’Italia e soprattutto il secondo posto alla Chrono des Nations per un secondo dietro alla Van Dijk. Quest’anno purtroppo non ci sono state molte cronometro durante la stagione, anche nei grandi giri e questo è un po’ il problema che troviamo nel corso della stagione. Gli organizzatori nel caso privilegiano più le cronoscalate o comunque non crono da specialisti, quindi è stato un po’ difficile mettersi in mostra, però adesso sembra che sia arrivato un periodo ricco di occasioni.

La cronometro è sempre stata una dimensione amata da Vigilia, argento europeo e mondiale junior
La cronometro è sempre stata una dimensione amata da Vigilia, argento europeo e mondiale junior
La cronometro è sempre stata una dimensione amata da Vigilia, argento europeo e mondiale junior
La cronometro è sempre stata una dimensione amata da Vigilia, argento europeo e mondiale junior
Quindi sarai al tricolore?

Sì, c’è stata questa sorpresa del calendario e quindi tiriamo avanti un’altra settimana, ma prima sarò domenica alla gara francese. Non posso negare che il peso della lunghezza della stagione si sente, quando ho finito il Tour avevo un senso di nausea da bici e ho dovuto staccare completamente una settimana, ma mi ha fatto bene. Sento che la condizione ancora c’è e quando capitano queste occasioni non si può certo dire di no, quindi non mancherò, alle vacanze penserò dopo…

Tu hai contribuito alla medaglia d’argento europea nel team relay, che cosa ti porti dietro da quell’esperienza slovena?

E’ stato un grandissimo sforzo perché non era il piano che avevamo stabilito quello di rimanere in salita soltanto io e Elisa Longo Borghini, però purtroppo Monica (Trinca Colonel, ndr) non stava bene e quindi è stata una grande sfida con me stessa tenere il livello di Elisa, per quanto magari in salita avevamo deciso di fare il mio ritmo, quindi inferiore a quello solito suo, ma la parte dopo è stata veramente dura, però è un grande onore correre con un atleta come lei, quindi sicuramente una grande emozione e anche una grande soddisfazione essere riuscita a dar tutto e condividere una medaglia. Spero che ci saranno altre occasioni per potersi mettere in mostra un po’ meglio.

Agli europei con Longo Borghini e Trinca Colonel, un argento che lasciato anche un po' d'amaro in bocca
Agli europei Vigilia con Longo Borghini e Trinca Colonel, un argento che lasciato anche un po’ d’amaro in bocca
Agli europei con Longo Borghini e Trinca Colonel, un argento che lasciato anche un po' d'amaro in bocca
Agli europei Vigilia con Longo Borghini e Trinca Colonel, un argento che lasciato anche un po’ d’amaro in bocca
Sei a metà del biennio con la Uno-X, come ti stai trovando con il team norvegese?

E’ veramente una bellissima squadra, ho cambiato molto il modo di lavorare rispetto agli anni precedenti e ho trovato nuovi stimoli e consapevolezze, quindi sono veramente molto felice.  Quest’anno mi han fatto fare tutti e tre i grandi giri quindi hanno grande considerazione di me anche solo come gregaria e questo a me fa veramente piacere e mi dà anche serenità per il futuro.

C’è tanta differenza nella gestione del team rispetto ai maschi, visto che voi siete un team multinazionale con un gruppo italiano all’interno, fra gli uomini sono solo norvegesi e danesi?

Io vedo che c’è molta intercomunicazione, quello che viene fatto per gli uomini viene fatto anche per le donne. Ci danno le stesse opportunità, su tante cose negli uomini c’è più attenzione, più conoscenza, più studi e investimenti, ma poi vengono trasmessi anche a noi.

Quanto conta avere un gruppo italiano al suo interno con tre atlete nostrane più la ticinese Zanetti?

Sicuramente aiuta, anche se in realtà quest’anno non abbiamo fatto tantissime corse tutte insieme. Ci siamo però ritrovate all’Emilia, sembrava di non essere neanche in corsa perché comunque c’è un legame forte fra noi e chissà che la vittoria non sia arrivata anche per questo…