Giro d'Italia 2026, Piancavallo, Jonas Vingegaard

Piancavallo, la lotta degli umani alle spalle del danese

30.05.2026
6 min
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PIANCAVALLO (PN) – «Volevo vincere la tappa – dice Vingegaard – e coronare l’ottimo lavoro svolto dai miei compagni di squadra. E’ stato speciale aver corso indossando questa maglia, perché è stato bello onorare tutte le vittime del terremoto di cinquant’anni fa. Non avevo in programma di attaccare così presto, ma Kuss non aveva grandi gambe e allora abbiamo rivisto i piani».

,“Il Friuli ringrazia e non dimentica”. Indossando la maglia rosa con questa scritta sul petto e sulla schiena, Jonas Vingegaard ha messo il sigillo sul suo primo Giro d’Italia, attaccando a una decina di chilometri dall’arrivo di Piancavallo. Ha ripreso facilmente i fuggitivi, con Crescioli che per qualche metro ha provato a resistergli, come quando nel 2024 Pellizzari fu ripreso e staccato da Pogacar.

A Piancavallo Vingegaard conquista la quinta tappa: tutte per distacco
A Piancavallo, Vingegaard conquista la quinta tappa: tutte per distacco
A Piancavallo Vingegaard conquista la quinta tappa: tutte per distacco
A Piancavallo, Vingegaard conquista la quinta tappa: tutte per distacco

L’occhio sul Tour

La maglia rosa ammette che passando sul traguardo di Piancavallo, ha provato grande soddisfazione. Poi spiega di non uscire dal Giro particolarmente provato e di avere, anzi, la sensazione di essere migliorato. Non avrà bisogno di due settimane per recuperare e per questo il pensiero del Tour lo stimola. Su Piganzoli che avrebbe potuto lottare per la maglia bianca, dice che oggi lo hanno lasciato libero da compiti di gregariato affinché avesse la possibilità di provarci: ha avuto carta bianca, ma non le gambe.

«Non posso dire di essere stato incredulo passando sul traguardo – dice – ma ho provato una sensazione di vero piacere e di sorpresa. A Roma sarà diverso, a Roma proverò pura felicità. Ritroverò la mia famiglia, che non vedo da quattro settimane. E’ sempre speciale entrare in una grande città con la propria squadra. L’ho già provato a Parigi e a Madrid solo per mezza tappa (il riferimento va alle proteste che lo scorso anno fermarono l’ultima tappa della Vuelta, ndr) ed è sempre speciale».

Quinto al Tour 2025, a Piancavallo Gall è secondo sulla riga e nella generale
Quinto al Tour 2025, a Piancavallo Gall è secondo sulla riga e nella generale
Quinto al Tour 2025, a Piancavallo Gall è secondo sulla riga e nella generale
Quinto al Tour 2025, a Piancavallo Gall è secondo sulla riga e nella generale

Hindley ritrova il podio

Mentre lui racconta, il resto del Giro si asciuga il sudore su facce stralunate. Alle sue spalle si è combattuta la lotta degli altri, appesi al filo e svuotati cercando di guadagnare una posizione migliore. Gall è riuscito a tenersi il secondo posto, conquistandolo anche sul traguardo. Hindley, terzo al traguardo e anche sul podio. E poi Derek Gee, che ha attaccato e ha subito staccato Arensman, soffiandogli per qualche chilometro la quarta piazza. Nulla però ha potuto quando poi l’olandese si è fatto nuovamente sotto grazie a Bernal e si è ripreso la sua classifica.

«E’ stata una giornata davvero dura – racconta Hindley, che un Giro l’ha vinto – ero piuttosto stanco dopo ieri, a dire il vero, e credo di non essere stato l’unico. C’erano molti corridori stanchi là fuori, ma sono riuscito a conquistare il podio, anche se manca ancora un giorno. E’ passato un po’ di tempo dall’ultima volta che ho ottenuto un bel risultato in un Grande Giro e lottare per il podio è stato davvero bello.

«Per me, i Grandi Giri sono l’apice del ciclismo ed essere competitivi in queste gare è il vero motivo per cui corro in bici. Avevo anche pensato di poter staccare Gall – sorride, sfinito – ma le gambe hanno preso una piega diversa. In effetti ora sono piuttosto stanco».

