La nuova Pinarello Q36.5: cambiare tanto per nuovi traguardi

La nuova Pinarello Q36.5: cambiare tanto per nuovi traguardi

30.10.2026
6 min
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Tra le squadre che hanno cambiato di più la loro fisionomia per la prossima stagione c’è la Pinarello Q36.5. Un lavoro importante è stato fatto in sede di ciclomercato, per rendere la squadra più competitiva, con ben 11 nuovi ingressi, tra cui gente come Ciccone, Schmid, Hayter che cambia profondamente il baricentro della squadra, che conta oggi 28 elementi.

La Pinarello Q36.5 ha chiuso la stagione al  12° posto nel ranking UCI, salendo di 7 gradini
La Pinarello Q36.5 ha chiuso la stagione al 12° posto nel ranking UCI, salendo di 7 gradini
La Pinarello Q36.5 ha chiuso la stagione al 12° posto nel ranking UCI, salendo di 7 gradini
La Pinarello Q36.5 ha chiuso la stagione al 12° posto nel ranking UCI, salendo di 7 gradini

Douglas Ryder respira aria nuova. Il manager sudafricano ha già tenuto a battesimo i nuovi arrivati nel corso del primo raduno sottolineando le aspettative del team, sempre più ambizioso e non potrebbe essere altrimenti considerando che con i nuovi acquisti che vanno a unirsi a chi c’era già, Pidcock in primis, la squadra elvetica diventa un riferimento assoluto in ogni frangente.

Douglas, cosa ne pensi di questa stagione, appena conclusa, per la tua squadra?

Credo che sia stato il nostro primo anno in cui abbiamo affrontato tre grandi giri; una sfida che comporta complessità specifiche e richiede un buon numero di corridori di alto livello. Considerando questo aspetto, e il fatto di aver chiuso al 12° posto nella classifica a squadre – risultando la prima tra le formazioni “Pro” – nonostante le sole 9 vittorie ottenute, direi che è stata un’annata davvero positiva per noi, nonostante il fatto che abbiamo dovuto fare i conti con numerosi infortuni, quindi non tutto è stato semplice o è andato secondo i piani. Forse ci è mancato il grande successo. Abbiamo avuto delle occasioni, penso alla Milano-Sanremo, ai Campionati del Mondo o al Giro di Lombardia.

Douglas Ryder ha lanciato il progetto Q36.5 nel 2023 e da allora la crescita è stata esponenziale
Douglas Ryder ha lanciato il progetto Q36.5 nel 2023 e da allora la crescita è stata esponenziale (foto Moodley)
Douglas Ryder ha lanciato il progetto Q36.5 nel 2023 e da allora la crescita è stata esponenziale
Douglas Ryder ha lanciato il progetto Q36.5 nel 2023 e da allora la crescita è stata esponenziale (foto Moodley)
Secondo te, il gruppo è stato più competitivo nelle classiche o nelle corse a tappe?

Nelle classiche abbiamo sempre fatto un po’ più di fatica. Nelle Monumento non è andata male, anche grazie a Tom, ma nelle classiche in genere abbiamo incontrato delle difficoltà; come squadra, otteniamo risultati migliori nelle corse a tappe. Ecco perché abbiamo accolto alla Pinarello Q36.5 Davide (Ballerini, ndr) e altri corridori. Speriamo di presentarci come una squadra più competitiva nelle classiche di primavera, in particolare nelle Ardenne, potendo contare su corridori come Mauro Schmid, Giulio Ciccone e Tom. Con atleti come Andrew August, abbiamo davvero molta qualità per le Ardenne e le classiche più impegnative dal punto di vista altimetrico. Speriamo che la squadra riesca a fare un salto di qualità, garantendoci una presenza più incisiva in quelle corse.

Corridori come Ciccone e Schmid conferiscono alla squadra un’identità diversa?

Assolutamente sì. Basti pensare che atleti come Tom o Giulio corrono, in media, dai 50 ai 60 giorni all’anno. Disputiamo circa 260 giornate di gara a stagione. Quindi sì, questo ci offre molte opzioni, ci rende più competitivi in alcune corse, dato che i corridori possono gareggiare insieme. Ma ci permette anche di puntare con decisione su obiettivi specifici: Giulio al Giro d’Italia e Tom al Tour de France. In definitiva, ci garantisce molta più profondità e qualità.

Giulio Ciccone approda alla Q36.5 dopo un'annata notevole. A lui sarà riservato il Giro d'Italia
Giulio Ciccone approda alla Pinarello Q36.5 dopo un’annata notevole. A lui sarà riservato il Giro d’Italia
Giulio Ciccone approda alla Q36.5 dopo un'annata notevole. A lui sarà riservato il Giro d'Italia
Giulio Ciccone approda alla Pinarello Q36.5 dopo un’annata notevole. A lui sarà riservato il Giro d’Italia
La squadra conterà corridori provenienti da 11 nazioni diverse. E’ una scelta deliberata quella di non avere una nazionalità predominante?

