Giro d'Italia 2026, Damiano Caruso

Caruso, il bello di lasciare col dolce in bocca

25.05.2026
7 min
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LOMAZZO (CO) – Il caldo che negli ultimi due giorni ha infuocato le strade del Giro non accenna a diminuire. Quando alle 13,45 i corridori della Bahrain Victorious rientrano dall’allenamento, il termometro dell’auto segna 36 gradi. Troppi per parlare fuori, per cui con Caruso scegliamo di infilarci nella hall del Just Hotel, in cui la squadra è arrivata ieri dopo il traguardo di Milano e ne uscirà mercoledì mattina, fatta anche la tappa di Carì, quando la corsa si dirigerà verso Andalo.

La frenesia della maglia rosa è terminata a Pila, ma nessuno vuole mollare. Per cui il seguito del Giro sarà il tentativo di difendere con Eulalio la migliore classifica generale e la maglia bianca che il portoghese veste con 1’56” su Pellizzari. Era il terzo riposo anche lo scorso anno, ma a Cittadella, quando Damiano ci confidò che da lì a breve la squadra avrebbe ufficializzato il prolungamento del suo contratto. Oggi l’atmosfera è completamente diversa: la consapevolezza di essere all’ultimo anno è radicata, anche se la scommessa con Eulalio resta in piedi. Se vincerò due tappe, ha rivelato Alfonso dopo la tappa di Potenza, Caruso correrà per un anno ancora.

«Teoricamente la scommessa è ancora aperta – sorride Caruso – però è stata una battuta tra me e lui, uno scherzo che forse lui ha preso sul serio. A distanza di un anno, confermo che smetto di correre. Questo è l’ultimo, basta così. Però il Giro me lo sto vivendo davvero bene, finora ci siamo anche divertiti. Passatemi il termine, per come ti puoi divertire in un Grande Giro…».

A 38 anni è asciutto come non l’abbiamo mai visto. Scherziamo che neanche quando ne aveva venti dava la stessa idea di condizione e Caruso di rimando dice di aver scoperto che per essere magri bisogna mangiare. Il discorso prende il largo, poi sarà tempo per il pranzo e per mezza giornata di vero riposo.

Caruso è stato la guardia del corpo per Eulalio nei 9 giorni in maglia rosa
Caruso è stato la guardia del corpo per Eulalio nei 9 giorni in maglia rosa
Caruso è stato la guardia del corpo per Eulalio nei 9 giorni in maglia rosa
Caruso è stato la guardia del corpo per Eulalio nei 9 giorni in maglia rosa
Partiamo da questo Giro in cui vi state divertendo?

Finora è stato una bellissima esperienza. Il fatto di essere stato protagonista insieme alla maglia rosa, perché assieme ai miei compagni ho aiutato Alfonso a difenderla per nove giorni, mi ha reso parte attiva della gara e quindi per me il Giro potrebbe finire oggi e tornerei a casa già soddisfatto. Magari se nell’ultima settimana, visto che Alfonso non è più maglia rosa, ho la possibilità di ritagliarmi uno spazio per me, a prescindere se sarà una vittoria o un piazzamento, sarà tutto di guadagnato. Però, per rispondere alla domanda, me la sto vivendo bene.

Nel confermare un altro anno di contratto si era parlato di Caruso come riferimento per i tanti giovani della squadra. E qui fra la maglia rosa di Eulalio e la vittoria di Segaert, i giovani si sono fatti vedere tanto e bene…

Quest’anno ho un piccolo primato. Sono andato al UAE Tour e Antonio (Tiberi, ndr) ha vinto. Poi sono stato alla Parigi-Nizza e lo 0,5 per cento della vittoria di Lenny Martinez lo sento anche mio, perché con lui sull’ultima salita, quando ha attaccato con Vingegaard, c’ero io. Siamo venuti qua e le cose sono andate bene, ma con un distinguo.

Cioè?

Segaert ha fatto un colpo di mano di classe pura, una cosa che nessuno può dirgli di fare perché ha scelto tutto lui: i tempi e i modi, quello è stato un colpo di classe sua. Però il modo in cui gira la squadra e come ci siamo mossi con Alfonso è certamente merito dei direttori sportivi, ma una piccola parte penso di averla anch’io. Diciamo che faccio da anello di congiunzione tra i corridori e la dirigenza.

Caruso ha 38 anni: ha corso per 8 volte il Giro, 7 volte il Tour e 6 volte la Vuelta
Caruso ha 38 anni: ha corso per 8 volte il Giro, 7 volte il Tour e 6 volte la Vuelta
Caruso ha 38 anni: ha corso per 8 volte il Giro, 7 volte il Tour e 6 volte la Vuelta
Caruso ha 38 anni: ha corso per 8 volte il Giro, 7 volte il Tour e 6 volte la Vuelta
Quando nella tappa di Potenza è arrivata la maglia rosa, il pensiero è stato di tenerla il più a lungo possibile?

