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Paternoster in Belgio. Cade si rialza e tira la volata

07.04.2021
3 min
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Nel gelo della Scheldeprijs, la prima edizione per le donne, si è rivista anche Letizia Paternoster. La portacolori della Trek-Segafredo è arrivata in Belgio giusto poche ore prima della gara, la cosiddetta corsa dei diamanti. Si gareggia infatti nei dintorni di Anversa la città di queste preziosissime pietre.

Paternoster in Belgio dal suo Trentino a ridosso della gara, subendo un bel balzo termico (foto Instagram)
Paternoster in Belgio dal suo Trentino a ridosso della gara, subendo un bel balzo termico (foto Instagram)

Letizia apripista 

Corsa piatta, ma davvero gelata. Vento e neve si alternano e si mischiano. Fino ad un’ora dal via neanche si sapeva se l’avessero disputata per intero. Si ipotizzava un taglio della parte in linea, poi di un giro del circuito. Invece alla fine si è portati a casa la corsa nella sua totalità. E tra le ragazze che sono riuscite a concludere la gara da pieno Inferno del Nord c’è proprio la Paternoster.

Appena dopo l’arrivo, Letizia allarga le braccia, quasi sconsolata. Come a dire ci abbiamo provato. Lei doveva tirare la volata ad Amalie Dideriksen e così ha fatto. E non è stato facile, nonostante alla fine sia uscita una corsa meno dura del previsto, con pochi ventagli e un gruppo piuttosto numeroso all’arrivo.

«Ho dato il massimo per il mio team – racconta la Paternoster, appena dopo l’arrivo – Ho fatto un buon lavoro nel finale per portare fuori la nostra capitana e sono felice di essere qua. Sto ritrovando me stessa. Durante la corsa sono anche caduta ma mi sono rialzata, ovviamente, e ho lottato fino alla fine».

La grinta non manca alla trentina. Il testa a testa della pista sa farle tirare fuori gli artigli anche su strada. E sa farla rialzare dopo una caduta (evidenti i segni sulla coscia sinistra). 

Dideriksen (decima) capitana della Trek, che schierava solo quattro atlete
Dideriksen (decima) capitana della Trek, che schierava solo quattro atlete

Solo due corse

Per la Paternoster questa era solo la seconda corsa su strada della stagione. La prima l’aveva fatta ad inizio marzo e il fatto che sia riuscita non solo a finire la gara ma anche a rendersi utile per le compagne la dice lunga sulla sua forza. Le avversarie avevano ben altri chilometraggi di gara nelle gambe. In corsa le sue sensazioni sono state discrete.

«Sì, e poi passare dalle temperature di casa a quelle di qua si è fatto sentire. Adesso tornerò a correre in pista. La mia preparazione sta andando bene e di certo daremo il massimo anche là». Intanto lo chaperon dell’Uci la porta via in quanto sorteggiata per il controllo antidoping. Lei saluta, sorride: «Scusate, mi portano via!».

Quest’anno Letizia (21 anni) aveva corso solo a Le Samyn ad inizio marzo
Quest’anno Letizia (21 anni) aveva corso solo a Le Samyn ad inizio marzo

Al top a giugno

La Partenoster viene da un infortunio importante al ginocchio e prima di Natale era stata colpita dal Covid. E’ sulla via della ripresa ma ancora distante dalla forma totale. Lo sa lei stessa e lo sa il suo staff. Giorgia Bronzini, una delle diesse della Trek, ci spiega che Letizia è sicuramente sulla via del recupero, ma non è al massimo della condizione. In squadra prevedono (e sperano) che questa possa arrivare a giugno, quando ci sarà anche il campionato italiano.

«Sarebbe importante per noi – dice la Bronzini – visto che una ruota veloce come la sua fa sempre comodo, e sarebbe importante per lei tornare a fare qualche risultato».