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Ciabocco, primo anno coi fiocchi. E chi ben comincia…

29.11.2021
5 min
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Pedala svelta così come parla. In sella alla bici è pragmatica così come risponde alle domande. Essenziale potrebbe essere la parola d’ordine del suo mantra. Quando ti spiega la prima annata da junior, Eleonora Ciabocco non ci gira intorno. Tanti concetti chiari e rapidi anche davanti ad una serie di risultati che ti farebbero emozionare e parlare molto di più.

Già, perché la 17enne di Corridonia – che corre in bici da quando aveva quattro anni nei “g-zero” e che frequenta la quarta classe all’Istituto Biologico Sanitario “Matteo Ricci” di Macerata – quest’anno ha ottenuto grandi risultati. Campionessa italiana su strada (lo fu anche nel 2018 da esordiente secondo anno), seconda all’europeo, terza al tricolore crono e altre tre vittorie parziali, condite da tanti piazzamenti anche nelle gare open.

La rintracciamo al telefono mentre è in viaggio per Schio per un breve raduno della sua formazione, la Ciclismo Insieme-Team Di Federico. Dalle Marche al Veneto, un blitz utile per rivedere lo staff e conoscere alcune nuove compagne. 

Eleonora, ti aspettavi un 2021 così?

Onestamente no, perché passare da allieva a junior era un bel salto. E’ stato un inizio di stagione molto particolare, non semplice. Ho avuto problemi con un ginocchio e risolto quello, il covid per tutto febbraio. Poi ho fatto le prime gare internazionali e piano piano è migliorato tutto. Non posso che essere soddisfatta.

Cosa hai tratto da questo primo anno da junior?

Sicuramente tanta esperienza. Nelle gare open ti ritrovi a correre con ragazze molto più grandi. Lì ho imparato anche a stare meglio in gruppo, più compatte. Anzi alle prime gare stavo attentissima, avevo paura di combinare guai e di buttarne giù qualcuna. 

Nel 2021, al primo anno da junior, ha vinto il tricolore a Darfo Boario (Barba Photo)
Nel 2021, al primo anno da junior, ha vinto il tricolore a Darfo Boario (Barba Photo)
E a livello tattico?

Rispetto alle allieve, quest’anno bisognava correre di squadra e aiutandosi. Aumentava la distanza e si facevano ritmi molto elevati. C’erano gare con più salita. Dovevamo risparmiare e gestire le energie. Mi è servito un periodo di adattamento per capire, ma sono state tutte cose che mi hanno aiutato a crescere.

A parte i tuoi migliori risultati, c’è un’altra giornata che ricordi in particolare?

La gara open di Tarzo del 25 luglio, che ha vinto la Sanguineti. E’ piovuto tutto il giorno e faceva freddo. E’ stata la prima corsa che facevo dopo il campionato italiano junior. Ed è stata anche la prima in cui sono riuscita a restare con il gruppetto di testa, tutte elite. Ho scollinato il gpm di Ca’ del Poggio, molto impegnativo, nelle primissime posizioni ed è stato emozionante (nella foto di apertura @ph_rosa, assieme a Debora Silvestri, ndr). Nel finale ci siamo frazionate ed io ho chiuso quinta e prima tra le junior.

Seconda all’europeo, poi nona al mondiale. Che effetto ti ha fatto?

Come dicevo, quest’anno ho fatto le prime esperienze internazionali. Fin dal ritiro a Livigno, col gruppo azzurro mi sono trovata subito molto bene, in particolare con Francesca Barale. All’europeo abbiamo corso assieme, ci siamo aiutate e lei è stata preziosa per me nel finale (Barale ha terminato quarta dopo aver lavorato per la Ciabocco, ndr). E’ stato bello legare con persone che durante l’anno sono tue rivali.

Nel tricolore della crono, ha centrato il terzo posto nonostante una partenza non eccezionale
Nel tricolore della crono, ha centrato il terzo posto nonostante una partenza non eccezionale
Ti abbiamo vista andare forte un po’ su tutti i terreni. Ci racconti che tipo di atleta sei?

Prediligo la salita, mi definirei scalatrice. Sono però riuscita ad ottenere risultati anche in gare piatte grazie ad uno spunto abbastanza veloce. A crono, così così… (ride, ndr). Mi difendo, ma mi sento meno adatta, anche se il campionato italiano si è deciso davvero sul filo di lana. Francesca e Carlotta (rispettivamente Barale e Cipressi, prima e seconda, ndr) erano divise da qualche decimo mentre io sono arrivata a tre secondi. Peccato perché quel giorno ero partita un po’ male.

Hai idoli tra i big?

Sì,Van Aert tra i pro’ perché è un corridore completo. Strada e cross (nel 2020 Eleonora è stata campionessa italiana allieve Cx, ndr). Volata, montagna e crono. Tra le elite invece Elisa Balsamo. Anche lei si difende bene su tutti i percorsi. Ammiro il suo modo di correre, avendola vista più da vicino.

E la tua corsa dei sogni qual è?

La Parigi-Roubaix per me è la più bella da vedere. E ora che c’è anche per le donne, un giorno mi piacerebbe correrla

La Callovi qualche giorno fa ci ha detto che seguirà le junior in ottica nazionale, ma che preferisce lasciarvi libere da pressioni. Cosa ne pensi?

Intanto mi fa piacere essere considerata da un tecnico azzurro. Poi credo sia giusto ciò che ha detto Rossella. E’ un bene correre più tranquilli, aiuta tanto. All’europeo sono andata bene proprio perché ero serena.

Eleonora, per il 2022 cosa ti aspetti? 

Ripetere questa stagione sarebbe già un sogno. Ovvio che si punta sempre a migliorarsi, non solo nei risultati, ma anche per me stessa, come persona. Poi vedremo come andrà.