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Pavan e Gariboldi. Il Team Cingolani si prende Follonica

30.10.2022
6 min
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Due corse quasi identiche, per uomini e donne. E a gioire sono sempre i colori del Team Cingolani. Rebecca Gariboldi e Marco Pavan dominano nettamente la quarta tappa del Giro d’Italia Ciclocross, sotto il solleone di Follonica.

Come avevamo scritto in precedenza, il caldo si è preso la scena e per le due maglie rosa si è fatto sentire ancora di più. Rebecca e Marco infatti hanno dovuto indossare il body di leader e questo, ironia della sorte (o logica di stagione) era a maniche lunghe!

Gariboldi regina

«Se avessi potuto avrei corso in canotta – ha detto subito dopo l’arrivo la Gariboldi – mamma che caldo!».

Rebecca è stata sempre in controllo. Tranquilla. Chiamava le doppiate quando doveva passare con tutta calma. L’idea è che abbia cambiato qualcosa rispetto allo scorso anno. Tra l’altro ci è sembrata anche più “muscolata”.

«Cosa ho cambiato? Diciamo che ogni anno si cerca di migliorare e mi conosco di più. Quest’anno in particolare con la squadra e il mio allenatore, Giovanni Gilberti, stiamo lavorando molto sulla tecnica. Sono lavori che facciamo in gruppo con la squadra, che ci sta dando un grande supporto, grazie a Francesco Cingolani».

«E quando dico lavori tecnici intendo proprio degli specifici con la bici da ciclocross. Perché la parte a secco e quella di propriocezione già la curavo da anni».

«Più muscolata? Sono contenta che me lo diciate! Sono anni che cerco di mettere su un po’ di massa e un po’ di forza. Perché poi è quello che serve (e infatti nel tratto pedalato spingeva bene il rapporto, ndr) a livelli alti. Quando vedi in tv le ragazze che fanno ciclocross in Belgio spingono rapporti quasi da strada».

Anfiteatro top

Ma oltre al caldo, sul quale non ci si poteva fare nulla, il tema della quarta tappa è stato il percorso. Si è corso in un anfiteatro dal quale in ogni punto si vedeva l’intero tracciato. Tracciato disegnato da Fausto Scotti.

«Avevamo corso qui anche lo scorso anno – ha detto il patron del Giro d’Italia Ciclocross – ma poi ero tornato anche questa estate per un sopralluogo. Volevo fare, e si dovevano fare, per richiesta del Comune, alcune modifiche. E così ho inserito un paio di traversi in più. Credo che con tutte quelle rampe sia stato davvero duro».

E la Gariboldi conferma: «Tracciato veloce sì, ma davvero impegnativo. La parte delle rampe era tutta concentrata e bisognava dosare bene le energie. Anche perché non potevi rilassarti troppo in quella più pedalata».

«La scalinata – riprende Scotti – che non abbiamo potuto utilizzare, alla fine si è trasformata in una piccola tribuna per gli spettatori. E’ stato un tracciato ben ponderato anche per essere seguito dagli addetti della sicurezza, per i media… Ci sono 1.600 paletti di legno e una squadra è sempre pronta con la mazza ad intervenire in caso di necessità».

Rivincita Pavan

Ieri a Brugherio, Pavan non era stato fortunato. Aveva rotto i Boa delle scarpe. Oggi voleva a tutti i costi rifarsi. E ci è riuscito alla grande. Alla prima curva era terzo, alla quinta era secondo, a metà giro era in testa. E lì in pratica è finita la gara. Nonostante un ottimo e sempre grintoso Antonio Folcarelli. 

«Volevo rifarmi e fare vedere che ieri solo un problema mi aveva fermato – ha detto Pavan – Oggi volevo dimostrare quanto valgo. Nei primi giri ho cercato subito di creare un gap. Ho preso questi 15” e da lì ho pensato a gestire: senza né perdere né guadagnare».

La cosa che ci ha colpito del piemontese è che rispetto agli altri si presentava sotto le rampe con una velocità altissima. E in pratica fino a metà non pedalava, nonostante pendenze mostruose.

«Era un percorso molto impegnativo che presentava molte rampe lungo le quali non ti potevi risparmiare. Avere sempre un buon ritmo era fondamentale. Per questo cercavo di accelerare al massimo prima delle rampe: volevo spendere il meno possibile su di esse, perché se ti metti a spingere da sotto sprechi davvero tanto. Così un istante prima del “muro” cambiavo e allegerivo al massimo, per ritrovare il rapporto giusto (aveva un 42×33 come più leggero, ndr) quando finiva la spinta». 

«Le gomme? Stamattina avevamo provato quelle super scorrevoli ma erano troppo scivolose. Alla fine abbiamo scelto questo setup: scorrevole davanti, tassellata da fango dietro. In più avevo la borraccia… che con questo caldo e il body della maglia rosa lungo era d’obbligo».