Nella valigia di “Ben” Thomas, fra i segreti di Van Rysel

16.07.2022
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La valigia del corridore per il Tour contiene piccoli spicchi del suo mondo e tutto quello che potrà servirgli nelle tre settimane della corsa. La valigia grande e il trolley da portare sempre con sé, quello in cui si mettono il computer, le scarpe, il casco e un completo da gara, casomai il bagaglio più voluminoso si perdesse fra un trasferimento e l’altro. Noi abbiamo chiesto a Benjamin Thomas di fotografare la sua valigia e da lì siamo partiti per raccontare l’azienda che produce l’abbigliamento per la Cofidis. Si chiama Van Rysel ed è il top di gamma di Decathlon: negozi che tutti, chi più chi meno, ben conoscono essendoci entrati almeno una volta nella vita per comprare o solo per curiosare.

Questo è il trolley di Benjamin Thomas. Completo Van Rysel, accessori, scarpini e computer
Questo è il trolley di Benjamin Thomas. Completo Van Rysel, accessori, scarpini e computer

Lo staff al completo

In questi giorni francesi, è stato interessante rendersi conto di come attorno alla squadra ci sia un andirivieni di tecnici che parlano con i corridori e annotano le loro richieste. Finché al via della tappa di Lille abbiamo incontrato lo staff di Van Rysel e, grazie a Marion Gachies che fino a poco tempo fa lavorava all’ufficio stampa della FDJ, abbiamo cercato di capire il legame fra il nuovo marchio e Decathlon, fra Decathlon e il WorldTour.

«Nel 2019 – spiega Marion, Partnership Leader dell’azienda – Decathlon è cambiata e ha smesso di essere un brand unico. E’ nato Van Rysel, che è il top di gamma dell’azienda. Btwin è rimasto per i bambini e per la mobilità urbana. Van Rysel produce tutto ciò che può servire a un corridore. Dalla bici alle scarpe, passando per casco, occhiali e abbigliamento. La differenza rispetto al precedente coinvolgimento con una squadra, è che ora i nostri prodotti sono realizzati con la collaborazione degli atleti».

Al Tour, lo staff Van Rysel. Da sinistra: Marion Gachies, Claire Fernandes, Nicolas Pierron, Guillaume Pichot
Al Tour, lo staff Van Rysel. Da sinistra: Marion Gachies, Claire Fernandes, Nicolas Pierron, Guillaume Pichot

Da Nocentini al futuro

I primi infatti, lo ricordiamo bene, furono nel 2007 i corridori della Ag2R in cui correva Rinaldo Nocentini. Il team venne rifornito con prodotti Btwin e poco gli fu consentito di cambiare rispetto alla dotazione standard. Rispetto ad allora, la differenza è evidente.

«Era importante per noi sviluppare il prodotto – spiega Nicolas Pierron, responsabile di Van Rysel – e ora penso che il livello sia decisamente alto. Per un team WorldTour servono prodotti di elevata tecnologia, sviluppati da corridori che abbiano una buona sensibilità nel dare indicazioni. All’interno di Decathlon abbiamo un gruppo di persone concentrate su questo progetto, con l’obiettivo di tornare in gruppo anche con i nostri caschi, gli occhiali e le bici».

Nel 2007, la Ag2R corre con abbigliamento e bici Btwin di Decathlon: ecco il nostro Nocentini
Nel 2007, la Ag2R corre con abbigliamento e bici Btwin di Decathlon: ecco il nostro Nocentini

Ripartiti da zero

Per ora si tratta di abbigliamento, con capi di cui vi abbiamo già detto nei giorni scorsi, il cui sviluppo è affidato a Guillaume Pichot.

«Abbiamo cominciato da zero – spiega – raccogliendo le esigenze specifiche dei corridori, a partire dalla vestibilità, passando poi all’aerodinamica e la traspirabilità. Abbiamo fatto parecchi meeting fra noi e con la squadra. Abbiamo individuato i giusti tessuti e sviluppato un fitting su misura per i corridori, che continuano a fornirci i loro feedback. Per arrivare alla maglia attualmente in uso, abbiamo lavorato per un anno, con passaggi in galleria del vento per essere certi di essere sulla strada giusta. Per il Tour abbiamo fornito un kit specifico e un altro è in fase di realizzazione per la Vuelta».

Corridori tester

I corridori partecipano allo sviluppo e l’entusiasmo che traspare dalle parole di Pichot parla certo della sua esperienza, ma anche della continua scoperta all’impatto con un mondo così stimolante.

«Gli atleti propongono giornalmente delle modifiche – ammette – che secondo loro permetterebbero di essere più efficienti. Ne abbiamo alcuni cui ci rivolgiamo più che ad altri. Penso al nostro leader Guillaume Martin, come pure a Izagirre. E poi c’è Walscheid, in quanto specialista delle crono e anche Anthony Perez. Con loro stiamo ragionando sul discorso Vuelta, per alcuni cambiamenti che consentano di essere più veloci. All’interno del gruppo Van Rysel c’è un ingegnere che si occupa solo del team».

Nel 2024 le bici

E se per ora si parla di abbigliamento, il progetto è ben più ambizioso e vorrebbe portare nel team la dotazione a 360°. In una fase in cui dagli sponsor tecnici arrivano materiale e soldi, si tratta di una scelta contro corrente. E se da una parte non dubitiamo che un colosso come Decathlon disponga della liquidità per pagare la sua presenza, dall’altro è interessante capire che la fornitura di bici avverrà quando saranno certi di avere prodotti all’altezza.

«Le bici – spiega di nuovo Marion Gachies – non saranno pronte per il prossimo anno, ma ci stiamo lavorando con alcuni atleti. Nel 2023 saranno pronte quelle da crono su cui avviare lo sviluppo. Sono loro il vero fronte della sfida, perché fornire le bici a una squadra WorldTour significa essere al top per quelle da strada e quelle da crono. Nel 2024 saremo pronti e allora magari ci aggiorneremo per riparlarne».

La maglia ufficiale del Team Cofidis firmata Van Rysel e da tutti i corridori (Mathilde L’Azou)
La maglia ufficiale del Team Cofidis firmata Van Rysel e da tutti i corridori (Mathilde L’Azou)

L’origine del nome

Prima di andare via, Marion toglie l’ultima curiosità: perché Van Rysel? «Semplice – sorride – ecco spiegato. “Van” in fiammingo significa “da”, nel senso della provenienza. “Rysel” ugualmente in fiammingo è il nome di Lille, questa città nelle Fiandre francesi in cui ha sede il centro ricerche e sviluppo dei nostri prodotti. Quindi Van Rysel significa “da Lille”, ma così suona decisamente meglio».

Poi si allontana con il suo team, di cui fa parte anche la designer Claire Fernandes che per tutto il tempo se ne è rimasta in disparte. La sfida è interessante. A Benjamin Thomas e ai suoi compagni sono stati forniti 52 articoli per ogni esigenza. Preparare la valigia per il Tour in mezzo a tanta abbondanza non sarà stato poi troppo difficile.