Garibbo visto dal preparatore, una favola dei nostri tempi

Garibbo visto dal preparatore, una favola dei nostri tempi

13.09.2026
6 min
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La vittoria di Nicolò Garibbo al Giro del Friuli Venezia Giulia ha svariati significati, innanzitutto personali perché il portacolori del Team Ukyo si era segnato quest’appuntamento sull’agenda da un anno, da quando aveva chiuso al terzo posto. Ma questo successo è anche l’ultimo passo di una stagione che può essere considerata quella della consacrazione a corridore degno del salto nella massima serie, a dispetto dell’età, a dispetto di un inseguimento che va avanti da anni attraverso mille cambiamenti.

Quel che non cambia è la mano che da anni lo segue e lo indirizza nella sua preparazione, quella di Giovanni Stefanìa, che lo fa con la passione di chi vede nel corridore un amico da aiutare. Il loro rapporto di lavoro affonda le radici alla fine del 2021.

«Gli ho fatto il primo test che era al secondo anno alla Maltinti, doveva venire a fare un tirocinio da me nel mio centro di preparazione atletica, perché frequentava il terzo anno di Scienze Motorie di un’università telematica. Mi disse che voleva fare ancora 1-2 anni di attività e di seguirlo per vedere se potevo cavarci qualcosa di buono. Ha imparato  intanto a utilizzare meglio il misuratore di potenza, a conoscersi, a fare degli esercizi in palestra. Si era trasferito anche dei periodi vicino casa mia, prendendo un appartamento in affitto.

Un giovanissimo Garibbo insieme a Giovanni Stefania quando nel 2021 hanno iniziato a collaborare
Un giovanissimo Garibbo insieme a Giovanni Stefania quando nel 2021 hanno iniziato a collaborare
Un giovanissimo Garibbo insieme a Giovanni Stefania quando nel 2021 hanno iniziato a collaborare
Un giovanissimo Garibbo insieme a Giovanni Stefania quando nel 2021 hanno iniziato a collaborare

Una crescita lenta ma costante

«Non mancavano i problemi fisici a ostacolare la sua crescita, prima con il Covid, poi con disturbi alla tiroide, ma in gara ha iniziato a fare qualche fuga, qualche piazzamento, fino a vincere una gara a Montegranaro che era una gara regionale a suo tempo. Lui è sempre abbastanza autocritico su se stesso, quindi diceva: “vabbè, ho vinto una garetta regionale” però si vedeva che era contentissimo. Non aveva mai vinto. Io gli dissi: “Guarda che se il prossimo anno inizi come hai finito, farai una stagione bellissima”. Quello è stato il suo anno della consacrazione, il 2023 quando ha vinto la classifica come miglior dilettante d’Italia».

E’ arrivato così il primo contratto Continental: «E’ approdato alla TechnipesQualcuno l’ha anche criticato dicendo che vinceva di meno e non era più quello di prima, ma semplicemente faceva gare di un livello un po’ più alto. Ma come numeri ha continuato a crescere anche nel 2024 e poi finalmente è andato con Volpi al Team Ukyo».

Vittoria in solitudine alla tappa di Ravascletto, il Friuli è già nelle mani di Garibbo (foto Facebook)
Vittoria in solitudine alla tappa di Ravascletto, il Friuli è già nelle mani di Garibbo (foto Facebook)
Vittoria in solitudine alla tappa di Ravascletto, il Friuli è già nelle mani di Garibbo (foto Facebook)
Vittoria in solitudine alla tappa di Ravascletto, il Friuli è già nelle mani di Garibbo (foto Facebook)

La voglia di migliorarsi sempre

Oltre che le qualità ciclistiche, Stefania mette in luce quelle più nascoste: «E’ molto diligente e soprattutto è un gran lavoratore. Noi preparatori lo sappiamo bene, ci sono atleti che gli dai un programma di allenamento e lo seguono ma a volte non hanno voglia. Lui invece ti chiede se non sa, cerca di capire perché deve fare quella cosa. Ha voglia di migliorarsi e questo gli ha sempre portato benefici, tant’è vero che la prima stagione nel team giapponese ha fatto dei piazzamenti anche in gare di professionisti, anche al Friuli dove era stata annullata la tappa dura, altrimenti chissà…».

