Jonas Vingegaard, Giro d'Italia 2026, maglia rosa, partenza da Voghera

Il riposo di Vingegaard: la maglia rosa, l’Italia e un occhio al Tour

25.05.2026
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PADERNO DUGNANO (MI) – Il primo giorno in maglia rosa di Jonas Vingegaard ha portato con sé l’emozione di indossare il simbolo che contraddistingue il leader del Giro d’Italia e le riflessioni di una tappa milanese ancora da digerire. Per il resto il danese si è goduto l’abbraccio della gente che aspettava di vederlo di rosa vestito ben prima della quindicesima tappa. Nella giornata di riposo la Vingegaard si è concesso alle domande, in videochiamata, dei giornalisti. Il protocollo di sicurezza intorno al danese è strettissimo e i motivi della scelta di tenere tutti lontani è di preservarne la salute. 

Il Giro è un obiettivo, vero, ma dietro l’angolo c’è lo spettro del Tour de France e dell’alieno Tadej Pogacar. Insomma, il cammino di Vingegaard non finirà di certo a Roma, al contrario l’Italia rappresenta la prima tappa del suo piano per tornare a riabbracciare la maglia gialla. 

«La settimana appena passata – racconta – ci ha regalato un tempo piacevole e un clima ottimale. Lungo le strade c’era tanta gente e si è percepito fin da subito che il Giro è una corsa speciale, quindi fino ad ora posso dire che è stata un’esperienza davvero fantastica». 

Jonas Vingegaard, Giro d'Italia 2026, maglia rosa, Voghera-Milano
Vingegaard ha vissuto il suo primo giorno in maglia rosa nella tappa di ieri: Voghera-Milano
Jonas Vingegaard, Giro d'Italia 2026, maglia rosa, Voghera-Milano
Vingegaard ha vissuto il suo primo giorno in maglia rosa nella tappa di ieri: Voghera-Milano

Conferme e sorprese

La Visma Lease a Bike sta giocando il ruolo della padrona di casa in questo Giro d’Italia, la presenza di un corridore del calibro di Vingegaard porta ad accentrare attenzioni e responsabilità in corsa. Ma il supporto arrivato dai compagni, in particolare da Davide Piganzoli e Sep Kuss, non è da affatto da sottovalutare.

«Sapevo di cosa fossero capaci e sapevo che erano molto forti, quindi ero consapevole che avrebbero potuto essere di grande aiuto per me qui al Giro. E lo saranno anche nell’ultima settimana, la quale partirà con una tappa davvero impegnativa con l’arrivo a Carì. Non ci sarà respiro, perché nelle ultime frazioni prima di arrivare a Roma troveremo percorsi impegnativi e sui quali ci sarà da prestare la massima attenzione. L’ambizione è quella di vincere almeno un tappa in maglia rosa, quindi non correremo di certo in difesa. 

«Da un lato – prosegue Vingegaard – la lotta per il podio potrebbe avvantaggiarmi, ma di certo saremo noi a dover controllare la corsa restando sempre concentrati e attenti. La corsa finisce con l’ultima tappa». 

L’amore per il Giro

Le parole spese dalla maglia rosa per il Giro sono state dolci, Vingegaard in Italia ha vissuto degli step importanti nella sua carriera, partiti con la vittoria della Settimana Coppi e Bartali nel 2021 alla quale è seguita la Tirreno-Adriatico del 2024. 

«Mi è sempre piaciuto correre in Italia – ammette il danese – ma devo ammettere che il Giro è qualcosa di speciale. Lo si percepisce dalla passione lungo le strade, penso sia una corsa importante per l’Italia intera e questo sentimento arriva a noi corridori in corsa. Quindi per me è davvero un’opportunità estremamente bella poterci partecipare

«Dell’Italia mi piacerebbe poter assaggiare qualche vino – dice ridendo – ma al momento non è possibile. Sarebbe stato divertente fare una degustazione durante il giorno di riposo. Scherzi a parte oggi è una giornata importante per rilassarsi ma anche per tenere le gambe pronte per la tappa di domani, che non sarà affatto semplice».

Alzare il livello

La scelta di partecipare al Giro d’Italia racchiude ambizioni ben più grandi, la domanda però è legata al capire come dopo due settimane di gara stia assorbendo le fatiche della corsa rosa

«Penso che essere qui al Giro mi stia aiutando davvero nel raggiungere un livello più alto», racconta la maglia rosa. «Negli ultimi anni ho notato che disputare due Grandi Giri nella stessa stagione mi permette di arrivare al secondo ben più pronto e performante. Ed è quello che speriamo possa accadere in ottica Tour de France. In quest’ottica dovremo calibrare bene gli sforzi, per non rendere ogni giornata difficile o troppo esigente dal punto di vista del dispendio delle energie».