Volta a Castello, Spagna, 2026, Patrick Pezzo Rosola

Patrick Pezzo Rosola, testa a testa con i più forti del mondo

18.04.2026
6 min
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Il vocione di Patrick Pezzo Rosola arriva dalla Spagna. A Segorbe, borgo medievale di novemila abitanti nell’area di Valencia, si è conclusa oggi la Volta a Castellò di Nations Cup Juniores, con la vittoria finale di Seff Van Kerckhove e la tappa al norvegese Flaterud. Il veronese è finito terzo di tappa e secondo nella classifica finale per 35 secondi.

Forse un po’ brucia, ma il belga è un osso duro, l’anno scorso ha vinto il Lunigiana ed essere al suo livello è un incentivo che porterà il giusto fuoco. La prossima settimana Pezzo Rosola è atteso all’internazionale di San Vendemiano e poi la primavera delle corse su strada prenderà veramente il largo.

«Oggi è andata bene – racconta Pezzo Rosola – sono contento del secondo posto perché non me lo aspettavo e comunque, per come ero messo con le gambe il primo giorno, sono molto migliorato. Sicuramente se fossi stato meglio, il primo giorno non mi sarei staccato. Oggi è stata dura perché c’era molto caldo, c’erano sui 25 e addirittura 29 gradi.

«C’erano due salite nel finale. Nella prima salita sono uscito a scollinare con il primo. Avendo l’idea della classifica, ho preso gli abbuoni sul GPM che mi hanno permesso di fare secondo. Poi al traguardo il norvegese è partito in fondo alla discesa ed ha anticipato, io ho fatto secondo di pochi centimetri nella volata alle sue spalle.

Sul podio della Volta Castello, il primo Van Kerkhove, poi Pezzo Rosola e Raul Lopez
Sul podio della Volta Castello, il primo Van Kerkhove, poi Pezzo Rosola e Raul Lopez (foto Volta a Castellò, come pure l’apertura)
Sul podio della Volta Castello, il primo Van Kerkhove, poi Pezzo Rosola e Raul Lopez
Sul podio della Volta Castello, il primo Van Kerkhove, poi Pezzo Rosola e Raul Lopez (foto Volta a Castellò, come pure l’apertura)

Primi segnali in Italia

La stagione su strada del veronese è iniziata con il passo giusto. Terminata quella del cross, la vittoria nella crono della Versilia ha dato un riscontro alle buone sensazioni e le vittorie successive della Colombera e nella Piccola Liegi delle Bregonze hanno confermato che il passo è giusto. La primavera e l’estate serviranno per raccogliere il meglio possibile, ma la sensazione poi confermata dalle sue parole è che il piatto forte verrà dopo. Il Giro della Lunigiana e a seguire il mondiale e gli europei sono bersagli che autorizzano i sogni più audaci.

«Dopo il cross – racconta Pezzo Rosola – ho staccato un po’, una settimana senza toccare la bici. Non tantissimo, ma quello di cui avevo bisogno. Mi fermerò nuovamente più avanti, farò le vacanze intorno a luglio, probabilmente un’altra settimana e poi inizierò a preparare il finale di stagione. Adesso comunque c’è un periodo bello intenso di internazionali, domenica c’è quella di San Vendemiano».

Prima gara su strada del 2026 e subito per Pezzo Rosola è arrivata la vittoria nella Cronometro della Versilia
Prima gara su strada del 2026 e subito per Pezzo Rosola è arrivata la vittoria nella Cronometro della Versilia (immagine xpix.it)
Prima gara su strada del 2026 e subito per Pezzo Rosola è arrivata la vittoria nella Cronometro della Versilia
Prima gara su strada del 2026 e subito per Pezzo Rosola è arrivata la vittoria nella Cronometro della Versilia (immagine xpix.it)

Piccola Liegi, grande asaggio

La vittoria della Piccola Liegi delle Bregonze è stata il manifesto di come quest’anno il Team Nordest Petrucci Assali Stefen giri bene attorno al suo leader. Negli juniores è tutto fuorché propedeutico assegnare ruoli definitivi, ma quando si ha in organico un atleta come Pezzo Rosola, capace di finalizzare il lavoro degli altri, ha molto senso metterlo nelle condizioni di farlo.

«La Piccola Liegi – racconta Pezzo Rosola – è una bella gara che avevo già fatto l’anno scorso, ma senza finirla. Questa volta invece è andata diversamente. La squadra ha lavorato bene, perché ci ha tenuto davanti per prendere le salite. Ci sono state delle fughe, però sono rimasto in gruppo perché sapevo che sulla salita finale si poteva fare la differenza. In effetti ci sono riuscito. Ho ripreso l’ultimo corridore rimasto in fuga, un messicano, e sono arrivato con lui al traguardo».

