Campionato italiano donne elite/U23, Pordenone, 2026, Monica Trinca Colonel, Elisa Longo Borghini, Elisa Balsamo

Longo Borghini, il settimo sigillo e il valore del tricolore

28.06.2026
5 min
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Sette volte in maglia tricolore. Scherzando con Elisa Longo Borghini viene facile dirle che c’è un solo giorno all’anno in cui la si vede correre con la maglia del club ed è proprio quello del campionato italiano. E prima neanche quello: finché correva con la Polizia, quello era il solo giorno in cui era tenuta a indossare la maglia del gruppo sportivo.

La strada verso casa è lunga, da Pordenone a Ornavasso ci sono quasi 450 chilometri. Quindi ci sarà il tempo per un paio di giorni di riposo e visite parenti e poi sarà la volta di chiudere un’altra valigia e partire per il classico ritiro di Passo San Pellegrino, dove resterà dal 2 al 23 luglio preparando il Tour de France. La maglia tricolore è nel bagagliaio, di fatto è come se non se ne fosse mai andata. Ti conveniva fartela spedire, le diciamo con un sorriso…

«No, la maglia tricolore va conquistata – risponde seria – per me ha sempre rappresentato qualcosa di particolare e importante. Credo che sia un onore poterla portare in giro per un anno e rappresentare i colori del tuo Paese, la tua bandiera in giro per il mondo. Non do mai per scontata nessuna vittoria del campionato italiano. Anche se le persone iniziano a dire che tanto si sa già come va a finire, vincere non è mai semplice. E ogni vittoria, soprattutto in un campionato italiano, è una gioia diversa da tutte le altre».

Dopo il lavoro di Persico e di tutto il UAE Team ADQ, alla terza scalata del Castello di Caneva è arrivato l'affondo di Longo Borghini
Dopo il lavoro di Persico e di tutto il UAE Team ADQ, alla terza scalata del Castello di Caneva è arrivato l’affondo di Longo Borghini
Dopo il lavoro di Persico e di tutto il UAE Team ADQ, alla terza scalata del Castello di Caneva è arrivato l'affondo di Longo Borghini
Dopo il lavoro di Persico e di tutto il UAE Team ADQ, alla terza scalata del Castello di Caneva è arrivato l’affondo di Longo Borghini

Un caldo senza senso

Per permetterle di vincere il settimo tricolore il UAE Team ADQ ha messo in atto la stessa strategia che le avrebbe permesso di vincere una grande classica. Quando le compagne hanno finito di martellare il gruppo, a lei è restata la parte che meglio le riesce: scattare e fare il vuoto.

«La discriminante maggiore oggi – spiega Longo Borghini – è stato il caldo, un caldo senza senso. Si vedeva che chiunque cercasse di andare in fuga, dopo un po’ tornava indietro da sola proprio per il caldo. Anche la mia azione è stata difficile, ma sono stata bene. Il momento difficile è arrivato nel finale, quando ho iniziato ad accusare un po’ di fatica e poi sentivo veramente molto caldo.

«Gli ultimi 25 chilometri sono stati molto duri perché comunque erano prevalentemente dei drittoni, dove c’era solo da spingere per cui ho provato a gestirmi bene e sono riuscita ad arrivare. Ho sudato veramente sette camicie (una per ogni maglia tricolore, ora Elisa ride, ndr) e dopo l’arrivo mi sono bagnata da testa a piedi perché era caldissimo».

Il piano A e il piano B

Anche nelle interviste televisive Longo Borghini ha ringraziato le compagne, che hanno creduto in lei e l’hanno portata nel modo migliore fino al momento dell’attacco.

«Noi siamo partite per vincere – spiega – e avevamo un piano A e un piano B, perché il campionato italiano va onorato. Tante ragazze hanno provato a fare le cicliste e non ci sono riuscite, per questo noi che siamo professioniste abbiamo il dovere di partecipare al campionato italiano. E confermo che le mie compagne hanno fatto un lavoro eccelso. Ieri sera avevamo pianificato come correre perché volevamo vincere.

«E se non fosse toccato a me, perché la salita del Castello di Caneva non era poi così dura, avrei aiutato una mia compagn. Avremmo corso per isolare Elisa Balsamo e le velociste, era questo il piano B, e avremmo fatto la corsa per Eleonora Gasparrini».

Longo Borghini e Gasparrini, prima e quinta: festa grande in UAE
Longo Borghini e Gasparrini, prima e quinta: festa grande in UAE. Eleonora sarebbe stata la carta del team in caso di volata
Longo Borghini e Gasparrini, prima e quinta: festa grande in UAE. Eleonora sarebbe stata la seconda carta del team in caso di volata
Longo Borghini e Gasparrini, prima e quinta: festa grande in UAE. Eleonora sarebbe stata la carta del team in caso di volata

Dedica alla squadra

Il campionato italiano, come tutte le gare secche che assegnano un titolo, è una corsa a sé. E poi non c’era certezza che Elisa avrebbe risposto così bene al caldo: il passaggio a vuoto al Tour de Suisse sarebbe potuto rimanere come un tarlo nel cervello, invece non ha lasciato traccia e il suo attacco è stato come al solito preciso e irresistibile. La risposta di Letizia Paternoster è apparsa sorprendente per qualche centinaia di metri, poi alle sue spalle è rimasta soltanto Monica Trinca Colonel, che ha tagliato il traguardo in seconda posizione.

«Le maglie tricolori non le avevo tolte dai cassetti – sorride Longo Borghini – perché non si sa mai. E’ una gara che può andare in tanti modi diversi, anche i meno prevedibili. Per questo ho dato tutto, ma ero pronta anche a lavorare per una compagna di squadra. Però loro sono state eccezionali ed è per questo che la dedica di questa settima maglia tricolore è per la squadra, senza il loro aiuto oggi non sarei riuscita a vincere».

Fra le U23 si è ripetuta la vittoria di Ciabocco, che ha preceduto Silo e Segato
Fra le U23 si è ripetuta la vittoria di Ciabocco, che ha preceduto Silo e Segato
Fra le U23 si è ripetuta la vittoria di Ciabocco, che ha preceduto Silo e Segato

Ciabocco tricolore U23

Dopo il podio di Eleonora Ciabocco che al pari dello scorso anno ha conquistato il tricolore delle U23, Pordenone torna lentamente alla normalità della torrida estate. A Piancavallo, che guarda la città da nord, neanche un mese fa, Jonas Vingegaard ha conquistato l’ultimo arrivo in salita del Giro d’Italia. Il Friuli Venezia Giulia e in questo caso gli organizzatori della Libertas Ceresetto incassano i meritati applausi.

Un ultimo saluto a Longo Borghini, lanciata lungo l’autostrada, e già la mente corre alla sfida francese. Sarà questo l’anno giusto per lasciare la firma tricolore sull’ultimo podio, giusto trent’anni dopo quella di Fabiana Luperini?