campionati del mondo Montreal 2026, cronometro donne elite, Elisa Longo Borghini

Crono bis di Reusser, Longo Borghini (sorpresa) a 5″ dal podio

20.09.2026
5 min
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MONTREAL (Canada) – Nella crono mondiale che meno ha preparato, Elisa Longo Borghini va a 5 secondi dal bronzo e 10 dall’argento. Marlene Reusser invece è più lontana, irraggiungibile. Nel giorno del suo trentacinquesimo compleanno, la signora delle crono si è fatta il regalo più bello, bissando l’iride dello scorso anno a Kigali.

«Sì, è un bel regalo – dice la svizzera – ora ho qualcosa da festeggiare. Non avevo pressione, non ce l’ho mai, perché ogni volta si ricomincia da capo, non importa se hai già vinto. Tanti sono qui per vincere, è sport, si cerca sempre di fare meglio. E se tu vinci, c’è chi perde e fra loro in passato ci sono stata anche io. Il percorso era tecnico e non vedevo l’ora di affrontarlo, perché c’erano aspetti che lo rendevano insidioso.

«Sono stata più nervosa in gara che prima. Abbiamo discusso a lungo con il mio coach su quale fosse il pacing migliore. Non ho voluto avere i tempi intermedi, ma mi aspettavo di essere più veloce. L’unico riferimento che avevo era Demi (Vollering, ndr) davanti a me. Averla ripresa è stato importante, ma fino al traguardo non sapevo che avrei vinto».

Marlen Reusser ha conquistato il secondo monciale crono consecutivo, dopo quello di Kigali, nel giorno del 35° compleanno
Marlen Reusser ha conquistato il secondo monciale crono consecutivo, dopo quello di Kigali, nel giorno del 35° compleanno
Marlen Reusser ha conquistato il secondo monciale crono consecutivo, dopo quello di Kigali, nel giorno del 35° compleanno
Marlen Reusser ha conquistato il secondo monciale crono consecutivo, dopo quello di Kigali, nel giorno del 35° compleanno

La crono migliore

Ma torniamo da Elisa Longo Borghini, che questa crono l’aveva messa nel mirino come un passaggio sulla strada del Team Relay e della prova su strada. E forse sulla strada delle Olimpiadi di Los Angeles, la cui prova contro il tempo avrà l’arrivo in salita. Ma forse questa è una proiezione troppo giornalistica per essere obiettiva, per cui restiamo sul presente e su Villa che si era detto molto soddisfatto per il ritorno di Elisa nella crono.

Molto meglio venire qui dieci giorni prima e fare due sforzi nelle crono (individuale e Team Mixed Relay), che allenarsi a casa e arrivare in Canada tre giorni prima della prova su strada, col rischio di non assorbire bene il jet lag. Lo ha sussurrato stamattina Elisa stessa durante il riscaldamento, nei pochi secondi in cui siamo riusciti a parlarle. Poi ha mandato giù un gel e si è subito rimessa a pedalare.

«Penso che potrebbe essere il miglior risultato a cronometro di tutta la mia vita – dice sorridendo – fatta per giunta in crescendo, e questo mi gasa perché magari se ci lavorassi un po’ di più… La bici da crono l’ho usata molto preparando il Tour de France (dove nella crono ha colto un decimo posto, con l’handicap di un problema meccanico, ndr). Ultimamente ho fatto delle uscite, però personalmente non credevo di fare un risultato così.

«Vorrei ringraziare tanto Cioni (il tecnico della Netcompany è a Montreal con la Federciclismo, ndr) perché mi ha guidato in ammiraglia veramente bene. Ho potuto essere tranquilla di testa perché sapevo benissimo le linee da fare, non dovevo guardare niente, avrei potuto fare la crono a occhi chiusi. Per cui un grande grazie alla nazionale e in maniera particolare a Dario perché sono stata guidata in maniera eccellente».

