Liegi-Bastogne-Liegi Femmes 2026, Demi Vollering

Vollering fa il tris a Liegi e poi usa parole come macigni

27.04.2026
6 min
Salva

LIEGI (Belgio) – Il Fiandre, la Freccia Vallone e ora la Liegi. Demi Vollering appare quasi incredula, ma in fondo il bottino di quest’anno serve per compensare i piazzamenti dello scorso anno, quando l’intesa con la nuova FDJ United Suez non era ancora perfetta e accanto alle undici vittorie vennero tredici piazzamenti sul podio. Quest’anno invece la magia sembra non avere sosta ed è per questo che quando le chiediamo che cosa provi ad aver vinto un’altra volta la Liegi, la bionda olandese quasi balbetta.

«Credo di aver bisogno di un po’ di tempo per riflettere – dice – era già stata una stagione incredibile, ma aggiungere questa vittoria, per giunta ottenuta in questo modo, è ancora più speciale. Quindi penso che se domani sarò a casa e avrò un po’ di tempo per pensarci, spero che riuscirò a realizzarlo appieno».

Il gruppo delle donne è partito alle 13,25 da Bastogne: gara di 156 chilometri
Il gruppo delle donne è partito alle 13,25 da Bastogne: gara di 156 chilometri
Il gruppo delle donne è partito alle 13,25 da Bastogne: gara di 156 chilometri
Il gruppo delle donne è partito alle 13,25 da Bastogne: gara di 156 chilometri

Una cicloturista sulla Redoute

Vollering e la Liegi significa raccontare di un rapporto speciale, che prese forma nel 2019 quando ad appena 19 anni e alla prima stagione con una squadra di categoria UCI, Demi ottenne il terzo posto.

«Per me questa gara – ricorda Vollering – è dove tutto è iniziato. Ero ancora una ciclista amatoriale e un giorno, insieme ai miei amici, salimmo fino alla Redoute. Eravamo in cima e uno di loro disse: “Riesci a immaginare i ragazzi che affrontano questa salita in gara?”. E io ho pensato: “Wow!”. Mi immaginai a gareggiare su quella salita e fu divertente perché all’epoca la gara femminile non c’era ancora. Si tenne solo nel 2017, quindi penso che questa storia sia anche un buon promemoria di quanta strada abbiamo fatto nel ciclismo femminile e di quanta ne dobbiamo ancora fare.

«Perché non tutti hanno visto il mio attacco sulla Redoute – annota Vollering con un pizzico di stizza – dato che lo streaming non era ancora cominciato. Ma la corsa era stata interessante anche prima di allora, quindi penso che dobbiamo continuare a lottare per ottenere di più in futuro».

Attacco sulla Redoute: la terza Liegi di Demi Vollering è venuta dopo una fuga solitaria di 35 chilometri
Attacco sulla Redoute: la terza Liegi di Demi Vollering è venuta dopo una fuga solitaria di 35 chilometri
Attacco sulla Redoute: la terza Liegi di Demi Vollering è venuta dopo una fuga solitaria di 35 chilometri
Attacco sulla Redoute: la terza Liegi di Demi Vollering è venuta dopo una fuga solitaria di 35 chilometri

Un attacco alla Pogacar

Racconta di aver avuto sempre paura di attaccare troppo da lontano. Pensava che muoversi dopo la Redoute fosse più prudente, anche se in cuor suo l’idea di un azzardo c’era sempre stata.

«Quest’anno – sorride – la mia squadra mi ha sfidato e mi ha detto: “Ok, abbiamo fatto un piano per puntare alla doppia vittoria”. In realtà quando me l’hanno detto, ero super entusiasta perché ci pensavo già da qualche anno. E quando ho capito che dicevano sul serio, ho pensato: “Ok, sì, facciamolo!”. Le mie compagne volevano essere certe che fossi d’accordo perché il piano era un po’ folle. E quando ho detto che andava bene, hanno detto che sarei stata davvero coraggiosa. E questo mi ha dato ancora più motivazione per farlo, anche per dare loro un esempio di come gareggiamo.

«E’ il secondo anno che corriamo insieme. Ora ci conosciamo meglio – annuisce Vollering – e si vede chiaramente in gara, dove ognuno conosce i punti di forza e di debolezza degli altri, ci motiviamo a vicenda e ci sproniamo un po’. Ci sentiamo una squadra forte e siamo super motivate a dare il massimo. Anche le ragazze si divertono a fare progetti, a metterli in pratica e a ottenere una vittoria dopo l’altra. E’ per questo che pratichiamo sport ad alto livello. Vogliamo metterci alla prova e migliorare ogni giorno. Questo è stato un motivo in più per cui ho voluto attaccare sulla Redoute».

