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Coppa d'Oro 2021

Casagranda, come si gestiscono 400 ragazzi in gara?

27.09.2021
5 min
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Quando si è parlato su queste pagine della Coppa d’Oro, un aspetto era rimasto tra le righe e meritava un approfondimento: l’oggetto del discorso era un evento di 500 ragazzi, tutti chiamati al via quasi in contemporanea. Proviamo a fare mente locale: Ci sarebbe da farsi venire i capelli dritti e tacciare gli organizzatori di pura incoscienza…

L’argomento non poteva rimanere per troppo tempo nel cassetto, così abbiamo richiamato Stefano Casagranda esponendogli le nostre perplessità e l’ex professionista di Borgo Valsugana (vincitore anche di una tappa alla Vuelta 2000) ha risposto dando ampie garanzie: «La Coppa d’Oro è il fiore all’occhiello della nostra organizzazione, ma sappiamo anche che è un evento delicato. Non solo per la gara della domenica, basti pensare che al venerdì abbiamo un migliaio di bambini dai 6 ai 12 anni che gareggiano su un circuito completamente chiuso al traffico e al sabato prove divise per categorie con 200 partenti ognuna. Poi c’è l’evento domenicale: in quei giorni non si dorme…».

Come riuscite a gestire un evento così complicato?

Noi già dopo un mese dalla sua disputa ci riuniamo per affrontare quanto avvenuto, riesaminare l’edizione appena conclusa per capire che cosa non ha funzionato e va corretto, da lì impostiamo la nuova edizione lavorandoci nel tempo. Voglio sottolineare che la nostra non è un’organizzazione professionale, lo facciamo tutti nel tempo libero e non va dimenticato che, a differenza ad esempio delle Granfondo, non abbiamo introiti dalle iscrizioni.

Casagranda Coppa d'Oro 2021
L’ex pro’ Stefano Casagranda alla partenza della Coppa d’Oro (foto Instagram)
Casagranda Coppa d'Oro 2021
L’ex pro’ Stefano Casagranda alla partenza della Coppa d’Oro (foto Instagram)
Questo significa che dovete trovare tutti i soldi per coprire il budget…

E non è una cosa semplice, dobbiamo rientrare di 60 mila euro che non sono uno scherzo. Sembra strano, ma trovare una cifra simile è più difficile che ottenere una sovvenzione di un milione di euro se allestisci un evento nazionale o internazionale come gli ultimi Europei. Noi nel 2012 abbiamo gestito la Settimana Tricolore: allora le difficoltà economiche erano state molto minori.

Il percorso della gara è completamente chiuso al traffico?

Compatibilmente con quanto prescrive il regolamento tecnico. Abbiamo una macchina d’inizio corsa che precede i primi di qualche minuto e la macchina di fine corsa, passata la quale il traffico viene completamente riaperto. Avere la chiusura totale sarebbe impossibile, non otterremmo mai i permessi.

Come fate allora a gestire un evento così delicato, per numeri e soprattutto età dei partecipanti?

Per noi sono fondamentali i volontari: ne abbiamo 350 sparsi sul percorso e che curano tutti i servizi e gestiscono il traffico, compresi Vigili del Fuoco, Alpini, anche gli stessi genitori vengono coinvolti. Il loro lavoro è essenziale e posso dire che nella lunga storia della Coppa d’Oro, mai una macchina si è trovata sul percorso di gara mettendo in pericolo i partecipanti.

Staff Coppa d'Oro 2021
Alcuni dei responsabili dello staff organizzativo della Coppa d’Oro, con 350 addetti a disposizione
Staff Coppa d'Oro 2021
Alcuni dei responsabili dello staff organizzativo della Coppa d’Oro, con 350 addetti a disposizione
La gestione di un evento simile ricorda più quella di una Granfondo che di una gara agonistica…

Per certi versi è vero. Come per le grandi gare di massa abbiamo bisogno di spazi molto capienti per gestire le delicate operazioni di partenza, poi i primissimi chilometri sono su strada ampia, fino alla prima salita. Non bisogna pensare però che per far gareggiare 400 ragazzi (il numero dell’ultima edizione) sia meglio farli correre su strade larghe…

Perché?

Perché se la strada è larga tutti cercano di guadagnare spazio, di farsi largo per raggiungere le prime posizioni. Se le strade sono strette devi arrangiarti e aspettare, mantieni la posizione e la corsa è più ordinata finché il gruppo non si seleziona naturalmente. Io ho corso molto in Belgio: lì le stradine sono strette, di due metri e mezzo di larghezza, devi avere pazienza. Poi c’è un altro fattore…

Quale?

Noi abbiamo la diretta Facebook della corsa e i ragazzi ci tengono a ben figurare e farsi vedere, quindi sono molto concentrati. Le cadute avvengono principalmente quando invece sei un po’ distratto. Poi, per carità, possono sempre avvenire, serve anche fortuna.

Percorso Coppa d'Oro 2021
Il lungo serpentone di atleti in gara: la sua gestione sulle strade trentine è delicata ma sicura
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Da ex professionista, dopo anni di organizzazione di una simile classica per i più giovani, che opinione ti sei fatto su di loro?

Se devo essere onesto, noto che parecchi devono imparare tanto: oggi non si pensa ad altro che alla preparazione fisica, ai wattaggi, invece a quell’età sarebbe importante dedicarsi soprattutto alla tecnica di guida, a far fare loro esercizi specifici con la bici. Perché ad esempio non farli uscire quando piove, per imparare la guida sul bagnato. Sono accortezze che possono salvarti e che ti permettono di crescere meglio. In ambito femminile, ad esempio, le bambine si abituano a gareggiare in prove di massimo 10 partenti, poi all’improvviso vengono catapultate in gare dal 150, ma se non sai guidare e stare in gruppo, la fatica è enorme.

Dicci la verità: quando finisce tutto tiri un sospiro di sollievo…

Sì, ma è anche vero che i ragazzi sono da questo punto di vista molto disciplinati e questo rende l’organizzazione della gara più agevole rispetto a una Granfondo. Qui, quando il ragazzo è raggiunto dalla macchina di fine corsa, si toglie il numero e torna alla partenza. L’amatore invece interpreta la corsa come una sfida con se stesso, mette da parte il cronometro e vuole arrivare a tutti i costi, in mezzo al traffico. Allora sì che si rischia…