Sì. Se pensiamo ai nostri sponsor – Pinarello, Q36.5, i nostri partner per l’integrazione alimentare, UBS – è un valore aggiunto avere corridori di nazionalità differenti, coprendo tutto il mondo; questo ci conferisce una portata e una presenza globali, offrendoci l’opportunità di valorizzare le nostre partnership e sponsorizzazioni su scala mondiale. La strategia del nostro team consiste proprio nel reclutare corridori provenienti dal maggior numero possibile di Paesi diversi. Io sono cresciuto in Sudafrica, un contesto multiculturale; ho sempre sostenuto che la multiculturalità all’interno di una squadra rappresenti un vero punto di forza: i corridori imparano a conoscere le culture degli altri e ad apprendere gli uni dagli altri. Siamo sempre stati così e probabilmente lo resteremo sempre.

Per quanto riguarda il vostro status, la garanzia di ricevere inviti per tutte le gare del WorldTour è sufficiente a mettere la vostra squadra sullo stesso piano di quelle che fanno parte della massima serie?

Direi di sì. Se rientri tra le prime tre squadre Pro – e noi, al momento, siamo la prima – hai la possibilità di scegliere tra tutte le gare del WorldTour: Grandi Giri, classiche, Monumento. Già adesso possiamo partecipare al Tour Down Under, che è la prima grande corsa della stagione. Mauro Schmidt è arrivato secondo quest’anno e vogliamo far meglio. Siamo molto fortunati a poter affrontare l’intero calendario esattamente come farebbe una squadra del WorldTour; è davvero un’ottima cosa.

Pidcock resta il leader della Q36.5, il punto di riferimento a livello mediatico
Pidcock resta il leader della Q36.5, il punto di riferimento a livello mediatico
Pidcock resta il leader della Q36.5, il punto di riferimento a livello mediatico
Pidcock resta il leader della Q36.5, il punto di riferimento a livello mediatico
Che cosa cambierebbe oggi essere già nel WorldTour?

In realtà nulla, se non che saremmo obbligati a partecipare alle gare del WorldTour.Ora anzi abbiamo il vantaggio che possiamo scegliere. Possiamo optare per una corsa o per l’altra: ad esempio, potremmo scegliere tra la Tirreno-Adriatico e un’altra competizione. Possiamo scegliere tra corse che si svolgono nello stesso periodo. Possiamo scegliere se partecipare a una, a entrambe o a nessuna delle due. Quindi, se abbiamo corridori infortunati o non ancora pronti, non siamo costretti a presentarci rischiando di subire la superiorità degli altri team, qualora non avessimo una formazione abbastanza competitiva. Ma grazie ai corridori che abbiamo ingaggiato possiamo contare su una grande profondità di organico e su un’elevata qualità; siamo una squadra davvero forte.

Quanto è importante, anche in termini di visibilità mediatica, avere in squadra un campione come Tom Pidcock?

Tom è capace di generare un enorme interesse mediatico in tutto ciò che fa, offrendo un notevole valore ai nostri sponsor. D’altro canto è pur sempre il quinto corridore al mondo nel ranking e questo rappresenta un valore aggiunto. Avere un atleta tra i primi cinque al mondo in squadra attira anche altri corridori, che desiderano farne parte vedendo i suoi successi e comprendendo che le strutture del team sono ideali per favorire la loro crescita. Prendiamo ad esempio Giulio Ciccone: ha pensato che, se Tom è quinto nel ranking mondiale, allora la squadra deve essere davvero ben organizzata e strutturata, potendo contare su persone competenti e processi validi. E’ proprio questo che lo ha spinto a scegliere noi.

A fronte di un investimento così importante, quali sono le vostre aspettative per la nuova stagione?

Vogliamo vincere più gare. Vogliamo fare un salto di qualità e diventare una squadra competitiva per tutto l’anno, ottenere successi da gennaio a ottobre. Vogliamo vedere i nostri corridori brillare, avere successo nel team e vincere anche alcune gare importanti – qualcosa che ci è mancato un po’ negli ultimi due anni. In definitiva, vogliamo che la Pinarello Q36.5 sia una squadra solida e sostenibile, che si diverte e riesce a competere con le più grandi formazioni al mondo – come la UAE, la Visma, la Red Bull, la Quick-Step e così via – rendendo le corse davvero avvincenti. Si tratta soprattutto di godersi il percorso.