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Champoussin, nuovo talento per le corse a tappe

24.03.2021
3 min
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Un anno fa, erano in pochi, anche fra gli addetti ai lavori, a considerare Clement Champoussin come un prospetto fra i più interessanti del ciclismo attuale. Tutto è cambiato, al punto che se anche non compare (ancora) fra i vincitori di stagione, sul suo nome sta montando un’attenzione clamorosa, soprattutto nei social e anche in chi magari guarda con poca simpatia i cugini d’Oltralpe. Il perché? E’ presto detto: Champoussin è uno che fa spettacolo e non ha mai paura di mettersi in gioco, proprio come i big attuali.

Champoussin alle spalle di Bernal: il Laigueglia lo ha rivelato al grande pubblico
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Il 2020 iniziato tardi

Una dimostrazione l’abbiamo avuta anche in casa, al recente Trofeo Laigueglia, dove il transalpino dell’AG2R-Citroen ha corso da protagonista, sempre in fuga. Eppure solo un anno fa questo era un sogno, come ha raccontato lui stesso a Cyclingnews: «Ad aprile 2020 ero ancora un dilettante, oltretutto senza gare dove poter correre. Sono rimasto fino ad agosto in compagnia di pensieri e dubbi, senza sapere che cosa aspettarmi. Per giunta ho anche preso il Covid, così ho potuto iniziare solo a settembre, ritrovandomi però già fra i professionisti. Quelle settimane alla fine sono state utili per rimanere tranquillo e prepararmi con calma. Poi iniziando le gare mi sono sentito sempre meglio».

Champoussin alle spalle di Gaudu alla Faun Ardeche Classic, per la gioia dei francesi
Champoussin alle spalle di Gaudu alla Faun Ardeche Classic

Alla Vuelta i primi squilli

Un esordio bello tosto, il suo, passando per la Vuelta di Spagna condita da due belle top 10 di tappa: «All’inizio è stata una fatica enorme. Però man mano che si andava avanti stavo sempre meglio e nelle tappe di montagna ho potuto far vedere le mie qualità. Come corridore sono principalmente uno scalatore e non ho una preferenza specifica, mi adatto bene alle salite brevi come a quelle lunghe, agli strappi secchi come alle salite pedalabili. Ogni tappa che finivo ero stanco, ma mai troppo…».

A ben guardare le prove di Champoussin, non può essere definito solo uno scalatore: va bene anche sul passo, a cronometro se la cava (alla Vuelta ha chiuso una tappa fra i primi 20) e non è propriamente fermo in volata. Insomma, ci sono tutte le qualità per emergere e all’AG2R-Citroen lo sanno, stanno investendo molto su di lui. «Andrò al Giro d’Italia per fare esperienza e dare una mano, ma prima potrò correre il Giro di Catalogna e il Romandia come capitano della squadra, credo che la dimensione delle corse a tappe di una settimana sia quella che attualmente più mi si attaglia».

Nato dalla Mtb

Interessante anche un riferimento ai suoi inizi: «Quando ho cominciato non ci pensavo neanche alle corse su strada. Pedalavo con la Mtb per divertimento. Ma visto che andavo forte, ho cominciato a gareggiare nei cross country, fino alla categoria junior. Andavo su strada solo per allenarmi e fare esperienza in qualche gara di pari età. Perciò, vedendo che andavo bene anche lì, ho pensato di provarci». Non è stato il primo, non sarà l’ultimo, speriamo anche dalle nostre parti…