Con grande probabilità Felix Gall è uno dei candidati a salire sul podio di Granada, meta finale della prossima Vuelta. L’austriaco della Decathlon-CMA è reduce dalla vittoria alla Vuelta a Burgos, antipasto della grande corsa a tappe spagnola.
Dopo il podio al Giro d’Italia, Gall può davvero mettere un’altra perla nella sua carriera. E la concentrazione per questo obiettivo sembra proprio essere totale. Gall è un tipo molto concreto, molto tedesco in tal senso: poche parole, tanti fatti. Pochi fronzoli e tanto lavoro.


Fiducia in crescita
A Burgos Gall ha compiuto forse un altro piccolo salto di qualità. Parliamo di un ragazzo che ha 28 anni e che, rispetto ai baby fenomeni dell’era attuale, è andato in crescendo. Un incremento graduale. Per certi aspetti ricorda Vincenzo Nibali. Lo Squalo si è migliorato di anno in anno. Lavoro, esperienza e una linea retta che cresceva con costanza. Ma di solito, quando l’atleta cresce così, lo fa anche con basi più solide.
«Era la prima volta che partecipavo alla Vuelta a Burgos – ha detto Gall dopo il successo nella terza frazione – e non vedevo l’ora di scoprire questa corsa. Ne avevo sentito parlare molto bene. Oggi è stata la prima tappa buona per me. Non vinco molto spesso: è solo la mia terza vittoria da professionista, quindi è fantastico (diventate quattro con la generale della Vuelta a Burgos, ndr). Venivo da un periodo di allenamento molto intenso e, tornando a correre, mi sono sentito davvero bene.
«Soprattutto nella parte centrale della corsa è stato imposto un ritmo elevato su strade tortuose e ventose. Mi sentivo bene e la mia squadra ha fatto un ottimo lavoro per tenermi al sicuro e permettermi di risparmiare energie. Inoltre, nel tratto finale, avevo sempre qualcuno della squadra vicino e ho provato ad attaccare un paio di volte. Poi sono riuscito a fare la differenza nel finale».


Altro podio?
Felix è stato a lungo in ritiro in quota. Noi possiamo dirvi che già prima del Tour avevamo chiesto di fare un’intervista con lui, ma ci è stata negata perché lo stesso Gall era concentratissimo su quello che stava facendo. I risultati si sono visti. A maggio Felix disse di essere nella forma della vita. E infatti a Roma fu secondo solo a Jonas Vingegaard. Quel podio gli ha dato sicurezza e consapevolezza. In più è cresciuta la squadra attorno a lui. I risultati si vedono e non è finita qui.
«Ho acquisito molta fiducia in questa settimana – ha detto Gall dopo il finale della Vuelta Burgos – ora mi aspettano alcuni giorni di relax a casa e poi sarà già tempo di Vuelta».
In Spagna troverà sulla sua strada un certo Tadej Pogacar e contro di lui, si sa, c’è poco da fare. Ma per il resto potrebbe trovarsi a vivere tre settimane come in Italia. Cambierebbe solo che al posto di Vingegaard ci sarebbe Tadej. Di Primoz Roglic, dopo l’incidente d’auto della scorsa settimana, è addirittura in dubbio la presenza. João Almeida avrà Pogacar come capitano. Isaac Del Toro non ci sarà, così come Paul Seixas, Jonas Vingegaard e Jai Hindley.


Gall, stabile tra i big
In un’era così particolare, riuscire a cogliere, o anche solo avere la concreta consapevolezza di poterlo fare, due podi nella stessa stagione in altrettanti Grandi Giri disputati non è cosa da poco. Significa stabilirsi nel gotha del ciclismo che conta.
Gall, tanto per dire, era l’unico corridore della top 10 del ranking UCI a non essere stato al Tour de France (oltre a Wout Van Aert, ma non per scelta).
Si sta dunque ritagliando spazi importanti. La Decathlon, almeno per questa Vuelta, crede in lui. Sa che Gall può offrire garanzie e anche la squadra che avrà a disposizione non sarà debole. Anzi.
Abbiamo detto almeno per questa Vuelta. Dal prossimo anno, infatti, è probabile che Felix faccia rotta sulla Lidl-Trek, che ha manifestato un certo interesse nei suoi confronti. Il contratto di Gall è in scadenza a fine anno e, magari con Seixas che ancora non ha sciolto le riserve, Felix vorrebbe avere maggiore carta bianca. Anche se nella Lidl-Trek ci sarebbe comunque Juan Ayuso, altra presenza mica da poco.
Vedremo… Intanto c’è la Vuelta e Felix Gall vuol farla alla grande, come il Giro.