Tre tappe vinte e due settimane da assoluti protagonisti. Alexandr Vinokurov ci parla del Giro d’Italia della XDS-Astana Team. Il team manager traccia un bilancio e si sofferma anche sui suoi corridori, tra i grandi protagonisti della corsa. Tra l’altro le emozioni di Vinokurov non si sono concluse sul traguardo del Circo Massimo, ma sono proseguite il giorno dopo in Vaticano, dove è stato ricevuto da Papa Leone XIV.
Mentre un’altra parte della squadra è in altura a preparare il Tour de France, dove vedremo Lorenzo Fortunato e compagni, ecco dunque le parole di Vinokurov, giunto a Roma per abbracciare i suoi ragazzi al termine del Giro d’Italia.


Vino, un bel Giro possiamo dire. Sei d’accordo?
Sì, un Giro perfetto. Abbiamo vinto tre tappe con tre corridori differenti. E abbiamo anche indossato la maglia rosa per due giorni. Almeno per le prime due settimane abbiamo sempre lottato e siamo stati protagonisti. Poi abbiamo fatto più fatica.
Però è anche vero che avevate costruito una squadra con determinate caratteristiche, non certo per le salite che erano concentrate quasi tutte nella terza settimana. E per di più avete perso Scaroni, che magari poteva fare qualcosa…
Sì, anche questo è vero. Siamo venuti con una squadra d’attacco e non per la classifica. Scaroni ha fatto il massimo. Anche nel giorno in cui ha vinto Arrieta era davanti, ci ha provato, ha mostrato una grande voglia. Di Scaroni siamo davvero contenti. Ha fatto una bella progressione dall’anno scorso, anzi da quando è con noi. Christian ha dimostrato che può giocarsela anche con i più grandi e nelle corse più importanti, non soltanto in quelle minori. Mi dispiace perché anche nell’ultima settimana poteva fare bene. Ma è andata così. Ora un po’ di riposo e poi preparerà la seconda parte di stagione.
Partiamo dal primo successo…
Guillermo Silva è stata una bella sorpresa. Quel giorno Scaroni ha fatto il lead-out perfetto per lui e le cose sono andate come sono andate. E’ stato bello vederlo vincere. Sta crescendo e maturando. Non ha accusato troppo il salto nel WorldTour. Merito anche dei compagni e dell’ambiente che ha trovato.


Davide Ballerini...
Sono felice per lui. Ballero si meritava questo successo. E’ un grande uomo per la squadra. E’ tornato a vincere e spero continui.
E il terzo vincitore XDS-Astana è stato Alberto Bettiol. Ci hai sempre detto che ti aspettavi molto da lui…
Alberto ha confermato di avere talento.Se vuole, può fare risultato: gliel’ho detto tante volte. Ora deve continuare su questa linea.
E come farete a renderlo più costante?
Gli parlo spesso di questo aspetto. Bettiol ha il motore per fare bene nelle grandi gare. Con le sue qualità non può aver raccolto soltanto nove vittorie in carriera. Va bene che sono successi importanti, ma può ottenere molto di più. Ora lavorerà per la seconda parte di stagione. Non conosco bene il suo programma, so che ripartirà dal GP Gippingen, ma tra virgolette è quasi obbligato a vincere uno come lui.


Passiamo a Ulissi. Lo stesso Diego ci ha detto che quando c’è lui in gruppo ci deve essere per forza armonia. Tu hai anche corso, come lo vedi? Noti anche tu una differenza nel comportamento dei ragazzi?
Quando in squadra c’è uno che ha tanta esperienza, non vecchio ma con una carriera importante alle spalle, è fondamentale per i giovani. Guardiamo proprio Silva, al suo primo anno nel WorldTour, oppure la crescita di Scaroni. Diego aiuta e sa ancora andare forte. Ora vedremo cosa succederà.
A cosa ti riferisci?
Se lui vuole continuare a correre oppure no. Questo è importante. Se decidesse di andare avanti, un posto per lui ci sarebbe. Certo, poi vedremo anche a che prezzo! Come accadde per Nibali, Ulissi è arrivato qui non soltanto per una questione di piacere, ma anche per fare risultato. E Ulissi ha fatto bene. Però per adesso è meglio lasciarlo tranquillo. Deve parlare con la sua famiglia e decidere prima lui cosa fare. Poi eventualmente ne parleremo.


Alex, tante volte abbiamo parlato dell’Astana che, dopo il baratro della retrocessione sfiorata dal WorldTour due anni fa, è risorta. Adesso qual è l’anima del tuo team? Da ex corridore, cosa vedi?
Riprenderci anche mentalmente non è stato facile. Nel 2019 eravamo la quinta squadra al mondo. Dopo il Covid abbiamo vissuto anni bui, con molti problemi. Poi abbiamo ritrovato quella famosa vittoria al Tour con Cavendish e, piano piano, ci siamo rialzati. Abbiamo corso molto in funzione dei punti, che erano la priorità. Adesso siamo tornati a correre per le vittorie e i punti arrivano di conseguenza. Da quella trentacinquesima vittoria di Cav al Tour abbiamo iniziato a non pensare più soltanto ai punti. Ma voglio dire anche un’altra cosa.
Prego…
Che questa alchimia, questa trasformazione, non dipende soltanto dai corridori, ma da tutta la squadra. Penso ai preparatori, ai direttori sportivi, ai meccanici, ai massaggiatori: tutti. E’ il lavoro comune di tutti che ci ha risollevato e non soltanto quello ben fatto di un singolo settore. Ma ci sono voluti due o tre anni. Anche con i giovani stiamo lavorando bene. Il nostro devo team è primo nella sua categoria per rendimento e questo è importante per il futuro. Soprattutto perché, rispetto ad altre squadre, non abbiamo un grande budget, ma facciamo il massimo con i nostri valori e le nostre possibilità. Anche i materiali sono buoni. Senza il supporto di XDS saremmo già fuori.