Thomas Champion, passione Giro e premio della fuga

30.05.2023
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ROMA – Nell’ammiraglia della Cofidis, affianco a Roberto Damiani, c’era Noemi, la fidanza di Thomas Champion. Il diesse lombardo lo ha definito un attaccante vecchio stile. Un coraggioso. Un corridore che in questo ciclismo super ponderato ci sta bene. «Ne servirebbero di più come lui», ha detto il tecnico.

Abbiamo imparato a conoscere questo ragazzo filiforme nel corso delle 21 tappe che da Fossacesia ci hanno portato a Roma e lo abbiamo fatto soprattutto per le sue fughe, i suoi attacchi, grazie ai quali è salito sul podio dei Fori Imperiali. A Thomas infatti è andato il premio “La Fuga”: con i suoi 650 punti ha preceduto Derek Gee, altra novità di questo Giro.

Thomas, davvero un bel Giro d’Italia per te…

Sì, davvero un bel Giro. Mi sono divertito molto sulle strade italiane. Il Giro è il grande tour che volevo assolutamente fare e penso di averlo fatto bene. Con la squadra, non avevamo nessuno per la classifica generale, quindi avevamo la libertà di poter attaccare, di prenderci dei giorni di “pausa” o di provare a resistere in montagna, se volevamo provare a ottenere un risultato ed è stato davvero piacevole correre con questi presupposti.

E tu li hai sfruttati.

Ero in testa alle classifiche della Fuga e degli sprint intermedi… Ho lottato per entrambi. Alla fine questo era il mio secondo grande Giro. Ho 23 anni, sono abbastanza giovane ed è buono in prospettiva.

Cosa sapevi del Giro d’Italia prima di venirci?

Era il grand tour che volevo assolutamente fare, anche più del Tour de France… e non so perché, ma l’Italia è bella. E’ il Paese delle Dolomiti. Volevo andarci, scoprirle…

Il francese della Cofidis è entrato nella prima fuga del Giro verso San Salvo. Poi altre quattro fughe buone e altri tentativi
Il francese della Cofidis è entrato nella prima fuga del Giro verso San Salvo. Poi altre quattro fughe buone e altri tentativi
Beh, le hai scoperte. Come le hai trovate?

Molto dure! Ma in generale i vostri paesaggi, il cibo, la gente per le strade, gli spettatori, i paesini (come nella foto di apertura, ndr)… È stato pazzesco. Alla gente piace andare in bicicletta qui e capiscono quando sei un corridore. Quindi cosa dire: amo l’Italia, ha delle corse molto belle.

I senatori cosa ti avevano detto del Giro?

In realtà non troppo. Io sono arrivato abbastanza tardi alla bici da strada. Prima andavo in mountain bike e non seguivo molto la strada. Ho iniziato a seguire il ciclismo dai tempi di Froome, Quintana

Thomas, hai detto che volevi vedere le Dolomiti, ma c’è stato un paesaggio che ti è piaciuto particolarmente?

L’arrivo di Campo Imperatore mi è piaciuto molto. Ma anche Crans Montana, non era l’Italia ma non importa, era sempre montagna e io adoro questi paesaggi. Il passo prima di Crans, non ricordo il nome (Croix de Coeur, ndr) era pazzesco, con la neve a lato, il pubblico. Ma in generale è stato bello, spesso abbiamo visto anche il mare.

A proposito di mare. A Napoli l’hai mangiata la pizza?

No, ma Giorgio, il nostro cuoco, è italiano, quindi ci ha preparato la pizza nel giorno di riposo.

Thomas è rimasto affascinato dalle montagne, soprattutto dalle Dolomiti
Thomas è rimasto affascinato dalle montagne, soprattutto dalle Dolomiti
Scherzi a parte, che tipo corridore è Thomas Champion?

Direi scalatore. O almeno, da dilettante ero uno scalatore. Tra i professionisti è diverso. Almeno per ora, anche se sono al 100% delle mie possibilità, non mi è possibile vincere in montagna, a meno che non sia in una fuga. Contro i leader non è possibile. Quindi penso di essere un passista-scalatore o qualcosa del genere perché comunque mi piace fare lunghi sforzi, andare in fuga, lavorare con la squadra… Spesso mi fanno tirare in testa al gruppo nelle gare di livello inferiore, ma faccio molto e mi piace questo tipo di sforzo, quindi diremo corridore, scalatore abbastanza tenace.

Hai mostrato un’ottima condizione: come ti sei preparato per questo Giro? Avevi fatto anche un po’ di altura prima di venire in Italia?

In realtà per niente. Io, sono stato chiamato tre giorni prima…

Veramente?

Sì, si… mi è stato detto all’inizio della stagione che dovevo fare il Giro d’Italia ma poi mi hanno detto che non ci sarei più venuto. Abbiamo cambiato i piani con la squadra. Quindi ho fatto i Paesi Baschi, il Romandia… e sono arrivato al Giro già un po’ stanco.

E’ chiaro… Quando hai saputo dunque che avresti fatto il Giro?

La sera della tappa più dura del Romandia. Mi chiamano e mi dicono: “Cosa fai il mese prossimo?”. Perché vai al Giro…”.

Thomas ha accumulato 650 punti, 167 in più di Gee
Thomas ha accumulato 650 punti, 167 in più di Gee
E tu?

Ho detto: accidenti! Se lo avessi saputo prima avrei cambiato il mio avvicinamento. Alla fine mi sono ritrovato al Giro all’improvviso, mal preparato. Per fortuna la forma è stata buona fino alla fine, dispiace solo che poteva essere migliore.

Visti i tuoi tanti attacchi con una condizione migliore, magari una tappa la portavi a casa…

Non possiamo saperlo…

Da quale parte della Francia vieni?

Dalle Alpi, Aix les Bains, Chambery non sono lontano dalla Svizzera.. 

Zone del Delfinato…

Sì del Delfinato, del Tour… 

C’è qualche corridore che hai ammirato in questo Giro?

Direi Geraint Thomas. Lui è un leader perfetto, con carisma, esperto e la sua Ineos Grenadiers corre veramente bene. Non lo conosco, ma mi è sembrato gentile quelle volte che ci sono capitato vicino.