L’estate di Alessandro Borgo si accenderà nei prossimi giorni quando scatterà da Gdynia il Tour de Pologne e inizierà così la seconda parte di stagione del corridore veneto. Al primo anno nel WorldTour con il Team Bahrain Victorious, Alessandro Borgo sta imparando cosa vuol dire diventare grande e correre con obiettivi chiari e definiti. Anche negli anni del devo team era abituato a lavorare con programmi e tabelle, ma quando si diventa professionisti c’è un passo successivo da fare. Che spesso può essere più mentale che fisico.
Il mese di luglio di Alessandro Borgo è passato con in testa proprio questo, allenarsi e prepararsi al meglio per arrivare pronto alla seconda metà di stagione. Per farlo è andato in altura insieme al team, per due settimane la Bahrain Victorious ha pedalato sulle strade di Serre Chevalier Briancon nei giorni in cui sulle strade alpine andavano in scena i capitoli finali del Tour de France.


Assaporare la Grande Boucle
Da Briancon e dai suoi dintorni partono alcune delle principali salite delle alpi francesi, teatro di diverse sfide tra campioni e più di recente terreno di caccia del gruppo impegnato al Tour de France. Su queste strade i ragazzi del Team Bahrain Victorious si sono allenati, assistendo alla magia della Grande Boucle e dell’attesa dei tifosi.
«Non ero mai stato a pedalare da queste parti – racconta Borgo mentre si gode qualche giorno a casa – dormivano sul Col de Lautaret e ci allenavamo sulle salite intorno. Pedalare da quelle parti nei giorni del Tour è stato un modo per capire cosa vuol dire questa corsa per il pubblico. Siamo stati sul Galibier un paio di giorni prima del passaggio della corsa, vedere camper parcheggiati e bandiere mi ha fatto capire la grandezza di una corsa come il Tour».


Che effetto ha fatto passare su quelle strade fuori dalla corsa?
E’ stato qualcosa di diverso, ogni giorno sorpassavamo centinaia di tifosi che salivano su quelle strade in bici. Qualcuno ci incitava anche perché riconosceva la maglia del team visto che c’era anche Lenny Martinez in classifica. Avere un corridore francese che sta andando forte sulle strade di casa credo sia una cosa unica per i tifosi.
Per te cosa voleva dire allenarsi su quelle strade?
Prepararsi alla seconda parte di stagione con un bel blocco di lavoro, avevo già visto lo scorso anno che dopo un periodo di altura in estate la condizione era davvero ottima. L’obiettivo è trovare lo stesso colpo di pedale, se non addirittura migliore. La passata stagione mi ero allenato su salite lunghe prima del Tour de l’Avenir e avevo visto una crescita netta.


Riparti dal Tour de Pologne, poi?
Andrò al Renewi Tour in Belgio e la volontà è di arrivare in perfetta condizione per provare a fare del mio meglio e andare a mettermi ancora alla prova su quelle strade.
Dopo la vittoria al Gran Prix Criquielion si torna ancora al Nord, la squadra crede molto nelle tue possibilità?
Quella vittoria mi ha dato tanto morale e mi ha fatto capire che stiamo lavorando bene, nella direzione giusta. Non era una corsa WorldTour ma c’erano corridori di primo piano, come ad esempio Tim Merlier. Siamo usciti contenti dalla campagna primaverile, non ci sono stati risultati di spessore ma possiamo essere soddisfatti. Ho corso due Monumento e tante gare di categoria 1.1, 1.Pro e WorldTour.


Cosa cambia nel preparare le corse in Belgio in primavera ed estate?
In questo ritiro ho guardato di limare qualcosa sul peso, aspetto non principale durante l’inverno. Inoltre adesso abbiamo lavorato tanto sulle salite lunghe, visto che nella seconda parte di stagione avrò più gare con percorsi impegnativi. Il concetto è lo stesso con il quale mi sono allenato lo scorso anno in vista dell’Avenir. Infatti quest’anno in ritiro mi sono allenato con il gruppo degli scalatori…
Ti hanno tirato il collo?
Una giusta fatica, ho pedalato a ritmi più alti per riuscire a migliorare negli sforzi lunghi. Ho visto che con una buona base di endurance riesco a resistere su percorsi impegnativi, vorrei riuscire a dare il mio supporto a loro quando sarà necessario.
Un lavoro che fa parte della crescita?
Si è visto come gran parte del gruppo affronti le salite con una potenza media di 6 watt per chilo, di conseguenza l’asticella è quella se si vuole provare ad essere un corridore all rounder.


Sforzi che saranno poi utili?
Saranno importanti in vista delle corse successive, dovrei andare a correre anche a Montreal e Quebec e lì si corre a ritmi alti.
A inizio anno ti saresti aspettato di vincere una corsa alla prima stagione nel WorldTour?
A questo punto mi sa che forse sì (ride, ndr). Chiaramente non partivo con ambizioni di risultati, ma le prestazioni e la crescita hanno fatto tanto. Ora vorrei provare a mettermi ancora alla prova in corse di quel livello (1.1, ndr). Ma prima ci sono due impegni importanti come Polonia e Renewi Tour.