Martina Alzini sui Pirenei ha conquistato la sua quarta vittoria in maglia Cofidis, la prima in una corsa ProSeries

Alzini, la vittoria sui Pirenei e ora il sogno azzurro (su strada)

29.06.2026
6 min
Salva

L’avevamo lasciata tre mesi fa con una volata quasi perfetta e troppo beffarda alla Midwest Cycling Classic, stavolta ritroviamo Martina Alzini a raccontarci lo sprint vincente al Tour Féminin des Pyrénées. Una velocista come lei che mette il proprio sigillo in una corsa di montagna – in una località dove ci ha trionfato un giovane Eddy Merckx – è sinonimo di crescita più mentale che fisica, senza tralasciare il ruolo della squadra.

Contestualizzare è la parola chiave quando chiacchieriamo con Alzini, che ama sempre spiegarci cosa c’è dietro ad ogni suo momento bello o brutto. Ormai abbiamo raggiunto questo privilegio accorgendoci che non c’è nulla di scontato in certe situazioni. Il campionato italiano di ieri (conquistato da Longo Borghini) è stato un avvicinamento verso i prossimi appuntamenti nei quali la milanese della Cofidis (e del Centro Sportivo Esercito) vuole ritagliarsi un ruolo importante alzando ulteriormente il proprio livello.

Sul traguardo di Mourenx sui Pirenei prima di Alzini ci avevano vinto solo Raymond nel 1970 e Merckx nel 1969, entrambi al Tour
Sul traguardo di Mourenx sui Pirenei prima di Alzini ci avevano vinto solo Raymond nel 1970 e Merckx nel 1969, entrambi al Tour
Sul traguardo di Mourenx sui Pirenei prima di Alzini ci avevano vinto solo Raymond nel 1970 e Merckx nel 1969, entrambi al Tour
Sul traguardo di Mourenx sui Pirenei prima di Alzini ci avevano vinto solo Raymond nel 1970 e Merckx nel 1969, entrambi al Tour
Martina facciamo un salto di due settimane. Che tipo di volata è stata quella a Mourenx?

Sicuramente il risultato è stato migliore dello sprint alla Midwest Cycling Classic, ma se permettete vorrei prima spiegarvi cosa c’è stato dietro. Era da un mese che la squadra valutava la mia partecipazione alla gara sapendo la durezza della seconda e terza tappa. Tuttavia i miei tecnici sapevano anche che la prima frazione, seppur impegnativa, sarebbe stata molto adatta alle mie caratteristiche. Sapevano che avrei potuto superare i punti più difficili ed essere competitiva nel finale.

Merito tuo o della squadra questa vittoria?

Potrei dire metà e metà, ma è la squadra che ti porta a centrare certi risultati. Fin prima della partenza le mie compagne erano motivate a fare bene e correre per me. La fiducia attorno a sé conta molto. Nadia (Quagliotto, ndr) mi ha aiutata a restare col gruppo di testa dove c’erano le salite più dure per me, poi Burlova ha fatto uno dei lead out migliori di tutta la stagione. Lei ha tirato dritto nel finale, superando alcune rotonde come una moto ed io mi sono fidata di lei. Anzi, lì ho capito che avrei potuto vincere nonostante un bel problema.

Alzini con la maglia di leader assieme a Bego poco prima della seconda tappa. Buon umore sempre alto in squadra (foto jolypics)
Alzini con la maglia di leader assieme a Bego poco prima della seconda tappa. Buon umore sempre alto in squadra (foto jolypics)
Alzini con la maglia di leader assieme a Bego poco prima della seconda tappa. Buon umore sempre alto in squadra (foto jolypics)
Alzini con la maglia di leader assieme a Bego poco prima della seconda tappa. Buon umore sempre alto in squadra (foto jolypics)
Racconta pure.

Proprio mentre seguivo Kristyna in quei frangenti, ho avuto un salto di catena e ho perso la pedalata. Per qualche lungo secondo, mentre stavo riportando la catena sul rapporto giusto, mi hanno superato i treni di altre squadre. Negli sprint ho capito che non devi pensare troppo e devi mantenere calma e lucidità. Non appena ho ripreso la pedalata piena, ho lanciato la mia volata all’esterno e sono uscita forte. Sono contenta non solo per la vittoria in sè, ma perché in passato in una situazione del genere mi sarei fatta prendere dal panico e non avrei combinato nulla.

A cosa è dovuto questo step mentale?