Terzo sul traguardo di PIancavallo, Hindley è sul podio del Giro
Terzo sul traguardo di Piancavallo, Hindley è sul podio del Giro
Terzo sul traguardo di PIancavallo, Hindley è sul podio del Giro
Terzo sul traguardo di Piancavallo, Hindley è sul podio del Giro

La resurrezione di Bernal

La coppia formata da Bernal e Arensman ha risalito la fatica e la montagna di Piancavallo con una tenacia rara a vedersi. Il colombiano si è messo nei panni che nel 2021 furono di Dani Martinez che lo incitò in un momento difficile in salita verso Sega di Ala. Se oggi non ci fosse stato lui, Arensman non avrebbe salvato il quarto posto. E se l’olandese è impenetrabile, Egan mostra il sorriso per una giornata all’altezza del vecchio Bernal, arrivata nel momento più opportuno.

«Abbiamo fatto una bella scalata – racconta nella sua maglia variopinta – sapevamo che sarebbe stata decisiva e ho cercato di gestire lo sforzo. Ho cercato di rimanere con i compagni di squadra il più possibile e penso sia andata bene. Ho pensato anche io a quel giorno con Martinez, quando ho visto che Thymen stava attraversando un momento difficile in salita. Sapevo esattamente cosa dovevo fare.

«Ho iniziato a dirgli che avremmo dovuto rallentare un po’ nel tratto più ripido e che poi nella parte pianeggiante avrei accelerato per recuperare terreno sugli altri ed è quello che abbiamo fatto. Penso che sia stata una buona corsa, per la squadra e anche per me. Vogliamo sempre di più e ci stiamo avvicinando al podio. Dobbiamo solo continuare ad allenarci e a migliorare ed essere pronti per la prossima volta».

Bernal ha preso per mano Arensman e gli ha restituito il 4° posto che Gee gli stava soffiando
Bernal ha preso per mano Arensman e l’ha rimesso al 4° posto che Gee gli stava soffiando
Bernal ha preso per mano Arensman e gli ha restituito il 4° posto che Gee gli stava soffiando
Bernal ha preso per mano Arensman e l’ha rimesso al 4° posto che Gee gli stava soffiando

La filosofia di Derek Gee

Derek Gee e la sua maglia di campione canadese hanno fatto le spese del lavoro di Bernal. Il torace si gonfia e si sgonfia come un mantice, mentre il corridore sta seduto su una sedia pieghevole presa dall’addetta stampa nell’area riservata ai giornalisti. Con la maglia dei GPM conquistata da Ciccone, il quinto posto di Gee sembra ancora più beffardo. Nella seconda tappa a Veliko Tarnovo, infatti, il canadese ha perso 1’01” per una caduta, senza i quali oggi sarebbe comodamente al quarto posto.

«Siamo andati vicinissimi a vincere un paio di tappe – dice – ed è frustrante averle mancate, ma oggi Cicco si è assicurato la classifica degli scalatori e speriamo di poter aggiungere una vittoria di tappa domani a Roma con Milan. Abbiamo costruito il gruppo giusto giusta e l’atmosfera è stata ottima per tutto il tempo, quindi è stato davvero un piacere correre con questo gruppo di corridori. Penso che ci riproveremo e cercheremo di chiudere in bellezza a Roma».

A PIancavallo Geee ha dato l'assalto al quarto posto, ma Arensman lo ha respinto
A Piancavallo Geee ha dato l’assalto al quarto posto, ma Arensman lo ha respinto
A PIancavallo Geee ha dato l'assalto al quarto posto, ma Arensman lo ha respinto
A Piancavallo Geee ha dato l’assalto al quarto posto, ma Arensman lo ha respinto

«Io sono davvero contento – ammette Gee – è frustrante perdere una posizione in classifica generale rispetto all’anno scorso, ma onestamente penso che il mio livello sia più alto di allora. Ho lottato duramente e penso che questo sia davvero positivo in termini di fiducia nel futuro. Spero di poter tornare e provare a salire sul podio. Negli ultimi due Giri, la prima settimana è stata solo una questione di limitare i danni, mentre nella terza sono sempre riuscito a fare la differenza. Sembra che sia proprio in quella settimana che le mie gambe reggano meglio di altri. Quindi ora mi piacerebbe che reggessero bene già nella prima settimana, ma alla fine… meglio tardi che mai».

I corridori hanno fatto la doccia in un hotel di Piancavallo e poi sono stati portati a valle con dei pullman dell’organizzazione. Li aspettano l’aeroporto di Venezia e il volo verso Roma, dove troveranno i bus partiti stamattina dai rispettivi hotel. La carovana si ricomporrà domani per l’ultima tappa. Noi firmeremo questi ultimi articoli e poi ci metteremo in strada.