Due ragazzi verso le Olimpiadi. Si parte per Dakar…

Due ragazzi verso le Olimpiadi Giovanili. Si parte per Dakar…

25.10.2026
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Tornano le Olimpiadi Giovanili, che da sabato a Dakar (Senegal) celebreranno la quarta edizione, portando per la prima volta in assoluto una grande manifestazione multisportiva nel cuore dell’Africa. Dopo una pausa di ben 8 anni, causata dall’ingolfamento del calendario sportivo post Covid, l’evento riservato agli under 18 ritrova il suo spazio, anche se non si placano le polemiche e perplessità di chi lo ritiene troppo precoce per il suo aspetto agonistico ed emozionale. Dimenticando come ormai in  tutti gli sport sia proprio la precocità un elemento predominante.

Il percorso della prova di Dakar sarà un circuito pianeggiante di 8,5 chilometri da ripetere più volte (foto Olympics.com)
Il percorso della prova di Dakar sarà un circuito pianeggiante di 8,5 chilometri da ripetere più volte (foto Olympics.com)
Il percorso della prova di Dakar sarà un circuito pianeggiante di 8,5 chilometri da ripetere più volte (foto Olympics.com)
Il percorso della prova di Dakar sarà un circuito pianeggiante di 8,5 chilometri da ripetere più volte (foto Olympics.com)

Un evento che cambia formula dopo 8 anni

Il ciclismo non è da meno, ma in quest’edizione il format delle gare cambia, come d’altronde in tutte le discipline. Se prima i Giochi avevano mantenuto un carattere ludico, con prove simili a quelle dei “grandi” abbinate a gare più giocose, di gruppo, con atleti di varie nazioni chiamati a competere insieme (con buona pace del medagliere), a Dakar si tratterà in tutto e per tutto di una copia conforme delle Olimpiadi dei grandi, e per il ciclismo questo significa una prova su strada e una a cronometro, per entrambi i sessi. Niente altro, niente di più.

Sono 42 gli atleti in gara in ognuna delle prove, con il vincolo che i partecipanti saranno gli stessi in ognuna delle due specialità. Ma come si è arrivati alla loro selezione? Va innanzitutto detto che ogni nazione poteva iscrivere un solo nome per sesso, guadagnandosi la qualificazione attraverso la partecipazione e l’ottenimento di risultati nelle prove titolate (europei e mondiali) e nelle tappe di Nations Cup.

Il tracciato è stato provato nelle scorse settimane attraverso una corsa locale (foto Olympics.com)
Il tracciato è stato provato nelle scorse settimane attraverso una corsa locale (foto Olympics.com)
Il tracciato è stato provato nelle scorse settimane attraverso una corsa locale (foto Olympics.com)
Il tracciato è stato provato nelle scorse settimane attraverso una corsa locale (foto Olympics.com)

Due azzurri a caccia di gloria

L’Italia porterà a Dakar due atleti al primo anno da juniores come Lorenzo Ceccarello e Anna Bonassi, profondamente diversi nella loro evoluzione: il primo guadagnatosi la scelta da parte di Edoardo Salvoldi (che sarà il loro accompagnatore a Dakar) soprattutto grazie ai suoi risultati su pista, facendo parte del quartetto iridato. La seconda già capace lo scorso anno di aggiudicarsi l’oro agli EYOF, altra manifestazione multisportiva in tutto simile ai Giochi, ma di ambito continentale e riservata agli allievi.

Ceccarello ha avuto quest’anno una crescita prepotente, con Salvoldi che ne ha fatto una colonna portante della sua nazionale pur essendo al primo anno di categoria: «Andare a Dakar è un bell’impegno – ammette il portacolori dell’Autozai Contri – ma anche una soddisfazione personale e credo anche per la squadra, perché comunque è un’Olimpiade vera e propria. Darò tutto quello che ho, anche se siamo praticamente a stagione conclusa, perché il principio della nazionale è sempre quello di farti avere tutto quello che serve per poter performare al massimo».

Lorenzo Ceccarello, veneto, ha già vestito la maglia azzurra sia su strada che su pista
Lorenzo Ceccarello, veneto della Autozai-Contri, ha già vestito la maglia azzurra sia su strada che su pista (foto team)
Lorenzo Ceccarello, veneto, ha già vestito la maglia azzurra sia su strada che su pista
Lorenzo Ceccarello, veneto della Autozai-Contri, ha già vestito la maglia azzurra sia su strada che su pista (foto team)

Una chiamata giunta all’improvviso

Ceccarello ha già vestito la maglia azzurra, ma questa non è una manifestazione come le altre: «Quando me ne hanno parlato non sapevo neanche della sua esistenza. Quando si è disputata l’ultima volta ero un bambino. Infatti pensavo che quella di Dakar fosse la prima edizione in assoluto. Sono contento di esserci, anche perché correranno solo i primi anni della categoria, quindi potrò già capire come sarà l’anno prossimo. Tre settimane fa ho ricevuto una chiamata da Salvoldi per sapere se volevo partecipare e se ero pronto per questo evento. Ho detto subito di sì, naturalmente… e in queste ultime settimane ho fatto una preparazione mirata».

