Celia Gery vince la settima tappa del Giro Women 2026

Longo scompiglia il finale, Gery vince, ma esulta anche Pegolo (terza)

05.06.2026
5 min
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SALICE TERME (PV) – Se volevate una giornata tranquilla al Giro Women ripassate la prossima volta. Guai a sottovalutare le tappe che apparentemente sulla carta sembrano dire poco o nulla e attenzione a non considerare la discesa come terreno d’attacco. Dopo un finale scoppiettante, a Salice Terme vince Celia Gery della FDJ United-Suez in uno sprint ristretto nel quale spicca lo splendido terzo posto di Chantal Pegolo, ma è ciò che esprime la settima tappa a dare tanti spunti di interesse e discussione.

Al mattino ci si divideva tra i possibili esiti: ennesima volata con Balsamo favorita o fuga che arriva fino in fondo? La differenza l’avrebbe fatta il “gpm” di Pietragavina a meno di 30 chilometri dal traguardo, ideale trampolino di lancio e contemporaneamente scoglio per le velociste meno inclini alla salita. Tuttavia, a sessanta chilometri dalla fine nonostante un quintetto di battistrada con un vantaggio di 5’, la serenità in gruppo non era tale. Da quel momento inizia un’altra tappa, con diversi colpi di scena.

Longo Borghini ha provato nel finale a smuovere le acque, toccando un vantaggio di quasi 50"
Longo Borghini ha provato nel finale a smuovere le acque, toccando un vantaggio di quasi 50″
Longo Borghini ha provato nel finale a smuovere le acque, toccando un vantaggio di quasi 50"
Longo Borghini ha provato nel finale a smuovere le acque, toccando un vantaggio di quasi 50″

Rosa a terra e allungo in discesa

Quando mancava ancora tanto sia al “gpm” e all’arrivo, una caduta coinvolge Guarischi che batte rovinosamente a terra e nel capitombolo va giù anche la maglia rosa Van der Breggen, battendo la testa. Sono attimi delicati per le due atlete della SD Worx Protime che devono recuperare sul gruppo un minuto abbondante di margine. Al bus Guarischi rientrerà ricoperta di bende con la divisa strappata e Van der Breggen accuserà un piccolo senso di nausea, ma tutto sommato in buono stato considerando lo spavento.

Nel frattempo le fuggitive si disuniscono perdendo terreno e dietro si avvicinano. Nella discesa dopo Pietragavina, Persico e Longo Borghini provano a riproporre in versione ridotta lo stesso numero dell’anno scorso nella frazione decisiva del Monte Nerone, ma su di loro piombano Brand e Gery. Le quattro si aggiungono a Segato, Pegolo e Jackson, superstiti della fuga iniziale. La collaborazione non c’è per tanti motivi, il grosso del lavoro se lo sobbarca Persico e i frutti si vedono. Il vantaggio arriva a 45” a circa 15 chilometri da Salice Terme, mentre dietro cominciano ad organizzarsi per puntare alla volata.

Chantal Pegolo non crede al suo terzo posto. Un risultato storico per la Isolmant (foto Ossola)
Chantal Pegolo non crede al suo terzo posto. Un risultato storico per la Isolmant (foto Ossola)
Chantal Pegolo non crede al suo terzo posto. Un risultato storico per la Isolmant (foto Ossola)
Chantal Pegolo non crede al suo terzo posto. Un risultato storico per la Isolmant (foto Ossola)

Pegolo nella storia della Isolmant

Le energie spese nella lunga fuga di giornata si moltiplicano per Pegolo quando vede arrivare sul suo sopravvissuto terzetto i grossi calibri. Sotto il maxischermo del palco delle premiazioni, il suo procuratore Fabio Perego sorride, spera e si sbilancia in un pronostico conoscendo bene le doti veloci della sua assistita, che regala uno storico podio alla Isolmant nelle partecipazioni al Giro Women.

