VIAREGGIO (LU) – Non è la prima volta che parliamo delle solette BMZ. Ma è la prima volta che lo facciamo dal Giro d’Italia. La bontà e la validità tecnica di questo prodotto sono dunque arrivate anche nella corsa più grande. Le solette BMZ le abbiamo infatti scovate ai piedi di Filippo Turconi. Tra l’altro, curiosità, Turconi è il più giovane dei “girini” partiti dalla Bulgaria.
Eravamo alla partenza della crono di Viareggio, un momento dunque relativamente tranquillo per il giovane atleta della Bardiani-CSF, che certo non puntava alla tappa contro il tempo. E quindi ha spiegato le sue sensazioni con queste solette.


BMZ al Giro d’Italia
BMZ, nello specifico BMZ Europe, è di base a Felino, nel parmense. L’azienda ha origini giapponesi e il prodotto è esportato in tutto il mondo. E’ molto noto nel running, ma anche nel ciclismo visti i benefici sta trovando sempre più spazio.
In questo articolo ci concentriamo pertanto più sull’atleta. Delle nozioni tecniche ne abbiamo già parlato. Altra curiosità, per dire quanto in casa BMZ ci tengano a fare bene: al seguito del Giro c’era anche Filippo Agnetti, amministratore delegato dell’azienda.
Agnetti ci ha spiegato bene il concetto del lavoro che deve fare l’arco plantare quando è appoggiato sulla soletta e soprattutto di come le dita debbano essere “libere”, debbano lavorare e quindi aumentare la spinta e migliorare la circolazione.
«Meno ristagno sanguigno, meno gonfiore – precisa Agnetti – il che significa anche migliorare il recupero, cosa fondamentale per un corridore al Giro. Non a caso noi forniamo ai nostri atleti anche delle ciabatte con questa tecnologia e delle scarpe da riposo. Non solo, ma migliorano anche la stabilità in bici e la postura in generale. Il nostro intento è quello di ricreare il più possibile un appoggio naturale del piede, come se si fosse scalzi».
Ma sentiamo l’atleta.


Filippo, prima di tutto: ti trovi con queste solette?
Con queste solette mi trovo veramente bene. Le ho iniziate a usare fin dal primo anno che sono arrivato alla Bardiani, il che vuol dire che ormai sono due anni e mezzo che le porto. Mi trovo bene, riesco a spingere bene sui pedali e anche a sentire un certo comfort.
Ed è questo che ti ha portato a sceglierle?
Onestamente io non avevo mai utilizzato delle solette apposite. Nelle categorie giovanili avevo sempre utilizzato le solette fornite direttamente dal marchio delle scarpe che usavo in quel momento. Quando sono arrivato in Bardiani c’è stata la possibilità di provare le solette BMZ. Ho voluto provarle inizialmente per curiosità. Poi mi sono trovato fin da subito bene, ho trovato un bel feeling con le solette e sto continuando a utilizzarle.
Sono più rigide, più leggere? Che sensazioni ti danno?
La prima cosa è un comfort generale del piede, ma direi anche della postura in bici. Però la cosa che più mi piace è che le trovo belle rigide. Questo significa che mi danno una bella risposta dal punto di vista meccanico. Utilizzarle mi piace sotto questo aspetto.


Chiaro, voi professionisti cercate sempre il massimo della prestazione…
Certo, quelle che uso adesso al Giro, ma direi in gara in generale, sono la versione della soletta BMZ con la piastra in carbonio. Essendo rigida non mi dà la sensazione di disperdere energia.
Quindi, Filippo, sono su misura?
Proprio su misura no, sono delle solette standard. Se ben ricordo ci sono tre misure differenti, poi in funzione della tua scarpa e del tuo piede le vai a tagliare ricalcando la forma della soletta originale. In questo modo adatti alla perfezione le dimensioni delle BMZ alla scarpa. E’ davvero semplicissimo. Basta una forbice e vai a tagliare il materiale in eccesso.
Si lavano normalmente?
Assolutamente sì. Una volta tagliate vengono utilizzate come delle solette classiche. Con la differenza che sono più rigide, molto ben traspiranti e, per quel che mi riguarda, anche comode.


Ogni quanto le sostituisci?
Essendo rigide io le sostituisco a metà stagione. E lo stesso faccio su tutti e tre i paia di scarpe da bici che ho… anche se qualcuna ha meno chilometri. In questo modo anche in caso di cambio scarpa in gara mi ritrovo con la stessa identica scarpa, con la stessa identica soletta all’interno.
Ci sono più versioni delle solette BMZ. Voi le avete tutte?
Sì, per pedalare usiamo quella con la piastra in carbonio, che è più performante come dicevamo. Ma per il resto della giornata, nella cosiddetta scarpa da riposo, ci è stato consigliato di utilizzare una soletta molto più soffice. Il risultato è che è meno impattante anche nella camminata normale e fa lavorare il piede in modo più naturale.
Anche in questo hai davvero sentito dei benefici?
Sì, sì. E per questo io le utilizzo all’interno di tutte le mie scarpe. Sia quelle da bici, ma anche quelle da riposo alle gare e per uscire. Non solo, ma qui al Giro d’Italia abbiamo anche delle ciabatte realizzate con questo criterio. L’idea di BMZ è quella di poter camminare come se si fosse scalzi… ma con le scarpe.