Prima anche sul traguardo di Buja, a casa del compagno di Lidl-Trek che ieri ha sbancato Roma nel Giro degli uomini, Elisa Balsamo centra la seconda vittoria in due giorni e sembra rinata. E se si pensa che la squalifica di Lorena Wiebes le abbia reso la vita più facile, forse non si coglie che Elisa per prima avrebbe preferito provare a batterla sul campo. Sul traguardo di oggi, in cima a uno strappo per niente facile, il confronto sarebbe stato magistrale.




Uno scossone fra le big
La tappa si stava mettendo male. La salita di Montenars ha chiamato in avanscoperta le donne di classifica e quando si muovono Vollering, Van der Breggen, Longo Borghini e Reusser, per le velociste il gioco si fa improvvisamente durissimo. Invece questa volta il gruppo è rientrato e nello sprint a ranghi ristretti, Balsamo è stata bravissima a scegliere il tempo e imporre il suo spunto veloce.
«Allora, sono sincera – dice con la proverbiale trasparenza – quando sono venuta a fare la recon, in realtà il file GPX dava il finale un pochino più avanti, quindi io pensavo che dopo il pezzettino in cui spianava, l’arrivo fosse 200 metri oltre. Quando invece siamo passate la prima volta sull’arrivo, mi sono subito resa conto di questa piccola differenza e ho capito che dovevo tenere sul pezzo duro e poi lanciare la volata dopo i 150 metri, perché avrei fatto la differenza nel breve tratto meno ripido».


Hai avuto paura che l’attacco da lontano ti avrebbe impedito di rientrare?
Sapevo che i chilometri dopo la salita erano piatti – spiega Balsamo – quindi che ci sarebbe stata la possibilità di rientrare. Ovviamente non avevo la certezza, però so sempre che rimanere in un gruppetto è una cosa positiva. La squadra ha fatto un lavoro fantastico, hanno lavorato tutto il giorno per cercare di tenere sotto controllo la fuga. Siamo state anche un po’ sfortunate perché Lucinda (Brand, ndr) è caduta poco prima dell’inizio del GPM però è riuscita a rientrare. Abbiamo preso la salita davanti e poi anche Fisher-Black e Holmgren, che sono qui per fare la classifica generale, mi hanno aiutato nel finale. Quindi devo ringraziarle tutte.
Il morale è la chiave: ne dà più la maglia rosa o più la vittoria di tappa?
Devo dire che ieri ne ha dato di più la vittoria di tappa perché mi mancava alzare le braccia al cielo (Elisa Balsamo non vinceva dal 14 giugno 2025 al Giro di Svizzera, ndr). Oggi forse entrambe. Però avendo già ottenuto una vittoria di tappa, forse ero più concentrata a cercare di mantenere la maglia.


Come stai vivendo questi giorni da leader? Senti anche un’attenzione diversa da parte del pubblico?
Sia ieri che oggi c’era tantissimo pubblico ed è una cosa bellissima. Io devo sempre ridere sinceramente, perché sento sempre l’incitamento: “Vai Elisa, vai Elisa”, poi tante volte mi giro e vedo di fianco a me la Longo. Quindi non so se tifano per me o per lei, ma io lo prendo come tifassero per me.
Domani è una giornata molto complicata, hai fatto anche la recon della crono di Nevegal?
Sinceramente mi viene già da ridere – Balsamo ride davvero – io detesto le cronometro. Non mi piace stare da sola e per di più quella di Nevegal è pure in salita, quindi veramente la ciliegina sulla torta. Ovviamente darò il massimo e so benissimo che non potrò tenere la maglia, quindi adesso cercheremo di fare le migliori valutazioni con la squadra, anche per cercare di non andare troppo oltre il limite. Ci sono ancora tante tappe e altre opportunità e magari dovrò anche aiutare le mie compagne quando arriveranno le giornate più dure. Per cui la crono cercheremo di gestirla al meglio.