Ce lo siamo detti subito. La maglia di leader di un Grande Giro va difesa, a meno che non sei la UAE che puoi scegliere. Quante sono le squadre che hanno il privilegio di indossare la maglia di leader nel ciclismo d’oggi? Una volta che hai questa possibilità, è giustissimo difenderla con le mani, con i denti e con tutto quello che si ha.

Hai dovuto spiegare tante cose a Eulalio per gestire la maglia?

Neanche tantissimo. Più che altro c’è stato da tenerlo calmo per non farsi prendere dalla foga, dall’entusiasmo e dall’attenzione che gli è piombata addosso tutta in una volta. Ma Alfonso è un ragazzo simpatico, molto alla mano, quindi tutto sommato non è stato neanche così difficile. E’ molto intelligente perché ascolta. Per esempio, dal Blockhaus ha imparato che non deve andare fuori giri, meglio staccarsi un po’ prima e poi gestirsi. Quello che abbiamo fatto a Pila l’altro giorno, quello che dovrà fare ancora, se vuole mantenere una top 10 e difendere la maglia bianca.

Secondo te, senza le motivazioni della maglia rosa, ha ancora la possibilità di difendere una buona classifica?

Siamo a sette tappe dalla fine – Caruso allarga le braccia – ormai è troppo tardi per tirarsi indietro. Sei nella mischia, non avrebbe senso uscire di classifica, a meno che un giorno sei sfinito e a quel punto nessuno potrà mai dirti niente. Ormai si lotta per la maglia bianca e portare a casa un piazzamento fra i primi cinque o i primi dieci, quello che verrà, che in ogni caso sarà un bagaglio di esperienza: un valore aggiunto per lui come corridore, da cui ha solo da guadagnare.

Nella tappa di Pila, Caruso si è staccato, poi è tornato su Eulalio e lo ha aiutato dando fondo a ogni energia rimasta
Nella tappa di Pila, Caruso si è staccato, poi è tornato su Eulalio e lo ha aiutato dando fondo a ogni energia rimasta
Nella tappa di Pila, Caruso si è staccato, poi è tornato su Eulalio e lo ha aiutato dando fondo a ogni energia rimasta
Nella tappa di Pila, Caruso si è staccato, poi è tornato su Eulalio e lo ha aiutato dando fondo a ogni energia rimasta
Che cosa ti sembra del livello di questo Giro?

Alla vigilia si parlava dei partecipanti e si pensava che, essendoci solo Vingegaard fra i corridori più blasonati, il livello potesse essere inferiore. Invece secondo me non è così, perché il livello medio si è talmente alzato, che si fa fatica come al Tour. Non vedo grandi differenze, non è vero che sia più facile arrivare davanti al Giro d’Italia, devi fare fatica anche qua. Ieri doveva essere una tappa da pisolino sul divano per chi la guardava e di recupero per noi, mentre è venuta una tappa 150 chilometri oltre i 51 di media. Forse non ho mai fatta una tappa così veloce.

Manca una settimana, ci si può aspettare qualche sorpresa secondo Caruso che ne ha viste tante?

No, sorprese no. Spero solo che Vingegaard sia appagato per le tre vittorie e che a questo punto cominci a pensare esclusivamente al Tour. Quindi che corrano al risparmio, in modo che ci sia spazio per le fughe, perché come dicevo – Caruso sorride – ho la speranza di andare in fuga per provare a fare risultato.

E’ confermato che poi anche tu andrai al Tour?

No, non è confermato, è un progetto che ho con la squadra e non c’è l’urgenza di decidere domani. Quindi ci siamo detti: prima il Giro. Poi a Roma, oppure lunedì o martedì, faremo il punto della situazione e decideremo. E’ un’idea che la squadra mi ha proposto e alla quale io non ho detto di no, ho lasciato la porta aperta. Si tratta semplicemente di capire se sarò in grado di andare, se non sarò troppo stanco per affrontare anche il Tour de France. E a quel punto, perché no?

Prima vittoria di tappa al Giro per Damiano Caruso e 2° posto più solido
Caruso ha vinto una sola tappa al Giro, a Valle Spluga-Alpe Motta nel 2021, quando arrivò anche secondo nella generale
Prima vittoria di tappa al Giro per Damiano Caruso e 2° posto più solido
Caruso ha vinto una sola tappa al Giro, a Valle Spluga-Alpe Motta nel 2021, quando arrivò anche secondo nella generale
L’ultima domanda e poi ti lasciamo andare a fare la doccia: che cosa dicono Ornella e i bambini che l’anno prossimo papà sarà un po’ più a casa?

Sono contenti, i bimbi soprattutto. Oscar comincia ad avere 11 anni, Greta ne ha 7. Hanno l’età per capire che il loro papà è fuori per lavoro, però capiscono fino a un certo punto e mi vogliono anche a casa. Quindi sono contentissimi del fatto che io smetterò il prossimo anno, è uno dei motivi per cui non ho neanche messo sul piatto la possibilità di continuare. Perché smettere, aspettare di cominciare a soffrire e odiare la bici? Un altro anno lo potrei anche fare, ma cosa mi darebbe in più?