Ed eccoci al 2026: «Abbiamo provato a cambiare qualche cosa, inizialmente ci siamo concentrati sul fare meglio la palestra. Questo inverno aveva già finito la stagione in maniera molto positiva finendo terzo al giro del Kyushu e 12° alla Japan Cup, dove il livello era molto alto. Finita la stagione ha detto: “Se adesso non faccio qualcosa, non farò mai il professionista”. Ha debuttato all’AlUla Tour che è andato veramente forte. I test da campo dicevano che stava molto bene e aveva dei valori che non aveva mai toccato.

Il podio finale del Friuli con Garibbo davanti a Quintero a 1'04" e il compagno di team Raccani a 1'59" (foto Facebook)
Il podio finale del Friuli con Garibbo davanti a Quintero a 1’04” e il compagno di team Raccani a 1’59” (foto Facebook)
Il podio finale del Friuli con Garibbo davanti a Quintero a 1'04" e il compagno di team Raccani a 1'59" (foto Facebook)
Il podio finale del Friuli con Garibbo davanti a Quintero a 1’04” e il compagno di team Raccani a 1’59” (foto Facebook)

Il lavoro in altura, cambiando i programmi

«Però era ancora preoccupato, lo sentivo titubante ma vincendo in Sardegna si è come sbloccato. E’ stata la prima grande emozione che l’ha un po’ fregato, nel senso che dopo l’ha gestita male. E’ stato tre tappe con la maglia, ma sperava alla fine di vincere e ha subìto un po’ un contraccolpo nelle gare successive. Ha comunque fatto bei piazzamenti, anche in Asia, risultando fondamentale per il team nella caccia ai punti.

«Dopo ha fatto un mese e mezzo di stacco e abbiamo provato a cambiare qualcosina, cioè a fare delle cose che lui non aveva mai fatto. Garibbo è andato 20 giorni a Livigno ad allenarsi con Fancellu e gli ho programmato bene l’altura, quindi abbiamo fatto una cosa diversa che non faceva da tre anni. Abbiamo collegato un po’ all’Heat training senza esagerare e lui si è sentito veramente bene. E’ stato secondo al suo rientro e poi ha fatto il Giro del Friuli, dove praticamente non c’è stata storia vista la sua superiorità».

In Giappone un successo importante per Garibbo, uno dei 5 di questa stagione
In Giappone un successo importante per Garibbo, uno dei 5 di questa stagione (foto Cyclingnews)
In Giappone un successo importante per Garibbo, uno dei 5 di questa stagione (foto Cyclingnews)
In Giappone un successo importante per Garibbo, uno dei 5 di questa stagione (foto Cyclingnews)

I suoi migliori valori di sempre

Tra l’altro con numeri formidabili: «Ha fatto 20’02” di scalata su questa salita tipo lo Zoncolan, a quasi a 6,30 watt al chilo, cioè ha fatto i suoi migliori 20 minuti di potenza. Dopo ha controllato la corsa, è andato in fuga con un ragazzo del devo team della Ineos e alla fine ha tirato la botta perché era fresco».

La cosa importante ora è crescere nell’autostima, perché le possibilità di arrivare tra i professionisti a dispetto dell’età ci sono tutte: «Negli ultimi anni il mio ruolo è stato anche quello di motivatore – riprende Stefania – a livello di conoscenze fisiche è migliorato tantissimo, quest’anno ha sentito anche una squadra che gli ha dato fiducia e lui è riuscito a fare quello che ha fatto. A livello di numeri non gli manca niente per essere un buon professionista».

Garibbo è al Team Ukyo dal 2025. Qui ha fatto un vero salto di qualità
Garibbo è al Team Ukyo dal 2025. Qui ha fatto un vero salto di qualità
Garibbo è al Team Ukyo dal 2025. Qui ha fatto un vero salto di qualità
Garibbo è al Team Ukyo dal 2025. Qui ha fatto un vero salto di qualità

Al Team Ukyo, l’ambiente ideale

Quanto è stata importante l’appartenenza a un team come la Ukyo? «Molto, perché Garibbo si è ritrovato a 25 anni a uscire fuori dall’Europa per la prima volta e quindi a fare delle gare importanti. E’ cresciuto anche da un punto di vista umano, maturando, lui dice che si è dato una svegliata. La Ukyo gli ha permesso di fare una grande crescita perché è come una vera e propria squadra professionistica e soprattutto anche a livello esperienziale di Volpi e Boaro».

E ora? «Il suo procuratore è Maurizio Fondriest che sta facendo di tutto per trovargli spazio e e un interesse credo ci sia. Lui ovviamente con la stagione che ha fatto ci crede più che mai, nelle prossime ore ne sapremo di più, siamo in attesa che il telefono squilli o arrivi il messaggio giusto…».