Guazzini ha chiuso la crono con il decimo tempo: sapeva di non essere al top, ma ha dato il massimo che aveva
Guazzini ha chiuso la crono con il decimo tempo: sapeva di non essere al top, ma ha dato il massimo che aveva
Guazzini ha chiuso la crono con il decimo tempo: sapeva di non essere al top, ma ha dato il massimo che aveva
Guazzini ha chiuso la crono con il decimo tempo: sapeva di non essere al top, ma ha dato il massimo che aveva

Il consiglio di un’amica

Non è andata altrettanto bene a Vittoria Guazzini, decima a 2’05” da Reusser, in una stagione non facile che non le ha mai permesso di trovare la gamba dei tempi migliori. Lei che a Wollongong, nel 2022, conquistò il primo titolo a crono per under 23, quando ancora le giovani correvano con le elite. 

«Una bella crono – dice la toscana – ma su un percorso in cattive condizioni. Sinceramente penso che per un mondiale sia doveroso perlomeno rifare le strade. Io sapevo di non essere al top, l’ho detto e ridetto da quando. Sono contenta di aver gestito bene le sensazioni che avevo e anche Marco (Villa, ndr) in macchina mi ha guidato bene nella parte tecnica, mi ha trasmesso tranquillità e mi ha motivato quando c’era da spingere. 

«La scorsa settimana una mia grande amica, Martina Fidanza, mi ha detto: “Se hai il 50 per cento, dai il 50, non farlo diventare un 20 solo perché non hai il 100 per cento”. Ovvio che quando sai di non essere al massimo, ti resta un tarlo nella testa, anche perché io sono sempre stata tipo da tutto o niente. Però quella frase mi ha fatto riflettere, per cui oggi ho cercato di dare il tutto che avevo. Sono sicuramente molto motivata per martedì, il Team Relay è una specialità che mi piace. Oggi ho fatto un ulteriore step, ce la metteremo tutta. E’ stato un buon debloccaggio».

Questa crono di Montreal è la migliore di Elisa Longo Borghini in prove titolate. il suo ultimo mondiale risale al 2019
Questa crono di Montreal è la migliore di Elisa Longo Borghini in prove titolate. il suo ultimo mondiale risale al 2019: 17ª nella prova di Harrogate
Questa crono di Montreal è la migliore di Elisa Longo Borghini in prove titolate. il suo ultimo mondiale risale al 2019
Questa crono di Montreal è la migliore di Elisa Longo Borghini in prove titolate. il suo ultimo mondiale risale al 2019: 17ª nella prova di Harrogate

Slongo aveva ragione

Elisa Longo Borghini non la smette di sorridere e anzi, col passare dei minuti, il suo volto diventa sempre più radioso. Per chi è abituato a vincere, non facilmente ma con continuità, arrivare a un soffio dal risultato meno atteso deve avere un sapore particolare.

«Sapevo che non fosse un percorso adatto alle mie caratteristiche – dice – per questo sono rimasta abbastanza stupita dalla mia performance. Quasi bronzo, lo sto realizzando ora, è una cosa che non avrei potuto immaginare. Sono contentissima, sono senza parole. L’altro giorno Paolo Slongo mi ha mandato un messaggio dicendo che eravamo pronti anche per la cronometro. Io gli ho risposto di sì, ma non credendoci molto. Invece per l’ennesima volta Paolo aveva ragione.

«Non c’è da rammaricarsi, questo avevo pianificato e questo è stato. La crono si preparerà meglio in futuro e si punteranno obiettivi più grandi. Sono qui per la gara su strada, ma devo dire che il Team Relay a me piace molto ed è una specialità a cui tengo. E lo specchio di tutto il movimento ciclistico di una nazione e fare bene vuol dire avere una nazione in salute».

La domenica di Montreal è silenziosa e tranquilla. Il parco è nella zona di un ospedale e dell’Università. Il cielo è grigio e qualche goccia sporadicamente cade. Sono cominciati i mondiali, fra poco tocca a Ganna contro Evenepoel.