THONON-LES-BAINS (Francia) – La corsa alla maglia bianca si accende e prende ancora più vita sulla strada che porta da Evian-Les-Bains a Thonon-Les-Bains. Un percorso, quello della cronometro di ieri, che aveva già fatto parlare i corridori e gli addetti ai lavori da giorni prima. Tra i giovani che vogliono conquistare il simbolo del primato per la loro speciale classifica si guardava a tre nomi: Isaac Del Toro, Paul Seixas e Juan Ayuso. Ma una volta terminata la tappa la gara sembra riservata ai primi due.
Il messicano è chiamato a difendere la maglia bianca dall’attacco del francesino della Decathlon CMA CGM, mentre lo spagnolo della Lidl-Trek era pronto a giocarsi le sue carte su un terreno favorevole come quello della cronometro. 26,1 chilometri con un gran premio della montagna di seconda categoria, la Cote de Larringes, a fare da spartiacque tra chi può lottare per questa speciale classifica e chi invece dovrà ricalibrare gli obiettivi del suo Tour de France.




La difesa di Del Toro
Il messicano del UAE Team Emirates è stato l’ultimo a partire dei tre contendenti alla maglia bianca, ha lasciato la pedana di partenza alle ore 17,11. Del Toro è arrivato sul traguardo dopo 33’40” con un distacco di soli 5 secondi da Paul Seixas. Un prova solida quella del messicano, che al termine della cronometro si è fermato ben prima della zona riservata alla stampa e alle televisioni. Beve dalla bottiglietta che gli porge il massaggiatore e chiede subito notizie sulla prestazione del rivale francese. I segni della caduta, la stessa che ha causato il ritiro di Vingegaard, si vedono appena.
«Siamo soddisfatti della performance di questa cronometro – racconta in zona mista – perché sono riuscito a spingere bene. Sono felice di come ho reagito, la squadra mi sta sostenendo molto anche in gara. Ad essere sincero ho ancora un po’ di dolore al gluteo e alla parte bassa della schiena ma molto meglio rispetto a domenica e al giorno di riposo».
«La lotta per le posizioni e la maglia bianca – continua Del Toro – sarà davvero tosta, visto che siamo tutti abbastanza vicini. Oggi (ieri per chi legge, ndr) ci siamo distanziati leggermente (il riferimento è ad Ayuso che ha pagato un minuto dal messicano, ndr). Non dobbiamo comunque abbassare la guardia, fino all’ultimo giorno».
In casa UAE il general manager Mauro Gianetti ha fatto capire che la maglia bianca è un obiettivo importante. La squadra lavorerà per tenere il doppio primato in classifica, cercando di difendere entrambe le leadership.




La rincorsa di Seixas
Paul Seixas taglia il traguardo poco prima di Isaac Del Toro e guarda indietro, intorno a lui ci sono file di microfoni e di telecamere. Lui però si toglie il casco e dice poche parole a un membro della squadra, poi va via, sparendo nella direzione della zona mista. Il francesino spinto da un’intera Nazione continua a macinare chilometri e prestazioni di alto livello. Termina la sua cronometro al quarto posto, davanti a lui c’è uno scatenato Skjelmose e i due fenomeni: Tadej Pogacar e Remco Evenepoel.
«Credo che oggi mi trovi al posto giusto – ha detto Seixas – ho dato il massimo in questa cronometro. Si tratta una sfida sempre più mentale, ma l’inizio di questa terza settimana sta andando piuttosto bene. Ho recuperato cinque secondi su Del Toro e fisicamente mi sento ancora in forma, le gambe ci sono. Ovviamente è il mio primo Tour, non è facile, ma sto tenendo duro. Sono contento di quello che sto facendo e ogni giorno mi avvicino sempre di più a Parigi».




Il crollo di Ayuso
La cronometro di Juan Ayuso termina con lo spagnolo che sfreccia via, uno sguardo talmente indiavolato che attraversa la scura visiera del suo casco aerodinamico. Il tabellino recita un quindicesimo posto, a un minuto da Paul Seixas ed Isaac Del Toro. Non la prova contro il tempo che si sarebbe aspettato di portare a casa. Per questo quando arriva al camper del team si gira di spalle e sale sui rulli. Le gambe girano, probabilmente nella sua mente i pensieri girano ancora più velocemente.
Dal vestire la maglia bianca nella tappa di Belfort si è trovato a rincorrere a oltre due minuti di distanza da quello che era il suo obiettivo principale in questo Tour de France.
«La cronometro è andata semplicemente male – ha raccontato Ayuso – il podio si è allontanato, il distacco è abbastanza consistente. Alla fine l’obiettivo rimane salire sul podio (posizione che al momento porta anche alla maglia bianca visto che il terzo posto è occupato da Del Toro, ndr). Restano due giorni molto duri, oggi (ieri per chi legge, ndr) sono stato al di sotto del mio livello. Tutto però può cambiare in pochi secondi, dobbiamo rimanere concentrati e provarci».