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Al Giro emerge Pavan, ciclocrossista fino al midollo

17.10.2022
5 min
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Terza tappa del Giro d’Italia di ciclocross a Porto Sant’Elpidio, con un caldo tipico di mesi diversi da quello di ottobre che ha reso il percorso, già impegnativo di per sé per un’altimetria più pronunciata rispetto alle prove precedenti, ancora più duro e polveroso. Si comincia a fare sul serio, la condizione cresce e i responsi della gara marchigiana sono stati diversi da quelli delle tappe precedenti, anche perché nel contempo è iniziata la “diaspora” dei ciclocrossisti italiani verso l’estero. Il gruppo della Selle Italia Guerciotti Elite è andato a gareggiare in Svizzera con buoni risultati (5° Bertolini, 2a la Casasola), la nazionale di Pontoni ha iniziato la sua campagna in Spagna con un bellissimo tris maschile fra gli junior con Scappini, Cafueri e Paccagnella con l’aggiunta della Zontone 2a nella gara Elite femminile.

Il podio maschile, per Pavan è la prima maglia rosa da Elite (le foto sono di Lisa Paletti)
Il podio maschile, per Pavan è la prima maglia rosa da Elite (le foto sono di Lisa Paletti)

Il regalo di compleanno

Non per questo le gare del Giro a Porto Sant’Elpidio sono state di minor rilevanza, hanno anzi messo in luce non solo personaggi ma anche temi, ad esempio attraverso Marco Pavan, vincitore della prova Open con tanto di conquista della maglia rosa a scapito dello stesso Bertolini. In certi casi vien da dire che gli assenti hanno torto, sarà vero per l’evento in questione? Quel che è certo è che Pavan non ha rubato nulla e anzi la sua vittoria è caduta in una ricorrenza particolare.

Il piemontese ha infatti potuto festeggiare nel migliore dei modi il compleanno che cadeva questo lunedì: «Vestire la maglia rosa è stato un bellissimo regalo, conquistato sul campo perché la gara è stata lottata fino all’ultimo e ho dovuto dare fondo alle mie energie per compiere l’azione decisiva. Ci tenevo a vincere visto che siamo nella terra del mio sponsor Cingolani».

Ancora una buona prova per Luca Paletti, finito terzo dietro Pavan e Tommaso Ferri
Ancora una buona prova per Luca Paletti, finito terzo dietro Pavan e Tommaso Ferri

Il paladino degli specialisti puri

Pavan compie oggi 22 anni, ma il particolare periodo stagionale del ciclocross gli fa compiere anticipatamente il salto nella categoria Elite. Il piemontese era già stato vincitore fra gli Open, due anni fa nella “sua” Osoppo, ma rispetto ad allora molto è cambiato: «Sono cresciuto tanto da allora, soprattutto a livello di esperienza. In questi due anni sono arrivate tante prove all’estero, addirittura la partecipazione a europei e mondiali seppur di categoria. Diciamo che c’è stato un cammino del quale questa vittoria marchigiana fa sicuramente parte perché la conclusione dello stesso spero e penso sia ancora lontana».

Il portacolori della Cicli Cingolani fa parte di una categoria di ciclocrossisti che in Italia sembra quasi sparita, quella degli specialisti puri, perle rare nell’epoca della multidisciplina che ormai anche da noi è esplosa come una moda. Marco infatti si dedica anima e corpo al ciclocross. Che cosa avviene però a stagione finita? «Non resto certo con le mani in mano, mi dedico alla mtb ma senza grandi risultati. E’ un impegno diverso rispetto a quello invernale, diciamo che affronto le gare in mountain bike sempre nell’ottica della preparazione per il ciclocross, per mantenermi in allenamento. Per me il ciclocross è molto importante, è giusto che concentri i miei sforzi verso ciò che può portarmi lontano».

Prima vittoria al Giro 2022-23 per la Gariboldi, pronta a dare la caccia alla maglia azzurra
Prima vittoria al Giro 2022-23 per la Gariboldi, pronta a dare la caccia alla maglia azzurra

Gariboldi a suo agio nella… polvere

La sosta del Giro, che riprenderà il 30 ottobre a Follonica, consente a Pavan di affrontare con ottimo spirito il prossimo fine settimana, quello del suo esordio stagionale all’estero: «Andremo a gareggiare in Francia e Svizzera dove conto di continuare questo percorso di crescita per poi essere pronto per difendere la maglia. Anche perché all’orizzonte ci sono le convocazioni per gli europei di novembre: so che sarà difficile, ma tornare a vestire la maglia azzurra non può non essere un obiettivo primario».

Senza la Casasola, nuova leader anche al femminile con Rebecca Gariboldi che ha concretizzato la grande giornata del Team Cingolani cancellando le difficoltà vissute la settimana prima con il vento di Osoppo. Dietro la Gariboldi una pioggia di atlete giovanissime, fra under 23 e juniores, a testimonianza di un profondo ricambio in atto soprattutto a livello femminile e fra queste spicca la vittoria fra le più giovani di Nelia Kabetaj, figlia di immigrati dall’Albania: «Mi sono allenata tanto per arrivare a questo momento, alla conquista della maglia bianca che rappresenta il mio ringraziamento alla mia famiglia e a tutte le persone che mi sono state accanto specialmente durante il difficile anno scorso. Ora farò di tutto per difendere questo simbolo».

La premiazione di Nelia Kabetaj, una delle novità della stagione sui prati
La premiazione di Nelia Kabetaj, una delle novità della stagione sui prati

C’è fervore fra gli junior

Anche fra i pari età c’è grande sommovimento, evidente non solo dai risultati esteri. Colui che aveva stupito tutti a Osoppo, Alan Zanolini è andato a conquistare uno splendido podio in Svizzera, nel frattempo la maglia rosa Tommaso Bosio (Gs Sorgente Pradipozzo) è caduto in corsa perdendo il treno delle prime piazze.

Ad approfittarne è stato Ettore Prà (Hellas Monteforte) che teneva forse più degli altri alla vittoria: «L’inizio di stagione non era stato semplice, è stata una corsa vissuta sul filo del rasoio, ma al successo tenevo particolarmente per dare una svolta all’annata. Ora non potrà che andare meglio». La maglia però è di Mattia Stenico, trentino della Sorgente Pradipozzo finora risultato il più costante e reduce anche da una stagione di mtb da vero protagonista.