Dopo Bessega… Bessega. A Plouay Tommaso fa la differenza

Dopo Lonardi, Bessega: a Plouay, Tommaso fa la differenza

02.09.2026
5 min
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Plouay è diventata terra di conquista per il Team Polti VisitMalta. La classica francese del WorldTour ha sempre un antipasto riservato a formazioni professional e locali. Lo scorso anno era stato Lonardi a svettare, questa volta è toccato a Tommaso Bessega, al suo primo successo da quando è approdato al team di Basso e Contador. I legami fra le due piccole imprese sono più profondi del mero riferimento statistico e dicono cose importanti a proposito dell’evoluzione dei ragazzi all’interno di un team che vive la sua condizione di formazione Professional in maniera differente rispetto a molte altre.

Plouay incorona lo sprint di Bessega, che batte i francesi Mahoudo e Rullier (foto Lopez)
Plouay incorona lo sprint di Bessega, che batte i francesi Mahoudo e Rullier (foto Lopez)
Plouay incorona lo sprint di Bessega, che batte i francesi Mahoudo e Rullier (foto Lopez)
Plouay incorona lo sprint di Bessega, che batte i francesi Mahoudo e Rullier (foto Lopez)

Sull’ammiraglia del team sedeva Jesus Hernandez Blasquez, diesse 44enne che ha seguito tutta l’evoluzione del team sin dalla sua costituzione e che dà un valore al successo di Bessega che non può essere solo quello meramente statistico di prova 1.2: «Quando vince un corridore giovane, con l’autorità che Tommaso ha dimostrato sulle strade francesi è qualcosa d’importante. Lonardi era arrivato al successo dall’alto di una maggiore esperienza, da veterano, Bessega no. E’ la sua prima vittoria, anche se non era gara WorldTour non era comunque facile e l’ha conquistata come completamento del lavoro di un gruppo giovane».

Per la Polti è la seconda vittoria consecutiva a Plouay. E’ una corsa che si addice particolarmente alla vostra squadra?

Sappiamo che è una corsa su un circuito non facile, ma che per la sua conformazione è adatta a un arrivo in volata e noi abbiamo sempre deciso di portare una squadra disegnata intorno a uno sprinter, per dargli il supporto e tenere sempre la corsa sotto controllo. I fatti ci hanno sempre dato ragione.

Per Bessega è la prima vittoria in maglia Polti VisitMalta, imitando Lonardi del 2025 (foto Facebook)
Per Bessega è la prima vittoria in maglia Polti VisitMalta, imitando Lonardi del 2025 (foto Facebook)
Per Bessega è la prima vittoria in maglia Polti VisitMalta, imitando Lonardi del 2025 (foto Facebook)
Per Bessega è la prima vittoria in maglia Polti VisitMalta, imitando Lonardi del 2025 (foto Facebook)
Trovi delle differenze fra i due successi? Qual è stato più difficile tra quello di Lonardi e di Bessega?

Sicuramente l’ultimo. Lonardi è un velocista che vantava già tante vittorie, con una reputazione internazionale, partiva tra i favoriti. Per Bessega è diverso, è la sua prima vittoria da quando è professionista. Io gli ho detto subito che non è tanto il successo in sé ma il momento in cui è arrivato, perché la prima vittoria è sempre qualcosa di speciale come abbiamo fatto con suo fratello Gabriele in Cina: una vittoria al primo anno è un segno buonissimo di salute per la squadra.

Conoscendo Tommaso, la vittoria di suo fratello Gabriele in Cina è stata uno stimolo a imitarlo?

Sicuro, ma non solo per Tommaso, per tutti il gruppo di giovani che abbiamo. Lo spirito di emulazione è un grande motore. E’ qualcosa che respiri, è un’inerzia che si sviluppa in un gruppo di giovani. Quel successo di Gabriele in Cina non è stato uno stimolo solamente per Tommaso, ma anche per Belletta, per Raccagni, per Benito, per Crozzolo, per tutto l’elenco dei giovani che abbiamo, perché han guardato un primo anno capace di vincere e si sono detti che anche  loro possono farlo.

Jesus Hernandez Blasquez, diesse del team italospagnolo sin dal 2018
Jesus Hernandez Blasquez, diesse del team italospagnolo sin dal 2018
Jesus Hernandez Blasquez, diesse del team italospagnolo sin dal 2018
Jesus Hernandez Blasquez, diesse del team italospagnolo sin dal 2018
Come giudichi questi ragazzi, come stanno crescendo?

Con tranquillità, con pazienza. Lavorando per i veterani, come è capitato anche ai Bessega per Penalver o Lonardi sapendo che prima o poi arriva l’opportunità per loro e devono essere pronti a saperla cogliere. E’ così che poi, una volta dopo l’altra saranno loro stessi a diventare veterani.

Dei due gemelli, chi vedi più avanti come maturazione, come capacità di correre al massimo livello?

A me sembra che siano allo stesso livello. Sono due corridori con caratteristiche diverse. Per quello non si può fare un paragone tra i due. Posso dire che hanno la stessa velocità di crescita. Tommaso è velocista, Gabriele si adatta un po’ più a differenti tipi di corsa.

Per Tommaso Bessega la vittoria del fratello Gabriele in Cina è stata uno stimolo a imitarlo
Per Tommaso Bessega la vittoria del fratello Gabriele in Cina è stata uno stimolo a imitarlo
Per Tommaso Bessega la vittoria del fratello Gabriele in Cina è stata uno stimolo a imitarlo
Per Tommaso Bessega la vittoria del fratello Gabriele in Cina è stata uno stimolo a imitarlo
Non avere un capitano fisso in squadra, l’uomo che alla fine porta tanti punti nel ranking UCI, secondo te è positivo per dare più responsabilità ai ragazzi?

E’ chiaro, se hai un capitano designato sai che alla fine toccherà a lui finalizzare la gara. Questa formula funziona, come è successo in Cina, loro sono tutti responsabili di tirare fuori un risultato buono, positivo e hanno risposto bene perché hanno saputo cogliere l’opportunità. Sappiamo che abbiamo giovani di qualità e dobbiamo offrire loro tutte le possibilità per emergere e alla fine portare risultati alla causa comune. Per quello è positivo a volte lasciarli da soli, le vittorie che colgono, con Gabriele in Cina o quella stessa di Tommaso in Francia, hanno un sapore particolare.

Ti aspetti qualche altra vittoria da qui alla fine della stagione?

Quasi tutte le gare le corriamo per portare una vittoria a casa. Sappiamo che è difficilissimo, ma si parte con questa mentalità, mai con il pensiero di fare secondo, sempre per puntare al massimo. Ora andiamo a Istanbul dove abbiamo vinto l’anno scorso quindi abbiamo belle speranze. Credo che la mentalità deve essere sempre partire per vincere, se lo fai sei già a buon punto.