La vittoria della Piccola Liegi delle Bregonze è stato il viatico giusto per la convocazione in nazionale
La vittoria della Piccola Liegi delle Bregonze è stato il viatico giusto per la convocazione di Pezzo Rosola in nazionale (immagine xpix.it)
La vittoria della Piccola Liegi delle Bregonze è stato il viatico giusto per la convocazione in nazionale
La vittoria della Piccola Liegi delle Bregonze è stato il viatico giusto per la convocazione di Pezzo Rosola in nazionale (immagine xpix.it)

Gli step della crescita

Scalatore e cronoman, adatto per le corse di un giorno e con la curiosità per quelle a tappe. Il secondo anno da junior ha portato maggiore consapevolezza e una nuova solidità. La squadra ha iniziato a collaborare con la Ineos Cycling Academy di cui è vivaio e questo ha portato qualche attenzione in più sul piano della preparazione e dei materiali.

«Scalatore puro non direi – ragiona Pezzo Rosola – direi più passista scalatore. Non su salite lunghe, però, ma tengo bene su quelle medio lunghe. La crono invece è un esercizio che mi piace, la vittoria in Toscana non è stata solo la conseguenza del cross. L’anno scorso ci avevamo già lavorato e avevo già fatto dei risultati buoni, quindi sapevo come fare bene. Quest’anno abbiamo aumentato l’attenzione sui materiali e lavorato sul posizionamento e sono curioso di vedere come andrà al campionato italiano, che vorrei preparare bene.

«Diciamo che più cresco, più mi sento forte e vado forte. Non si tratta di aver cambiato la preparazione – ragiona Pezzo Rosola – forse abbiamo aumentato un po’ le ore, come è giusto che sia, però sto crescendo con calma, senza bruciare le tappe. Ho il mio preparatore, ma accanto a me c’è sempre mio fratello Kevin, soprattutto se ho qualche problema con l’alimentazione o con certi allenamenti. Lui è sempre pronto a consigliarmi o darmi una mano, perché di certo ha più esperienza di me».

Anche nella tappa di oggi, l corsa spagnola non ha disdegnato sterrati e salite (foto Volta a Castellò)
Anche nella tappa di oggi, la corsa spagnola non ha disdegnato sterrati e salite (foto Volta a Castellò)
Anche nella tappa di oggi, l corsa spagnola non ha disdegnato sterrati e salite (foto Volta a Castellò)
Anche nella tappa di oggi, la corsa spagnola non ha disdegnato sterrati e salite (foto Volta a Castellò)

Gli obiettivi di settembre

La convocazione in nazionale per la corsa spagnola segue la logica individuata da Salvoldi per formare le sue squadre in vista dei mondiali e degli europei. La Nations Cup è un traguardo di crescita e in questo percorso Pezzo Rosola sta facendo i giusti passi, dividendosi fra il cross e la strada che dice di trovare divertenti allo stesso modo. Nessuna voglia e neppure la necessità di fare una scelta, in attesa che la squadra dei prossimi anni fornisca indicazioni in un senso o nell’altro.

«La convocazione per questa gara – spiega – era prevista, però sapevo che se non avessi ottenuto dei risultati in gare con della salita, non sarei venuto. E’ stata una bella corsa. C’era Seff Van Kerckhove, che ha vinto il Lunigiana l’anno scorso e poi ha fatto terzo al mondiale crono. C’era Haugetun, che al Lunigiana ha vinto una tappa, quindi a livello mondiale mancando davvero pochi corridori, il livello è molto alto.

«Siamo partiti in due per fare classifica, ma non è questa la corsa in cui mi mettersi alla prova. Penso più al Giro della Lunigiana e alle corse di settembre, quello è il periodo che ho cerchiato di rosso. Non c’è un obiettivo in particolare, ma tutto quel che accade nel finale di stagione potrebbe esserlo. Non so ancora se ad agosto attueremo qualche strategia particolare per preparare il periodo, finora non ho fatto altura o cose diverse dal solito, mi sono sempre allenato a casa».

Il resto è un libro da scrivere prendendo da ogni giorno il meglio possibile. Patrick si sta avvicinando al ciclismo dei grandi con i suoi passi, a volte piccole e a volte grandi. Tornano alla mente le chiacchierate con suo padre Paolo, quando raccontava che tanto era motivato Kevin, il figlio più grande, per quanto fosse indeciso il piccolo, con la testa più sulla mountain bike che sulla strada, sul divertimento più che sulla fatica. Ora però le cose sono cambiate e Patrick si sta avviando ad avere una carriera da stradista avendolo maturato da sé e con i suoi tempi. Il resto è davvero un libro ancora bianco.