Anastasia Carbonari è nata l'11 settembre 1999. Originaria di Montegranaro, lettone di passaporto, ora vive in provincia di Bergamo

Carbonari: aiutiamo le giovani a non ignorare lo stress ossidativo

16.10.2026
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VARESE – Anche se le fa ancora male vedere correre le sue ex colleghe, per Anastasia Carbonari il richiamo del ciclismo è ugualmente molto forte. A sorpresa a bordo strada c’era anche lei a seguire la Tre Valli Varesine Women e ne abbiamo approfittato con piacere per chiacchierare con lei prima che tornasse al lavoro a metà pomeriggio.

Dopo essersi ritirata a fine 2025 con la Born to Win BTC Ljubljana, la 27enne marchigiana di Montegranaro (e lettone di passaporto) si è subito calata nella nuova vita iniziando a prendersi le prime soddisfazioni. Lo scorso giugno ha conseguito la laurea in Scienze Motorie all’Università telematica San Raffaele di Roma con la tesi su “Il paradosso redox: quando e come lo stress ossidativo limita o migliora la performance nel ciclismo”. Ciò che l’ha portata a smettere di correre è diventato l’argomento della sua discussione. Carbonari è la stata la cavia di se stessa: quella sofferenza negli anni di agonismo l’hanno fatta interessare al tema.

Assieme al fidanzato Riccardo ora vive in provincia di Bergamo dove fa la personal trainer in una palestra vicino a casa e vuole mettere la sua esperienza al servizio soprattutto delle ragazze più giovani che praticano ciclismo e non solo affinché ci sia sempre più informazione e conoscenza su alcuni mali oscuri dello sport. Anastasia ha avuto il coraggio di rendere pubblico, attraverso i suoi profili social, ciò che ha passato e ciò che in tante atlete tengono nascosto anche per un plausibile pudore. Un obiettivo non semplice che ha cercato di spiegarci nel miglior modo possibile.

Carbonari si è laureata nel 2026 sul paradosso redox e lo stress ossidativo. Un argomento che tocca molto da vicino le donne che fanno sport
Carbonari si è laureata nel 2026 sul paradosso redox e lo stress ossidativo. Un argomento che tocca molto da vicino le donne che fanno sport
Carbonari si è laureata nel 2026 sul paradosso redox e lo stress ossidativo. Un argomento che tocca molto da vicino le donne che fanno sport
Carbonari si è laureata nel 2026 sul paradosso redox e lo stress ossidativo. Un argomento che tocca molto da vicino le donne che fanno sport
Ci potresti descrivere più semplicemente l’argomento della tua tesi?

Il nostro corpo produce queste specie reattive dell’ossigeno, che sono funzionali all’inizio per produrre degli adattamenti. Diventano un paradosso quando cominciano ad essere troppe e a portare ad adattamenti disfunzionali che possono provocare eccessiva stanchezza o un cattivo recupero. Anche se non ci sono correlazioni dirette, il paradosso redox può influire su uno stato depressivo dell’ecosistema dell’atleta. Una volta che comincia a saltare un tassello, a cascata cade tutto e bisogna tenere sotto controllo altre situazioni.

Cosa, ad esempio?

Lo stress ossidativo è correlato con quella che viene definita LEA, acronimo di low energy availability (bassa disponibilità di energia, ndr) che ne porta l’aumento. Le atlete entrano in una condizione critica che potrebbe anche incrementare. E’ quello che è successo a me nell’ultimo anno di attività. Non riuscivo più ad ottenere i risultati che speravo e quindi ho iniziato ad interrogarmi.

Avevi fatto dei controlli medici?

Sì, partendo con le analisi del sangue e poi passando a valutazioni con un endocrinologo per risolvere il problema legato al ciclo, visto che non ho avuto mestruazioni per tantissimi anni. Non è stato semplice denunciare questo problema, ma adesso il mio intento è creare consapevolezza e dare più tranquillità alle ragazze per poterne parlarne più liberamente. Purtroppo è un problema molto più comune di quanto si pensi e non deve essere così.

C’è il rischio che venga troppo spesso derubricato questo problema?

