La campionessa italiana allieva Giorgia Nervo e tante altre nel 2026 debutteranno nella categoria juniores (foto Daniele Mosna)

Da allieve a juniores. Silvia Epis, quali “primo anno” troveremo?

03.02.2026
6 min
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Forse da parte degli addetti ai lavori non c’è ancora quella attenzione sollecitata e tangibile come per gli uomini, ma anche per le donne allieve che passano juniores c’è tanto interesse. Tale curiosità è data da una inversione di tendenza vista soprattutto al via delle ultime tre stagioni e confermata dai risultati nel prosieguo dell’annata.

Dopo aver aperto l’argomento sulle ragazze del “secondo anno” qualche settimana fa, il viaggio all’interno del movimento delle donne juniores prosegue assieme a Silvia Epis, direttrice tecnica della nazionale esordienti e allievi maschili e femminili per la Federciclismo. Con lei abbiamo cercato di capire che tipo di ragazze salgono di categoria (in apertura foto Daniele Mosna una fase della Coppa Rosa 2025).

Silvia Epis (seconda da destra, qui agli EYOF 2025) è la direttrice tecnica della nazionale giovanile
Silvia Epis (prima da destra, qui agli EYOF 2025) è la direttrice tecnica della nazionale giovanile

Premesse incoraggianti

Prima di sentire le parole della allenatrice bresciana, vale la pena vedere cosa hanno espresso le ultime annate per le juniores del primo anno. Solitamente le atlete più grandi hanno sempre cercato di far valere la loro maggiore esperienza nella categoria, poi qualcosa è cambiato. Nel 2023 La Bella e Baima debuttarono tra le juniores vincendo rispettivamente la prima e la seconda gara, replicate l’anno dopo da Sanarini ed Erja Bianchi, mentre l’anno scorso ha sfiorato questa doppietta Campana chiudendo seconda allo sprint al debutto assoluto e vincendo la settimana successiva.

Probabilmente per qualcuno sono meri dati statistici fini a se stessi, che tuttavia vengono amplificati se andiamo a scorrere l’albo d’oro delle campionesse italiane nelle ultime sette edizioni. Andando a ritroso dall’anno scorso, Rossignoli, Silo, Ciabocco, Barale e Gasparrini hanno vinto il tricolore al loro primo anno tra le juniores. Una serie spezzata da Venturelli nel 2023 e dodici mesi prima ancora da Ciabocco, finora l’unica nella storia a bissare se stessa. Una percentuale che potrebbe indicare qualcosa per le ragazze che verranno.

Zero pressione

Prendendo spunto da questi dati, Silvia Epis prova a dare una sua interpretazione, tenendo conto anche del suo ruolo negli EYOF. Nello specifico, lei sa bene ormai come si approcciano le ragazze quando passano di categoria.

«E’ vero – analizza – ultimamente le juniores del primo anno vanno forte fin da subito ed anche in generale. Non temono troppo il passaggio e affrontano la gestione dei maggiori carichi di lavoro con più serenità. Tendono a dare il meglio, dando il tutto per tutto già dalle prime gare perché non hanno paura di deludere nessuno. Non hanno le pressioni che invece stanno riscontrando di più le atlete del secondo anno.

«Certo – prosegue Epis – non per tutte è così perché alcune sentono e sentiranno il salto dalle allieve alle juniores. Si fanno più chilometri e cambiano anche i ruoli all’interno della squadra o della gara stessa. Io consiglio loro che devono godersi la categoria, che di fatto è la prima a livello internazionale. E ricordo anche che dura due anni, un tempo giusto per crescere sia gradualmente sia rapidamente. Vedo che adesso le ragazze del primo anno sanno integrarsi bene e in fretta con quelle del secondo e questo aspetto conta».

Buona annata

Per le debuttanti tra le juniores parliamo di ragazze del 2009 e che devono iniziare a ragionare da grandi. Ce ne sono tante che arrivano dalle allieve, alcune con un palmares giovanile importante, altre che devono trovare, per l’appunto, la propria dimensione nel prossimo biennio.

«Ci sono tante ragazze – va avanti Silvia Epis – che si sono messe in mostra, confermando quello che si intravedeva da esordienti. Però ce ne sono altrettante che non abbiamo mai visto davanti o spesso nelle classifiche nazionali di riferimento. Per me una buona parte di loro sapranno mostrare le proprie qualità facendosi notare fra le juniores. A livello di numeri siamo messi bene ed anche per le differenti caratteristiche fisico-tecniche. Ad esempio, alcune fanno pista da tanto tempo e bene. Questa multidisciplinarietà le aiuterà ad esprimere al meglio le loro qualità.

«Non amo troppo fare nomi – conclude – ma mi limito a tre ragazze che ho avuto modo di conoscere un po’ meglio rispetto alle altre. Parto da Anna Bonassi, con cui abbiamo vinto l’oro della prova in linea agli EYOF l’anno scorso in Macedonia. E’ una ragazza che ha vinto molto negli ultimi quattro anni (50 successi tra esordienti e allieve, ndr) ed è dotata di uno spunto molto veloce.

«La seconda che nomino è Jolanda Sambi, anche lei azzurra che avevo convocato per le gare di Skopje. Corre sia nel fuoristrada che su strada, è una passista molto completa. Infine dico Maya Ferrante, veloce ed esplosiva allo sprint ed anche su pista, dove ha vinto diversi tricolori giovanili. Nelle discipline veloci sono certa che sarà preziosa per il gruppo azzurro ad europei e mondiali».

Altri tre nomi di juniores in arrivo li aggiungiamo noi, quanto meno basandoci sulle vittorie del 2025, oltre ad una menzione speciale: la campionessa italiana allieve Giorgia Nervo, Anna Mucciarini, Giulia Dollaku ed Anna Abigail Longo Borghini, figlia di Paolo e nipote di Elisa. All’apertura di marzo manca sempre meno e di sicuro da lì in avanti i taccuini inizieranno a riempirsi di tanti altri nomi del “primo anno”.