Maratona dles Dolomites 2026, Vincenzo Nibali, Fabio Aru, Jorge Echevarria, Valerio Agnoli

Il nuovo Agnoli, una bella storia di amicizia, famiglia e lavoro

11.07.2026
7 min
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Valerio Agnoli stamattina era a Fiuggi per la corsa di suo figlio Luis Leon, che ha 10 anni e corre da G4. Nessuna pressione da parte dell’ex corridore ciociaro, che quando si parla dell’attività sportiva di suo figlio sta sempre un passo indietro per evitare di risultare invadente per il bimbo che ha una passione sconfinata per Pogacar. Più attento semmai è lo zio Vincenzo, che zio non è, ma ugualmente in certi giorni si mette lì e lo riempie di consigli.

«E’ venuto al Meeting dei Giovanissimi – racconta Agnoli –  si è messo là, ha visto la gara e subito dopo si è seduto insieme a lui. Si è messo a spiegargli come aveva fatto la volata, perché ha fatto secondo per tre centimetri. Gli ha spiegato che cosa eventualmente avrebbe potuto fare meglio. Gli ha comprato le ruote e le scarpe di Pogi. Tutte cose che io non faccio, io al massimo lo accompagno alle gare, lui invece si è invaghito della situazione.

«Negli ultimi anni Vincenzo si è dimostrato un vero fratello. Ha saputo darmi consigli, stimolarmi e più di qualche volta mi ha portato a riflettere. E’ fatto a modo suo, perché Vincenzo va capito. Facciamo delle cose insieme, siamo stati insieme alla Maratona delle Dolomiti, l’unica scocciatura – dice e scoppia a ridere – è che mi abita di fronte, quindi per forza di cose, mi tocca subirlo, che cosa ci posso fare? Mi pare che sia arrivato stanotte all’una, speriamo che domani non voglia uscire in bici…».

Lus Leon Agnoli corre attualmente da G4 in una squadra della provincia di Fiuggi
Luis Leon Agnoli corre attualmente da G4 nel Team Nereggi-Coratti, una piccola squadra nella zona di Fiuggi
Lus Leon Agnoli corre attualmente da G4 in una squadra della provincia di Fiuggi
Luis Leon Agnoli corre attualmente da G4 nel Team Nereggi-Coratti, una piccola squadra nella zona di Fiuggi

Ritorno alla XS

Vincenzo è ovviamente Nibali ed è stato Valerio – assieme a sua moglie Giovanna – a fargli conoscere Rachele. Questa idea di sentire cosa stesse facendo Valerio Agnoli è nata proprio vedendo le foto di loro due assieme e osservando il cambiamento del laziale. Perché Agnoli negli ultimi mesi ha dato una svolta alla sua vita per riprendersi quello che era e a sentirlo parlare si percepisce la sensazione di benessere e soddisfazione.

«Dal 16 dicembre – racconta – ho perso 23 chili. Inizialmente ho fatto una dieta chetogenica e sono stato perfetto nel seguirla. Noi corridori conosciamo il senso della fame, quindi fondamentalmente non ho fatto sacrifici: per me è stato un ritorno alla normalità. Però quando passi da una taglia L alla XS, godi davvero e ti rivedi in quello che eri. Mi dava fastidio che quando andavo in giro la gente facesse le solite battutine sul fatto che avessi messo su qualche chilo. Purtroppo le persone non capiscono cosa succede quando smetti di correre.

«Adesso sto bene, invece Vincenzo ha storto il naso, dice che sono troppo magro. E io gli ho risposto che mi sono rimesso in linea anche per quando facciamo delle cose insieme e non può avere accanto qualcuno che non sia presentabile. Alla fine noi ex-corridori siamo l’immagine di noi stessi e il nostro aspetto è il primo biglietto da visita».

Alla 24 Ore Feltre Connection, Agnoli ha corso con il team C'è dDa Fare di Paolo Kessisoglu
Alla 24 Ore Feltre Connection, Agnoli ha corso con il team C’è Da Fare di Paolo Kessisoglu
Alla 24 Ore Feltre Connection, Agnoli ha corso con il team C'è Da Fare di Paolo Kessisoglu
Alla 24 Ore Feltre Connection, Agnoli ha corso con il team C’è Da Fare di Paolo Kessisoglu

Gli studi alla Bocconi

Ha portato a Basso e Contador la sponsorizzazione di Malta. Lo abbiamo visto introdurre il ciclismo in Vaticano, dove poche settimane fa ha portato Vinokourov. E’ sempre attivo sul suo territorio. Che cosa fa oggi Valerio Agnoli? In sottofondo si sente il rumore di un bar, la giornata è agli inizi e promette di essere nuovamente molto calda.

«Fondamentalmente giro il mondo – spiega – per cercare opportunità di sponsorizzazioni e collaborazioni all’interno del mondo ciclistico professionistico. Mi rendo conto che non ho doti da direttore sportivo o da coach, però sono abbastanza bravo nelle pubbliche relazioni e in questo mi sono specializzato. Durante il Covid ho studiato alla Bocconi Sport Marketing & Sponsorship, in modo da avere in mano un pezzo di carta per dimostrare che quello che faccio non è una mia invenzione.

«Non è facile andare in una multinazionale e chiedere milioni. Quando però cominciano a vedere i risultati e capiscono che la gente tifa per una squadra che porta il nome del loro brand, allora iniziano a capire l’opportunità. Ci sono delle attività su cui il nostro mondo potrebbe investire per guadagnare di più. Non c’è merchandising, non c’è attività di experience. Chi lavora molto bene è Andrea Agostini alla UAE Emirates. Ho conosciuto meglio anche Gianetti: hanno creato un ambiente professionale in cui è bello lavorare».

