CASTELNUOVO RANGONE (MO) – Il primo vero momento di meritato riposo Luca Paletti se lo è concesso in piscina al termine di una mattinata di ciclismo giovanile vissuta in primissima persona. Un impegno nato mesi fa e portato avanti anche a maggio durante il Giro d’Italia. Otto giorni fa il 22enne della Bardiani CSF 7 Saber ha (re)indossato i panni del team di famiglia in qualità di organizzatore di gare dedicate ad allievi ed esordienti (foto apertura Lisa Paletti).
«Pensate – ci racconta in un mix di entusiasmo e sorpresa Enzo Varini, presidente del comitato provinciale FCI di Modena e da sempre vicino ad ogni suo “ragazzo” – che un paio di mattine mi sono arrivati alcuni messaggi di Luca che mi chiedeva chiarimenti o informazioni sulla giornata di gare che avrebbe allestito. Io gli ho risposto che doveva restare concentrato sul Giro, il suo primo Giro tra i pro’ e che a certe cose ci avremmo pensato noi, però voleva partire più tranquillo. Non è una cosa da tutti o scontata fare quello che ha fatto Luca per i più giovani».
Chi crea academy col proprio nome oppure operando dietro le quinte, chi invece organizza corse per quei ragazzini che sono stati anche loro. In entrambe le situazioni non ci sono molti corridori, a maggior ragione giovani, che si impegnano restituendo ciò che hanno ricevuto dal ciclismo. E così, visto che eravamo presenti, abbiamo chiesto a Paletti come ha conciliato tutto e se gli sforzi per mettere in piedi la gara intitolata ad Arrigo Fanton e nonno Luciano (padre di suo padre Michele, ex pro’ negli anni ‘90) ha delle similitudini con quelli fatti in bici.




Luca ti sei sentito sollevato alla fine della giornata?
Sì, decisamente più tranquillo perché mi sono svegliato alle quattro e mezza del mattino per finire di organizzare tutto e preparare le ultime cose. C’era molta tensione, non tanto per l’organizzazione perché erano mesi che avevamo curato i dettagli o per la logistica che era il top, quanto più per possibili brutte cadute da parte dei ragazzi. Qualche piccola caduta o scivolata c’è stata, come in tutte le gare, ma alla fine tutto quanto è andato bene. E questo è molto soddisfacente.
Che effetto fa per te, professionista di 22 anni, essere un organizzatore di gare di ragazzini?
E’ una sensazione strana, che però fa bene perché così anche noi possiamo capire meglio tutto il lavoro che c’è dietro ad una gara. Mi sono divertito e a me piacciono queste cose. Ne ho parlato con sindaco e assessore allo sport di Castelnuovo Rangone e Castelvetro di Modena (interessati dai percorsi, ndr) che sono rimasti contenti e che vorrebbero fare qualcosa d’altro.


Cosa in particolare?
Ci piacerebbe organizzare in questa zona una gara di ciclocross oppure l’anno prossimo aggiungere una corsa femminile nel pomeriggio. Vorremmo ingrandirci, però non c’è ancora nulla di ufficiale o confermato, dobbiamo capire cosa si potrà fare e cosa no.
Quando hai iniziato a lavorare su questa domenica di gare?
Lo scorso dicembre è partita quasi per scherzo, parlando con Giampaolo Bonfiglioli (consigliere del comitato provinciale, ndr) che ci aiuta sempre e che ci ha lanciato l’idea di allestire una gara a tappe per allievi. Alla sera ci ho riflettuto seriamente e mi sembrava troppo impegnativo fare tre giorni consecutivi di gare come prima organizzazione. I miei genitori e mio nonno hanno sempre organizzato corse e so cosa comporta. Ho preferito fare qualcosa di più gestibile, capire pro e contro ed eventualmente prevedere in futuro qualcosa di più grande.


Com’è andata con le Amministrazioni locali e tutti quelli che hanno contribuito alla organizzazione?
Quando abbiamo deciso cosa avremmo voluto fare, abbiamo fatto i vari incontri con i Comuni che ci hanno fornito subito un supporto per la logistica e tutto il resto. Ci hanno dato una mano anche la U.S. Formiginese, che organizza tantissime gare giovanili in provincia, e le Ali Dorate, che è un gruppo di amatori di Montale.
Qual è stata la parte più difficile?
Tutto è difficile (risponde sorridendo, ndr). Di sicuro andare dagli sponsor e metterci la faccia è stata una cosa nuova e non semplice perché non avevo nulla da mostrare loro, mentre l’anno prossimo avrò foto, video e riscontri. Difficile è stato anche il giorno prima delle gare frecciare e pulire i due circuiti (uno da sei chilometri e uno da venti, ndr), dalle sei del mattino alle sette di sera. Ho voluto toccare tutto in prima persona, anche con l’occhio del corridore, e sono contento.


Questa organizzazione ti ha condizionato l’avvicinamento al Giro d’Italia?
Sapevo già di poter andare al Giro quando ho deciso di organizzarla. Ho dovuto scegliere la data del 12 luglio perché sapevo che poi sarei stato a casa. Purtroppo in quel giorno sapevo che c’erano già in calendario altre gare, soprattutto di allievi e forse non abbiamo avuto i numeri che speravamo. Andrà meglio l’anno prossimo.
E’ vero che pensavi a queste gare anche di notte?
Sì, assolutamente (sorride ancora, ndr). Mi è capitato di spedire alcune email a dei volontari all’una e mezza di notte mentre ero in aeroporto. Avevo tempo e l’ho fatto. Comunque al Giro sono sempre rimasto sereno perché sapevo che a casa tutto il lavoro stava procedendo bene grazie a Varini. Poi essendo anche lontano, non mi sono assillato. Confesso però che lo stress l’ho patito solo negli tre giorni prima della gara.




E’ più difficile preparare una gara da correre o da organizzare?
Entrambe richiedono impegno, tempo, metodo e cura dei particolari, ma direi di più una gara da organizzare. In una che corri pensi solo a te e agli avversari, in una che devi allestire devi ricordarti di tante cose prima, durante e dopo. Però, come dicevo prima, mi è piaciuto farlo e continuerò.
Com’è andato il Giro d’Italia di Luca Paletti e come sarà invece la sua seconda parte di stagione?
Il Giro è andato bene, mi ero preparato adeguatamente. Ho raccolto qualche buon piazzamento nelle prime tappe, ho sofferto in alcune giornate, ma seppur finendo stanco, ho chiuso che stavo bene. Adesso mi sto allenando bene per le prossime corse. Il 29 luglio correrò il Giro di Danimarca (fino al 2 agosto, ndr), poi dal 13 al 16 agosto farò il Czech Tour e infine farò tutto il calendario delle classiche italiane, con l’obiettivo di fare qualche risultato.