Alle spalle di Vollering, Pieterse e Niewiadoma hanno tentato a lungo l'inseguimento
Alle spalle di Vollering, Pieterse e Niewiadoma hanno tentato a lungo l’inseguimento
Alle spalle di Vollering, Pieterse e Niewiadoma hanno tentato a lungo l'inseguimento
Alle spalle di Vollering, Pieterse e Niewiadoma hanno tentato a lungo l’inseguimento

Il Giro viene dopo

La sfida contro la programmazione. Viene in mente la scelta di Evenepoel di saltare la Freccia per correre la Liegi e che stasera sarà tornato a casa con un terzo posto che dice ben poco a uno ambizioso come lui. Vollering ha rischiato e portato a casa il bottino pieno: al Giro d’Italia penserà poi.

«Avrò il tempo per andare in altura e pensare al Giro – dice Vollering – ho abbastanza spazio per prepararmi e non avrebbe avuto senso rinunciare a queste corse. Il primo obiettivo dell’anno erano le classiche di primavera, ovviamente, e abbiamo fatto benissimo. Quindi penso che prima di tutto abbiamo bisogno di una pausa e di goderci appieno quello che abbiamo fatto in questa primavera. Poi andrò in ritiro e mi preparerò al meglio per il Giro d’Italia».

Il valore dello sport

Questa volta Vollering non è solo una ciclista che ha vinto una delle gare più prestigiose. E così quando le viene chiesto di riprendere il discorso sul ciclismo femminile e i suoi margini, non si fa pregare.

«Ho molti sogni, oltre al ciclismo – dice – e uno di questi è ricordare alle persone quanto sia importante muoversi e stare all’aria aperta. Sto pianificando delle cose piuttosto interessanti per il futuro in questo ambito, anche con l’aiuto di Nike. Questa è una delle mie priorità: ispirare le persone per la salute fisica, certo, ma soprattutto per la salute mentale

«Purtroppo vedo troppi giovani che lottano con problemi di salute mentale. I social media sui cellulari sono diventati troppo importanti. Ne siamo così distratti che le persone dimenticano l’importanza di uscire, di fare attività fisica. Credo davvero che fare sport, sentirsi bene nel proprio corpo aiuti in tantissimi aspetti della vita. Allenarsi per un obiettivo, ad esempio, dà molta fiducia: fa capire che se ti impegni a fondo, sei in grado di raggiungere i tuoi obiettivi. E questa è una grande lezione di vita.

«Oggi si vedono molti ragazzi che faticano a trovare uno scopo, qualcosa che vogliano fare. Abbandonano il lavoro o gli studi con molta facilità perché non riescono più a sopportare la fatica. Il cervello diventa pigro. Quindi, fare sport, stare all’aria aperta, restituisce la forza mentale di cui si ha veramente bisogno per il resto della vita, per costruire la fiducia in se stessi, per trovare uno scopo e sì, per realizzare cose belle e importanti nella vita».

Monica Trinca Colonel è stata la miglior italiana: 16ª a 2'52" da Demi Vollering
Monica Trinca Colonel è stata la miglior italiana: 16ª a 2’52” da Demi Vollering
Monica Trinca Colonel è stata la miglior italiana: 16ª a 2'52" da Demi Vollering
Monica Trinca Colonel è stata la miglior italiana: 16ª a 2’52” da Demi Vollering

Le diretta delle donne

L’ultimo concetto, dando per scontata la grandezza della sua impresa sportiva, Demi Vollering lo dedica nuovamente alla parità fra ciclismo femminile e ciclismo maschile. Troviamo triste che nel momento in cui si dovrebbe e potrebbe parlare di come abbia lavorato con la squadra e delle sensazioni di quella fuga così coraggiosa, alla campionessa europea si chieda di usare la sua risonanza per cause di cui nessuno sembra interessarsi.

«Corriamo queste grandi corse – dice – nello stesso giorno degli uomini. E’ difficile dire se vada bene, ma di certo credevo che la diretta streaming durasse di più. Invece è stata piuttosto breve perché penso che sia iniziata quando è finita la gara maschile. Se mantenessimo gli orari di inizio attuali e prevedessimo, ad esempio, due schermi, con la gara maschile in uno e la femminile nell’altro, si potrebbero alternare e dare modo al pubblico di seguire anche la nostra corsa. 

«Anche perché, per come vanno le gare maschili – sorride – appena Pogacar se ne va, credo che tutti sappiano cosa succederà. Quindi, perché non alternare le due gare? E’ importante continuare a parlarne. Ho sentito tantissime persone deluse dalla scarsità di dirette streaming. Mi limito a ripetere quello che ho sentito: i nostri fan vorrebbero dirette più lunghe e spero che in futuro ce ne saranno».