Il Turismo delle Radici è un programma del Governo pensato per gli italiani residenti all'estero. Qui il ministro Tajani
Il Turismo delle Radici è un programma del Governo pensato per gli italiani residenti all’estero. Qui il ministro Tajani e anche Beppe Incocciati

L’impegno sul territorio

Leggendolo in questa chiave, il ciclismo è un ottimo modo anche per raccontare i territori e ad Agnoli va riconosciuto di aver prestato la propria immagine per l’area di Fiuggi quando anni fa si decise di investire sul turismo lento.

«Con la Regione Lazio – ricorda – facemmo dei video promozionali post-Covid, mentre ora stanno lavorando per costruire una ciclabile sterrata e molto bella sul lago di Canterno e il progetto lo sta portando avanti Beppe Incocciati, l’ex calciatore che è Presidente dell’Ente Parco Naturale Regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi.

«Invece martedì con Vincenzo faremo dei video per la Farnesina, inerenti alla promozione del Turismo delle Radici, su cui il Governo sta investendo, vedendo nel ciclismo una grande opportunità. Incocciati abita a tre chilometri da casa mia, a volte andiamo anche in bicicletta insieme».

Volo di andata verso il Giro de Rigo: Nibali, Aru e Agnoli
Volo di andata verso il Giro de Rigo: Nibali, Aru e Agnoli
Volo di andata verso il Giro de Rigo: Nibali, Aru e Agnoli
Volo di andata verso il Giro de Rigo: Nibali, Aru e Agnoli

La svolta in Colombia

In tutta questa storia di affari e l’amicizia con Vincenzo Nibali, la bicicletta resta una presenza discreta nella vita di Agnoli che se non altro, alla luce della ritrovata leggerezza, riesce a godersela ben di più di quanto gli capitasse lo scorso anno.

«Siamo andati a fare la Maratona delle Dolomiti – ride – solo che a metà Valparola gli ho chiesto di darmi due o tre gel, perché avevo i crampi anche alle orecchie. Sono onesto, in bici ci vado, ma farò due ore, due orette e mezzo al massimo. Era dal 2019 che non facevo 3.000 metri di dislivello. Ringrazio Madre Natura per la predisposizione, ma forse ho chiesto troppo. Invece a novembre, quando ancora pesavo quasi 90 chili, sono andato sempre con Vincenzo a fare la granfondo di Uran a Medellin.

«Non avevo mai visto 15 mila ciclisti vestiti tutti allo stesso modo. La sicurezza a prova di bomba, tutto perfetto. Dopo l’arrivo 15-20 minuti di massaggio per tutti, grazie a 150 fisioterapisti. In gara c’erano Rigo, ma anche Bernal e Oscar Sevilla. E appena hanno abbassato la bandierina, si sono messi a 50 all’ora e io ho pensato che sarei morto. Abbiamo fatto 150-160 chilometri con 1.600 metri di dislivello, però è stata un’agonia, non arrivavo più al traguardo. Ho trascinato il mio corpo e a quel punto mi sono detto basta e mi sono rimboccato le maniche».

Il piccolo Agnoli è tifosissimo di Pogacar: quando il Giuro ha fatto tappa a Roma, l'incontro è stato il regalo più bello
Il piccolo Agnoli è tifosissimo di Pogacar: quando il Giro 2024 ha fatto tappa a Roma, l’incontro è stato il regalo più bello
Il piccolo Agnoli è tifosissimo di Pogacar: quando il Giuro ha fatto tappa a Roma, l'incontro è stato il regalo più bello
Il piccolo Agnoli è tifosissimo di Pogacar: quando il Giro 2024 ha fatto tappa a Roma, l’incontro è stato il regalo più bello

Un figlio corridore

E’ tempo di andare alla gara di Luis Leon e lo lasciamo con una provocazione legata proprio a suo figlio. Sono tanti gli ex corridori che mettono le mani avanti e si augurano per i figli una vita lontana dalle due ruote.

«Con mia moglie ne abbiamo parlato – riflette Agnoli – ma alla fine ha scelto lui. Io non ho messo bocca, perché nella mia vita sportiva ho avuto tutto e non sono di quelli che cerca realizzazione nel figlio. Sto sempre da parte, lo accompagno e con Vincenzo aiutiamo la squadra del paese, il Team Nereggi-Coratti. La bici è dura, ma lui è convinto. L’altro giorno mi ha chiesto di uscire insieme e di portarlo a fare una salita, perché con la squadra si allenano due volte a settimana in un parcheggio. Così siamo andati su una salitella dietro casa e di colpo mi ha chiesto se fosse come il Tourmalet.

«Io gli ho detto che un po’ gli somigliava, ma sul momento non ci ho pensato. Poi quando nel pomeriggio sono tornato a casa, ho visto che il Tour faceva il Tourmalet e Pogacar ha fatto il vuoto. Nella sua camera ha il plaid di Tadej, il cuscino di Tadej… E’ malato di Pogacar. Passa delle ore a guardarlo su YouTube e il bello è che certi video tocca guardarli anche a noi. Però è bello vedere le passioni che crescono in un bambino. Sono felice di quello che fa, ma gli ho detto che io non gli chiedo nulla e inizierò semmai ad aiutarlo quando si tratterà di fare sul serio…».