Diego Bracalente, MBH Bank-Csb-Telecom Fort (foto Think Bold)

Bracalente, da U23 a pro’: fiducia al progetto di Bevilacqua

19.02.2026
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BUDAPEST (Ungheria) – Diego Bracalente la delusione di essere stato escluso dal Giro Next Gen lo scorso anno l’ha digerita, così dice e così ha fatto. Il marchigiano classe 2004 doveva essere il sesto corridore per la MBH Bank-Csb, ma poi RCS Sport ha cambiato idea e ridotto il numero di atleti a cinque per squadra. Giustificando la decisione con il fatto di aver dato a più team la possibilità di prendere parte a una delle due corse a tappe più importanti del calendario under 23. 

Bracalente ha accettato la scelta di Gianluca Valoti e dello staff della MBH Bank ed è tornato a lavorare sodo per vivere un finale di stagione ad alti livelli. Una vittoria e dieci top 10 in ventiquattro giorni di gara, da giugno a ottobre. Un bottino ricco che gli ha permesso di ritagliarsi uno spazio nel momento in cui la MBH Bank-Csb-Telecom Fort ha deciso di diventare professional. Ma le corse under 23 sono soltanto un lontano ricordo, ora c’è da vedersela con i grandi (in apertura foto Think Bold). 

Diego Bracalente, MBH Bank-Csb-Telecom Fort, Gran Premio Castellon 2026
Diego Bracalente ha fatto il suo esordio in questo 2026 nelle corse in Spagna, qui al Gran Premio Castellon
Diego Bracalente, MBH Bank-Csb-Telecom Fort, Gran Premio Castellon 2026
Diego Bracalente ha fatto il suo esordio in questo 2026 nelle corse in Spagna, qui al Gran Premio Castellon
Diego, tu hai vissuto da dentro questo passaggio da continental a professional, ce lo racconti?

E’ stato un cambiamento che già nell’aria si respirava da tempo, Antonio Bevilacqua aveva questa idea da due o tre anni. Il dubbio era se diventare un devo team oppure se fare un passo ulteriore. Alla fine si è deciso per fare una professional, dal canto mio ho deciso di rimanere qui e credere in questo progetto. La voglia è di fare il massimo, sempre, per fare bella figura e migliorare. 

Forse meglio essere diventati professional, no?

Sicuramente, perché riuscire a essere indipendenti come squadra è una soddisfazione in più, un motivo di orgoglio. Sentiamo nostro questo progetto, lo vediamo come un cammino che continua. Eravamo una famiglia e continueremo ad esserlo. E’ bello anche sentirsi effettivamente parte di questa cosa, Bevilacqua e tutto il team mi hanno fatto crescere tanto in questi tre anni. 

Diego Bracalente, MBH Bank-Csb-Telecom Fort (foto Think Bold)
Bracalente ha fatto il cammino da under 23 internamente al team di Bevilacqua e da quest’anno è diventato professionista (foto Think Bold)
Diego Bracalente, MBH Bank-Csb-Telecom Fort (foto Think Bold)
Bracalente ha fatto il cammino da under 23 internamente al team di Bevilacqua e da quest’anno è diventato professionista (foto Think Bold)
Per te che cosa rappresenta questo salto?

Non è cambiato molto rispetto agli anni passati, l’attenzione al dettaglio c’era prima ed è rimasta. Ora c’è ancora più voglia di dimostrare e di impegnarsi, sapendo che quando si va a correre ci si deve far trovare pronti. 

Quanto poi ti è dispiaciuto l’anno scorso non fare uno step intermedio come il Giro Next Gen?

Ero a conoscenza della possibilità di fare il salto a professional, quindi l’esclusione l’ho presa con filosofia e ho cercato di fare del mio meglio nel finale di stagione. I risultati e le prestazioni sono arrivati, quindi ero sereno e soddisfatto. 

Hai già corso con i professionisti, hai visto qualche differenza rispetto alle esperienze dell’anno passato?

Nelle passate stagioni quando andavamo a correre tra i pro’ c’era più stress, paradossalmente. Adesso vedo una maggiore unione a livello di gruppo, riusciamo ad essere più squadra. C’è stato un passo in più in termini di professionalità e credo sia una cosa positiva che possa fare bene a tutti. 

Un percorso di tre anni con Bevilacqua e il suo team, per te cosa ha rappresentato questo passaggio al professionismo?

Rappresenta tutto ciò che è stato fatto prima. Anche quando veniva detta una parola in più, un confronto diretto, era per farmi migliorare. Penso di aver fatto bene a dare retta a tutti, perché sono cresciuto molto sia mentalmente che fisicamente. Essere diventato un professionista è molto gratificante, è come ripartire da zero. Allo stesso modo vedere un ragazzo che è cresciuto insieme alla squadra credo sia una grande soddisfazione anche per Bevilacqua e tutto lo staff. 

Diego Bracalente nella seconda parte del 2025 ha fatto un cambio di passo importante, qui nella vittoria alla Coppa Della Pace
Diego Bracalente nella seconda parte del 2025 ha fatto un cambio di passo importante, qui nella vittoria alla Coppa Della Pace
Voi che arrivate dalla continental in che modo avete accolto chi è arrivato da fuori?

Siamo un gruppo di ragazzi estremamente curioso, con tanta voglia di sapere un qualcosa in più sul mondo del professionismo. Questo ha fatto sì che i nuovi arrivati si sono subito integrati. Avere corridori che sono già passati da questa squadra (Masnada, Zoccarato, Verre e Persico, ndr) ha accorciato i tempi di adattamento. 

Qualche consiglio lo avete dato anche voi a loro?

Magari noi possiamo dire la nostra, anche perché abbiamo vissuto da dentro questa evoluzione. E’ uno scambio che permette di crescere in maniera reciproca e di sentirci ancora più uniti. 

Diego Bracalente alle spalle di Filippo Fiorelli, Giro della Romagna 2024
Bracalante ha già corso con i professionisti, ma il passaggio del team di Bevilacqua a professional ha dato sensazioni ed emozioni diverse
Diego Bracalente, MBH Bank-Ballan Giro della Romagna 2024
Bracalante ha già corso con i professionisti, ma il passaggio del team di Bevilacqua a professional ha dato sensazioni ed emozioni diverse
Nonostante tu sia anche under 23 non potrai correre le gare di categoria, un peccato?

E’ una decisione che non ho, anzi abbiamo, preso molto bene. Comunque la squadra lavorava e progettava questa stagione già dalla scorsa estate, sono state fatte scelte seguendo certe dinamiche che poi sono cambiate all’ultimo (il riferimento è al cambio di regolamento arrivato a fine 2025, ndr). Alla fine credo sia giusto così, siamo professionisti e dobbiamo correre come tali. Fare esperienze con i pro’ e poi andare a prendere punti nelle gare under 23 non sarebbe corretto nei confronti del movimento. 

Cosa che ai corridori dei devo team è permessa…

Si potrebbe rendere questa cosa paritaria, ma loro sono registrati come team continental e non possiamo farci nulla. E’ un sistema che va a nostro sfavore, o che comunque ci limita. Un atleta di un devo team o di una squadra WorldTour che ha il team di sviluppo, può fare avanti e indietro tra il professionismo e la categoria under 23. Sicuramente per loro è un vantaggio, soprattutto quando poi vanno a correre contro squadre continental o di club.