«Devo ancora realizzare ciò che ho fatto – racconta felicissima Pegolo appena dopo la linea d’arrivo – è davvero incredibile perché siamo andate in fuga fin da subito, anche grazie al suggerimento di Giovanni Fidanza che ci aveva detto che questa sarebbe stata l’occasione giusta per farlo e magari arrivare fino alla fine. Quando il nostro vantaggio è salito oltre gli otto minuti ho pensato che potevamo farcela, invece ci hanno ripreso dopo lo scollinamento. Vedere Elisa e Silvia mi ha dato una nuova iniezione di fiducia. Era surreale, però so che bisogna mollare un metro dopo il traguardo.

«Pensavo a collaborare – continua – e allo sprint. Anche se ho fatto terza, ritengo che questo piazzamento sia come una vittoria di squadra. Giovanni ne sa tanto e oggi lo ha dimostrato. Sono felicissima anche perché ripenso ai giorni precedenti al Giro. Oggi piango per la gioia, ieri per la disperazione. Fino a due settimane non pensavo nemmeno di correrlo perché avevo avuto una forte gastroenterite. Alla prima tappa “sbandieravo” tra le ammiraglie e oggi sono qua che festeggio un terzo posto di tappa al primo anno da elite davanti a tantissime big. Io non ci credo ancora».

Pegolo è al primo anno da elite e al suo primo Giro Women. Sta facendo una grande annata finora (foto Ossola)
Pegolo è al primo anno da elite e al suo primo Giro Women. Sta facendo una grande annata finora (foto Ossola)
Pegolo è al primo anno da elite e al suo primo Giro Women. Sta facendo una grande annata finora (foto Ossola)
Pegolo è al primo anno da elite e al suo primo Giro Women. Sta facendo una grande annata finora (foto Ossola)

Il coraggio di Elisa

A Salice Terme c’è anche Jacopo Mosca che vuole fare una sorpresa a sua moglie Elisa. Sta andando verso il bus della UAE per aspettarla lì, ma vedendo le immagini della gara decide di andare al traguardo.

Se Van der Breggen ha tremato per la caduta, le altre leader di classifica devono ringraziare le formazioni delle velociste che hanno tirato forte per ricucire un gap che stava diventando pericoloso. La FDJ di Vollering non ha collaborato per difendere la propria Gery in avanscoperta, così come la Lidl-Trek per Brand, ma sono state principalmente la Uno-X Mobility e la Canyon//Sram zondacrypto a limitare l’azione di Longo Borghini.

«Mi sembra – ci dice la capitana della UAE Team ADQ mentre sta facendo la crioterapia nella vasca piena di ghiaccio – di stare sempre meglio ogni giorno. Non è stato un periodo facile sia mentalmente che fisicamente da aprile in poi. Non sono al 100 per cento, ancora non ho il cambio di ritmo e stare molto in alta intensità, ma questo Giro mi aiuterà a tornare quella di sempre.

Elisa sta meglio rispetto ad inizio Giro e non ha paura di attaccare ancora, grazie anche al supporto delle compagne
Elisa sta meglio rispetto ad inizio Giro e non ha paura di attaccare ancora, grazie anche al supporto delle compagne
Elisa sta meglio rispetto ad inizio Giro e non ha paura di attaccare ancora, grazie anche al supporto delle compagne
Elisa sta meglio rispetto ad inizio Giro e non ha paura di attaccare ancora, grazie anche al supporto delle compagne

«Oggi – prosegue Longo Borghini che chiuderà sesta guadagnando cinque secondi sulle rivali – non avevo in programma di attaccare, anzi doveva farlo Silvia, era studiato per lei perché era una discesa tecnica. Ho semplicemente seguito Brand e dalla radio mi hanno di tirare dritto. Purtroppo non avevo le compagne giuste in questa fuga ed è andata così. E’ vero, alla fine ho speso tanto, ma chi se ne frega, non ho paura di quello che ho fatto e non ho paura di niente e nessuno. Domani sarà dura, ci sarà da sopravvivere e lo faremo in qualche modo».

L’ottava e penultima frazione del Giro Women propone il menù di gala: Colle delle Finestre e arrivo al Sestriere. Più di 30 chilometri di salita negli ultimi 50 in una tappa che ne misura 106. Stiamo pronti a riscrivere la generale.