Ceccarello si è già fatto un’idea come saranno le gare: «L’8 novembre ci sarà la gara in linea, su un circuito ad anello di 8,5 chilometri tutto piatto per un totale di 90 chilometri, due giorni dopo ci sarà la cronometro sempre piatta di 9 chilometri, sempre con bici da strada. Ci hanno detto che a Dakar troveremo un clima caldo, dai 25 ai 30 gradi, essendo vicini all’Equatore, un po’ diverso da quello che c’è adesso in Veneto».

Ceccarello insieme al cittì Salvoldi. Il 2026 gli ha già portato l'oro mondiale ed europeo nel quartetto su pista (foto Facebook)
Ceccarello insieme al cittì Salvoldi. Il 2026 gli ha già portato l’oro mondiale ed europeo nel quartetto su pista (foto Facebook)
Ceccarello insieme al cittì Salvoldi. Il 2026 gli ha già portato l'oro mondiale ed europeo nel quartetto su pista (foto Facebook)
Ceccarello insieme al cittì Salvoldi. Il 2026 gli ha già portato l’oro mondiale ed europeo nel quartetto su pista (foto Facebook)

Bonassi sa già come si fa…

Anna Bonassi invece è bresciana ed è particolare come sia arrivata a tutto ciò: «Io avevo iniziato da bambina chiedendomi come si potesse stare in equilibrio su ruote così strette. Prova e riprova, non ho più smesso… Ma sono sempre rimasta fedele alla bici da strada, ho provato il ciclocross ma non mi ha appassionato».

Bonassi può essere considerata quasi una predestinata, i Giochi Olimpici Giovanili sono un’ulteriore tappa nella sua crescita: «Da esordiente ero abituata a vincere, ho conquistato anche il titolo italiano, ma per me sono stati importanti anche e soprattutto gli anni dove le cose non andavano sempre bene, dove non riuscivo a essere al top, perché ho capito dove potevo migliorare. Poi l’anno scorso è arrivata la ciliegina sulla torta dell’oro agli EYOF. E ora la convocazione per i Giochi di Dakar».

Anna Bonassi, bresciana, quest'anno ha colto tre podi nelle prove italiane junior (foto Instagram)
Anna Bonassi, bresciana, quest’anno ha colto tre podi nelle prove italiane juniores (foto Instagram)
Anna Bonassi, bresciana, quest'anno ha colto tre podi nelle prove italiane junior (foto Instagram)
Anna Bonassi, bresciana, quest’anno ha colto tre podi nelle prove italiane juniores (foto Instagram)

Le vaccinazioni preventive

La convocazione per le Olimpiadi per la ragazza del team Brescia F.Magni Flandres Love è arrivata come un fulmine a ciel sereno: «Sinceramente sì, perché non è un anno che sta andando particolarmente bene. So perfettamente che è il primo da junior, però pensavo di fare meglio e nonostante i piazzamenti ottenuti pensavo che ci fosse qualcuna davanti a me».

L’esperienza del 2025 è un fattore distintivo: «Infatti farò come ho fatto l’anno scorso, mantenendo i piedi per terra senza aspettarmi niente, perché non so in che contesto si gareggerà e le mie condizioni, considerando anche tutte le vaccinazioni che abbiamo dovuto fare preventivamente. Voglio arrivare il più tranquilla possibile. Poi come va, va. Io chiaramente ci metterò tutta me stessa».

Il podio degli EYOF 2025, con la Bonassi fra la belga Meeusen, argento e la britannica Rowe, bronzo (foto FCI)
Il podio degli EYOF 2025, con la Bonassi fra la belga Meeusen, argento e la britannica Rowe, bronzo (foto FCI)
Il podio degli EYOF 2025, con la Bonassi fra la belga Meeusen, argento e la britannica Rowe, bronzo (foto FCI)
Il podio degli EYOF 2025, con la Bonassi fra la belga Meeusen, argento e la britannica Rowe, bronzo (foto FCI)

L’emozione di un’Olimpiade vera e propria

E’ chiaro però che non è un evento come gli altri: «Lo so, l’ho capito lo scorso anno, l’ambiente è molto bello, a pranzo e cena eravamo tutti insieme, c’erano anche ragazzi e ragazze di altri sport e si formavano anche dei grandi momenti di condivisione. E sarà così anche a Dakar».

Anna attende con impazienza la prova dell’8 dicembre a Dakar: «La prova in linea è quella che prediligo, anche perché io ho uno spunto veloce, quindi sicuramente andrà meglio quella cronometro, dove non sono mai stata una specialista e solitamente faccio un po’ fatica. Attendo la partenza con molta curiosità, anche perché è un nuovo Paese per me e poi vado in un altro continente. Grazie alla nazionale sono andata in Olanda, in Germania, ho girato molto, ma questa è una cosa diversa, dire “vado in Africa, parto per Dakar” non è cosa da tutti i giorni…».