Tutti i miei migliori amici che sono nel mondo del ciclismo e con i quali lavoro o ho lavorato assieme in passato, dicono che vedono un’altra Martina, più cresciuta. E meno male, ho quasi trent’anni (dice ridendo, ndr)! Battute a parte, penso che la brutta caduta dell’anno scorso mi abbia trasmesso più determinazione e motivazione. E in gara cerco di restare serena. Poi con le compagne, specie le più giovani di me, mi trovo molto bene e questo aiuta. Anche la squadra è contenta di questa situazione.

Al recente campionato italiano Alzini ha corso con la maglia del Centro Sportivo Esercito, per cui è tesserata
Al campionato italiano di ieri a Pordenone, Alzini ha corso con la maglia del Centro Sportivo Esercito, per cui è tesserata
Al recente campionato italiano Alzini ha corso con la maglia del Centro Sportivo Esercito, per cui è tesserata
Al campionato italiano di ieri a Pordenone, Alzini ha corso con la maglia del Centro Sportivo Esercito, per cui è tesserata
Per ciò che ci hai raccontato, saresti stata contenta anche se non avessi vinto?

Sì, dico la verità e senza bisogno di vergognarmi. Quando faccio un’intervista cerco sempre di lasciare un messaggio ai lettori o alle più giovani. In un ciclismo esasperato come quello attuale dove si guarda solo il risultato, io osservo i piccoli passi in avanti che faccio. O che fanno amiche o avversarie. Alla prima tappa del UAE Tour ho fatto quinta in una volata dominata da Wiebes e per me era la prima top 5 in una corsa WorldTour. Così come questo sui Pirenei è stato il primo podio, o successo se preferite, in una gara ProSeries.

Domanda lampo: è la tua vittoria più importante?

Se pensiamo ad una velocista che vince sui Pirenei, allora vi dico che nel mio piccolo è sicuramente la più prestigiosa. Credo però di essere ancora molto legata alla mia prima vittoria, quella al Bretagne Ladies Tour nel 2022, che era anche la prima vittoria in assoluto di Cofidis col team femminile.

Ti senti a tuo agio in questo ciclismo?

Credo di essere una perfetta interprete di ciò che dice adesso il ciclismo. Non è così facile come si pensa, tutto va contestualizzato, anche per quelle che vanno più forte di me. Sui Pirenei mi sono goduta il momento, però ho patito nelle altre due tappe e alla fine la maglia verde è stato giusto che l’abbia conquistata la “Ventu” (Federica Venturelli, seconda dietro Alzini e sua compagna nel quartetto in pista, ndr).

Per una verde sfumata (vinta poi da Venturelli), Alzini ora vorrebbe guadagnarsi una azzurra su strada (foto Fabien Lenfant/DirectVelo)
Per una verde sfumata (vinta poi da Venturelli), Alzini ora vorrebbe guadagnarsi una maglia azzurra su strada (foto Fabien Lenfant/DirectVelo)
Per una verde sfumata (vinta poi da Venturelli), Alzini ora vorrebbe guadagnarsi una azzurra su strada (foto Fabien Lenfant/DirectVelo)
Per una verde sfumata (vinta poi da Venturelli), Alzini ora vorrebbe guadagnarsi una maglia azzurra su strada (foto Fabien Lenfant/DirectVelo)
Invece, visto come va ogni tanto il ciclismo, Martina Alzini ha mai pensato di cambiare il suo modo di correre in gare meno adatte a lei?

Intendete andare in fuga in tappe di montagna vera o gare molto mosse? Vi dirò che a me piace il ciclismo a cuore aperto, dove si attacca da lontano sapendo di essere riprese o magari di arrivare fino in fondo. Tuttavia mi adatto al ciclismo moderno e alle tattiche di squadra, ma soprattutto mi adeguo anche alla preparazione e alla preparazione che si ha in quel momento.

Che cosa intendi?

Negli ultimi due anni ho corso poche gare a tappe e solo Vuelta e Giro tra quelle più importanti. Questo ti può permettere di cambiare il modo di correre, recuperare e provarci i giorni successivi. Quest’anno ad esempio sto capendo quanto siano validi per me micro cicli di riposo per fare meglio al rientro.

Calendario e obiettivi cosa dicono per te da qui in avanti?

Disputerò la Volta a Portugal dove vogliamo fare bene con la Cofidis, poi farò qualche gara in Belgio. Punto anche ai campionati italiani in pista a fine luglio, così come ad andare ai mondiali in pista a ottobre. Sullo sfondo mi piacerebbe guadagnarmi una maglia azzurra su strada, sarebbe un onore indossarla. A fine agosto ci sono i Giochi del Mediterraneo e voglio dare il meglio di me per cercare una convocazione.