Pello Bilbao e Mikel Landa, storia di un’amicizia basca

27.04.2021
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Pello Bilbao sarà con Landa al Giro d’Italia, cercando di spingere l’amico più in alto possibile. E’ una storia basca, di quelle sbocciate sotto lo sventolare della ikurriña, la bandiera nata nel 1894 prendendo come spunto quella britannica e cambiandole i colori. I baschi sono gente dura, anche nel gruppo. Si ritrovano spesso in piccoli capannelli trasversali alle squadre e si mettono a parlare nel loro incomprensibile dialetto.

Maglie arancioni

Pello e Mikel arrivarono insieme al professionismo nel 2011, con la maglia arancione della Euskaltel-Euskadi, e rimasero insieme fino al 2013, quando la celebre squadra si sciolse. Pello finì alla Caja Rural, Mikel forse in virtù di qualche risultato in più fu notato dall’Astana. Da quel momento la loro storia, a volerla cantare con De Gregori, divenne davvero uno strano incrocio di destini. Infatti, mentre Landa lasciò il gruppo di Martinelli e andò prima al Team Sky e poi alla Movistar, Pello firmò con l’Astana nel 2017. E come ha raccontato al Tour of the Alps fece appena in tempo a conoscere Michele Scarponi.

La Euskaltel Euskadi chiuse per motivi di budget nel 2013, lasciando liberi fior di corridori
La Euskaltel chiuse per motivi di budget nel 2013

Gli incroci con l’amico basco non mancarono. Tanto che quando al Giro del 2019 Pello Bilbao vinse la tappa di Monte Avena, alle sue spalle finì proprio Landa, leader della Movistar, che avrebbe chiuso quell’edizione al 4° posto. Ma il rendez-vous era ormai nell’aria e dal 2020 entrambi si ritrovarono al team Bahrain-Merida: Landa capitano e Pello gregario, anche se una così netta distinzione dei ruoli in realtà non c’è mai stata. Infatti nonostante si tenda a dipingerlo come gregario, quest’anno Bilbao ha sfiorato la vittoria al Giro dei Paesi Baschi, battuto a Hondarribila da Ion Izagirre, anche lui basco e ottimo amico (il solo motivo per cui Pello se ne è fatto presto una ragione). Mentre ha fatto centro al Tour of the Alps sul traguardo di Pieve di Bono.

«Sono soddisfatto – dice Bilbao – è stata una vittoria molto inseguita. Lungo il cammino ci sono stati tentativi falliti, ma ho sempre pensato che quando un traguardo tanto atteso finalmente arriva, te lo godi il doppio. Io aspettavo dai Paesi Baschi, l’ho inseguita con molta intensità e con voglia speciale. Quella corsa mi incanta e gareggiare in casa è bellissimo, però per me anche correre in Italia ha un significato speciale. Mi piace sempre qui e il Tour of the Alps è bellissimo, perché presenta un percorso molto interessante che invita a sorprendere, provare ad attaccare da lontano e non semplicemente ad aspettare il finale».

Al Tour of the Alps, Pello Bilbao ha rifinito la condizione per il Giro d’Italia
Al Tour of the Alps, Bilbao ha rifinito la condizione per il Giro d’Italia

Un metro e 74 per 60 chili, il basco di Guernica è professionista da 11 stagioni. Ha vinto due tappe al Giro del 2019 e sempre nella corsa rosa lo scorso anni si è piazzato al quinto posto. Per Landa un gregario davvero prezioso.

Tanti ti chiedono se davvero non saresti meglio come leader.

E io rispondo che a volte mi capita di esserlo, ma che troverei stressante fare il leader per nove mesi all’anno. Quando è necessario, so anche lavorare per i miei compagni.

Che rapporto c’è fra te e Mikel Landa?

Siamo amici. E credo che essendo amici posso dare un po’ di più per lui. Alla fine siamo professionisti al 100 per cento e cerchiamo sempre di fare il miglior lavoro possibile, però non bisogna mai dimenticarsi dell’aspetto emotivo e psicologico. E avendo questo vantaggio dalla tua parte, puoi dare anche più di te stesso.

Al Giro del 2019 batte Landa a Monte Avena
Al Giro del 2019 batte Landa a Monte Avena
Il vantaggio dell’amicizia?

Pensare che il leader è un tuo amico, che lavori con gusto per lui perché se lo merita è qualcosa che ti permette di svolgere meglio il lavoro e di ottenere risultati migliori. E’ quello che faccio e mi capita di percepire quando sono leader a mia volta. Alla Bahrain Victorious abbiamo la fortuna che i ruoli sono abbastanza definiti e soprattutto sono accettati dai ciclisti. Non abbiamo alcuna guerra interna. Ognuno ha le sue opportunità quando se le merita e la squadra lavora bene per lui.

Un esempio?

La tappa che ho vinto. L’idea era rendere dura la corsa. Si è formata una fuga che non ci interessava e automaticamente ci siamo messi a tirare nel gruppo per mantenerla vicina e poter mettere un corridore che ci interessava, quel giorno ero io, sulla testa della corsa. E con questo si dimostra la determinazione che ha la squadra e la professionalità di tutti.

Pieve di Bono, al Tour of the Alps, Pello Bilbao batte Vlasov e Yates
Pieve di Bono, al Tour of the Alps, batte Vlasov e Yates
L’anno scorso al Tour avete stupito con un blocco molto forte: sarà lo stesso al Giro?

Avremo un blocco molto potente per proteggere Mikel. Siamo consapevoli che per il percorso che abbiamo e i rivali in campo, il Giro può essere una buona opportunità per noi e per questo continueremo a portare avanti lo stesso metodo di lavoro che abbiamo collaudato lo scorso anno al Tour. Abbiamo fiducia in Mikel e lui sa di essere in buone mani, con una grande opportunità per ottenere un grande risultato.

Amici ed entrambi baschi, com’è la salute del vostro ciclismo?

Il ciclismo nei Paesi Baschi è sempre importantissimo. Non è più lo sport più popolare, però gli appassionati lo seguono molto da vicino e lo vivono con passione. Alla fine abbiamo un buon vivaio, una squadra di allievi e una squadra professionistica di riferimento. Buone corse che si mantengono anno dopo anno grazie allo sforzo che fa la gente con la passione per il ciclismo. Sono persone che non guadagnano niente per organizzare corse di dilettanti, juniores o nelle scuole. Abbiamo uno sport che ha radici profonde e speriamo che continui ad essere così. Noi con le nostre corse cerchiamo di non far spegnere quella fiamma.