Prima di Nations Cup, da Fiorin arriva l’unico sorriso

Prima di World Cup, l’unico sorriso arriva da Fiorin

21.04.2026
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Arrivati in Malesia, i ragazzi della nazionale italiana di ciclismo su pista, impegnati nella doppia trasferta asiatica per la Coppa del mondo, hanno trovato caldo e una forte umidità ad accoglierli. Non il clima ideale per affrontare i tre giorni di gara che scatteranno venerdì. La compressione dell’evento in uno spazio così ristretto penalizza un po’ tutti, costringendo uomini e donne a un surplus quotidiano di impegni.

Una delle volate di Fiorin nella corsa, guidata sempre con grande padronanza
Una delle volate di Fiorin nella corsa, guidata sempre con grande padronanza (foto Instagram)
Una delle volate di Fiorin nella corsa, guidata sempre con grande padronanza
Una delle volate di Fiorin nella corsa, guidata sempre con grande padronanza (foto Instagram)

Una vittoria voluta con forza

Due sessioni di gare al giorno, a Hong Kong la fortuna non ha certamente accompagnato la selezione azzurra, penalizzata soprattutto dalla rovinosa caduta della Guazzini nel primo turno dell’inseguimento a squadre a cui il quartetto era arrivato col miglior tempo di qualificazione. Ma a rischiarare la spedizione italiana è stato Matteo Fiorin, trionfatore nell’eliminazione, una delle prove endurance dove Salvoldi puntava per raccogliere fondamentali punti per il ranking.

Fiorin racconta con entusiasmo quella che è una delle sue prime perle su pista da elite: «Tutto è iniziato dalla qualifica che non è mai semplice. Prima di partire ero un po’ preoccupato, ma alla fine l’ho vinta e questo mi ha permesso di partire primo alla balaustra nella finale. Nell’eliminazione anche la posizione di partenza non è così scontata, ha un peso specifico e quindi da subito sono riuscito a impostare la gara come volevo io».

Il podio finale dell'eliminazione con Fiorin fra Sexton (NZL, 2°) e Havik (NED, 3°)
Il podio finale dell’eliminazione con Fiorin fra Sexton (NZL, 2°) e Havik (NED, 3°)
Il podio finale dell'eliminazione con Fiorin fra Sexton (NZL, 2°) e Havik (NED, 3°)
Il podio finale dell’eliminazione con Fiorin fra Sexton (NZL, 2°) e Havik (NED, 3°)
Qual è stata la volata più difficile?

Circa a metà gara ho rischiato un po’ e mi sono salvato con un colpo di reni. Quella sicuramente è stata la parte più difficile, la più dura invece quando eravamo rimasti in tre, lo sprint che ha eliminato l’olandese.

L’omnium com’è stato? Non è una gara che hai disputato spesso…

Anche lì qualifica con una corsa a punti che non è mai così scontata, perché quando una persona ha fatto abbastanza punti poi magari smette di tirare, si mette dietro e quindi è sempre un po’ un caos nel gruppo. Alla fine sono riuscito a qualificarmi, ma poi la gara è stata difficile perché in due ore e mezza abbiamo fatto tutte e quattro le prove. Non c’era recupero ma si andava a velocità altissime: la tempo race è stata corsa a più di 61 di media.

I complimenti del battuto Sexton a Fiorin. La vittoria azzurra è stata utile per il ranking per i mondiali
I complimenti del battuto Sexton a Fiorin. La vittoria azzurra è stata utile per il ranking per i mondiali
I complimenti del battuto Sexton a Fiorin. La vittoria azzurra è stata utile per il ranking per i mondiali
I complimenti del battuto Sexton a Fiorin. La vittoria azzurra è stata utile per il ranking per i mondiali
Come si è evoluto il torneo?

La prova più dura è stata la corsa a punti finale, anche quella volata a una media assurda, sopra i 58 all’ora di media per 100 giri. Ci ero arrivato abbastanza bene, ero stato 7° nello scratch, 14° nella tempo race e 10° nell’eliminazione. In classifica ero 9°, l’obiettivo era restare nei 10 perché su una gara così lunga, per ora non sono ancora al livello per poter pensare di impensierire i più forti. I primi 50 giri sono andati bene, avevo anche guadagnato un giro, ma da quel momento è diventata una gara di sopravvivenza e ho cercato solo di star lì a ruota il più possibile perché ero in debito di energie, chiudendo 10°.

Il livello generale della competizione ti è sembrato alto?

Sì, era una prova di Coppa del Mondo e molte nazioni avevano e hanno interesse a portare i loro atleti per far punti. Non è il livello di un campionato del mondo, però soprattutto per le gare di gruppo, ho visto un livello qualificato e qui in Malesia si alzerà ancora. Per quanto riguarda le gare che faccio io, quelle endurance, arrivano Svizzera e Belgio. Mentre per il quartetto ci saranno più nazioni, ma le composizioni saranno leggermente meno importanti.

Fra le donne bene la Consonni, quinta nella madison con Fidanza e sesta nell'omnium (foto FCI)
Fra le donne bene la Consonni, quinta nella madison con Fidanza e sesta nell’omnium (foto FCI)
Fra le donne bene la Consonni, quinta nella madison con Fidanza e sesta nell'omnium
Fra le donne bene la Consonni, quinta nella madison con Fidanza e sesta nell’omnium (foto FCI)
Tu che impegni avrai adesso in Malesia?

Come a Hong Kong dovrei farle tutte e tre (eliminazione, omnium e madison), ma a Hong Kong dopo l’omnium mi sentivo troppo stanco per fare una Madison di 100 giri di qualifica e la finale di 200. Quindi ho chiesto a Salvoldi di farmela saltare. Qui penso di correre l’eliminazione e poi decideremo se fare sia omnium che madison oppure solo quest’ultima con uno tra Galli e Lamon.

Vittoria a parte, qual è la condizione di Fiorin?

Nell’ultimo mese prima di partire, su strada mi sentivo bene, venivo da due vittorie e un secondo posto. Poi c’è un fattore che mi dà forza: questo è l’ultimo impegno, l’ultimo obiettivo della prima parte di stagione. Poi staccherò una settimana e faremo il punto per il resto della stagione.