Credo proprio di sì. Per anni ho fatto presente questa cosa, ma nessuno si è mai preoccupato più di tanto. Mi rispondevano che era una condizione normale data dal troppo allenamento o dal troppo stress, però ripeto non deve essere una cosa normale. Sono certa che non sono l’unica ad averne sofferto anche se molte ragazze non lo dicono. Adesso che faccio la allenatrice in palestra voglio creare un rapporto diretto con le ragazze, che spesso hanno o si ispirano a falsi miti.

La categoria donne esordienti è molto delicata per lo sviluppo biologico e fisiologico delle atlete (foto Daniele Mosna/Coppa di Sera)
La categoria donne esordienti è molto delicata per lo sviluppo biologico e fisiologico delle atlete (foto Daniele Mosna/Coppa di Sera)
La categoria donne esordienti è molto delicata per lo sviluppo biologico e fisiologico delle atlete (foto Daniele Mosna/Coppa di Sera)
La categoria donne esordienti è molto delicata per lo sviluppo biologico e fisiologico delle atlete (foto Daniele Mosna/Coppa di Sera)
Cosa intendi?

Viviamo in un’epoca nella quale sui social network viene diffusa questa idea dell’essere sempre più magre e sempre più belle, unicamente con lo scopo di legarsi solo all’aspetto fisico. Questa brutta moda crea ignoranza in generale e sfocia in questa problematica.

Ci sono dei campanelli d’allarme che possono aiutare le ragazze a tenersi monitorate?

Sicuramente quando inizia a bloccarsi la mestruazione già dal primo mese non bisogna sottovalutarne il problema. E’ vero che potrebbe essere un periodo un po’ particolare della vita, però quando il ciclo si blocca anche il mese successivo allora bisogna farsi delle domande e fare immediatamente i giusti approfondimenti.

Secondo te c’è una “ricetta”?

Standardizzare l’allenamento della atleta nel modo giusto è una buona base di partenza. Ognuna di noi è unica e ha il suo bisogno di allenarsi rispettando la propria fisiologia, alimentandosi bene e recuperare bene. Serve uscire dalla mentalità che fare di più sia sempre meglio perché il riposo per noi donne è essenziale.

Appare complicato far comprendere questa cosa nel ciclismo. Tu cosa ne pensi?

Nelle squadre di alto livello si sta tenendo sempre più sotto controllo, però io vorrei iniziare a lavorare già dalle più giovani che sono ancora bambine. Loro magari ambiscono ad arrivare a determinati livelli, disposte a fare di tutto per poi sbagliare e creare condizioni che si portano avanti.

Carbonari ha fatto sei stagioni da elite, di cui una nel WorldTour. Dopo il ritiro ha reso pubblica la causa che l'ha costretta a smettere
Carbonari ha fatto sei stagioni da elite, di cui una nel WorldTour. Dopo il ritiro ha reso pubblica la causa che l’ha costretta a smettere
Carbonari ha fatto sei stagioni da elite, di cui una nel WorldTour. Dopo il ritiro ha reso pubblica la causa che l'ha costretta a smettere
Carbonari ha fatto sei stagioni da elite, di cui una nel WorldTour. Dopo il ritiro ha reso pubblica la causa che l’ha costretta a smettere
Spiegaci meglio.

Già dall’ultimo anno da giovanissime, attorno ai 12 anni, iniziano ad avere il ciclo. Ebbene, ho sentito molti genitori che condizionano le loro figlie per perdere peso per andare più forti in salita quando poi passano esordienti. Quelle sono età sensibili in cui posso provocare danni permanenti alle ragazze. Ecco perché voglio creare questa consapevolezza e portare avanti questo messaggio, magari facendo riunioni informative nelle squadre femminili giovanili.

Rivedremo presto Anastasia Carbonari nel ciclismo con nuovi ruoli?

Il mio obiettivo è quello, anche se devo fare altri passi. A breve inizierò un master all’Università di Pavia per specializzarmi nella preparazione atletica e diventare una coach per il ciclismo non solo femminile. Sto anche facendo il corso FCI per prendere il tesserino come tecnico accompagnatore, poi quello di terzo livello per diesse per junior e elite. Ovvio però che avendo esperienza diretta di tutto che mi è successo, avrò sempre un occhio di riguardo per aiutare le ragazze.