Velocisti, Tour de France 2026, Tim Merlier

Il Tour de France dei velocisti: l’analisi di Martinello

17.07.2026
5 min
Salva

Tim Merlier trova la sua terza vittoria di tappa in questo Tour de France, lo fa sul traguardo Chalon-sur-Saone al termine di una volata ben più delineata rispetto a quella dell’altro giorno, vinta da Waerenskjold a Nevers. Il gruppo le ha provate tutte per far saltare il banco dei velocisti, ma oggi l’occasione era troppo ghiotta per lasciarla scivolare via. Volata è stata, con Jasper Philipsen che continua il suo periodo negativo nonostante la Alpecin-PremierTech abbia preso in mano la situazione all’ultimo chilometro. Il belga è rimbalzato una volta esposto al vento e per Merlier è stato fin troppo facile saltarlo

Silvio Martinello è la voce tecnica che ha accompagnato il pubblico di Rai Sport in questa volata e nelle tappe precedenti del Tour de France. Insieme a lui abbiamo analizzato lo sprint che ha premiato ancora Merlier e i suoi compagni. 

Jasper Philipsen, Tour de France 2026
Jasper Philipsen ha faticato a trovare la volata giusta in questo Tour de France
Jasper Philipsen, Tour de France 2026
Jasper Philipsen ha faticato a trovare la volata giusta in questo Tour de France

Philipsen spento

Alla flame rouge la Alpecin-PremierTech prende in mano la situazione con il treno pronta a lanciare Jasper Philipsen verso il suo riscatto, ma al momento di fare la volata qualcosa non funziona e il belga si trova ancora a raccogliere i cocci di un Tour stregato. 

«Penso che quello di Philipsen sia un problema di gambe – dice Martinello – non sembra essere nella condizione migliore. Un dettaglio non da poco se poi continua ad intestardirsi nel farsi lanciare in prima posizione. Inoltre Van Der Poel è un corridore eccezionale, ma se ti lascia scoperto a 250 o 300 metri la volata si fa ancora più lunga e difficile».

Merlier e Stuyven

Dall’altra parte c’è un Tim Merlier che può contare su un alleato del calibro di Jasper Stuyven che oltre alle grandi qualità atletiche ha anche una predominanza tattica non indifferente. Lo si era notato già al Giro d’Italia come Stuyven riuscisse a spostare gli equilibri in favore del velocista di riferimento. Alla corsa rosa toccò a Paul Magnier mentre alla Grande Boucle è la volta di Tim Merlier. 

«Merlier sta dimostrando di essere il miglior velocista di questo Tour de France – continua Silvio Martinello – ha vinto tre tappe sempre in maniera pulita. L’unica occasione sprecata è stata quella di Nevers due giorni fa. La sua squadra lavora al massimo e poi ha un alleato del calibro di Stuyven. Anche ieri lo ha portato fuori da una situazione difficile con una tirata magistrale, così come a Bordeaux. Dopo la partenza di Evenepoel, l’arrivo di Stuyven alla Soudal è un ritorno alle Classiche e a questo tipo di tappe».

Kooij e Girmay 

Alle spalle di Tim Merlier e Jasper Philipsen si sono contraddistinti Olav Kooij e Biniam Girmay, con il primo al suo esordio al Tour de France e già capace di vincere una tappa. L’eritreo invece ha collezionato diversi piazzamenti senza tuttavia brillare.

 «Quella della Decathlon CMA CGM – analizza Martinello – è stata una scelta coraggiosa e interessante. Il bilancio del suo primo Tour de France non può che essere positivo, soprattutto grazie alla vittoria di tappa conquistata a Pau. Per il resto ci sono stati due momenti in cui avrebbe potuto raccogliere qualcosa in più, in particolare a Nevers. Lì non ha seguito Cees Bol, altrimenti avrebbe vinto per distacco.

«Girmay – al contrario – prosegue – ha trovato sempre qualcuno di più veloce, non è mai riuscito a tirare fuori la testa. La squadra lo supporta bene, premesso che gli uomini migliori a supporto ce li hanno Alpecin e XDS Astana. Solo che con il passare delle tappe diventa difficile fare la differenza».

Mads Pedersen, Tour de France 2026, Lidl-Trek
Mads Pedersen è lanciato verso la conquista della maglia verde
Mads Pedersen, Tour de France 2026, Lidl-Trek
Mads Pedersen è lanciato verso la conquista della maglia verde

Maglia verde

Il simbolo del primato per i velocisti, che contraddistingue il leader della classifica è saldamente in mano a Mads Pedersen, il quale non ha brillato nelle volate, ma ha una qualità superiore che gli permette di raccogliere punti anche in tappe dove i velocisti puri alzano bandiera bianca. La Lidl-Trek ha già assaggiato il gusto amaro dell’assenza di Stuyven durante il Giro. E’ così che, probabilmente, la squadra tedesca potrebbe aver deciso di giocare un ruolo secondario nelle volate. 

«Hanno provato a cambiare il regolamento dei punti nelle volate – conclude Martinello – ma Pedersen è un martello capace di resistere anche in tappe impegnative. Credo sia il favorito per la maglia verde, soprattutto perché a mio avviso le occasioni per i velocisti sono finite. Rimane Parigi, ma il percorso è impegnativo. Per tutti tranne che per Pedersen, che potrà dire la sua anche nella tappa conclusiva».