Parigi-Roubaix 2026, Visma Lease a Bike, Wout Van Aert

Van Aert e la rincorsa alla Roubaix: viaggio tra sfortune e redenzione

15.04.2026
6 min
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Edoardo Affini in questi giorni è a casa, in Olanda, e si sta godendo la pace e la tranquillità della famiglia, la piccola Celeste ha ormai sei mesi e cresce. Nel periodo delle Classiche papà Edoardo ha fatto in tempo a fare avanti e indietro qualche volta ma senza godersela più di tanto. Ora, che con la Roubaix e la vittoria di Van Aert è finito il periodo di corse, ci si può rilassare e stare a casa. Infatti quando intercettiamo Affini è fuori per una passeggiata in compagnia della piccola, che intanto dorme. Sono passati due giorni dalla redenzione di Van Aert tra la polvere e le pietre della Roubaix e tutto sembra avere un senso diverso. 

«Sicuramente è stato il modo migliore di chiudere il periodo delle Classiche – dice con una risata Affini – e penso che tutto il mondo del ciclismo sia felice di questo capitolo conclusivo. O per lo meno questa è la sensazione che ho avuto sulle strade domenica guardando i tifosi. Erano tutti contenti come una Pasqua». 

Parigi-Roubaix 2026, Visma Lease a Bike, Wout Van Aert, Edoardo Affini
Affini era accanto a Van Aert anche in questa edizione della Parigi-Roubaix, l’ennesima battaglia corsa insieme
Parigi-Roubaix 2026, Visma Lease a Bike, Wout Van Aert, Edoardo Affini
Affini era accanto a Van Aert anche in questa edizione della Parigi-Roubaix, l’ennesima battaglia corsa insieme

La “Pasqua” belga

La Pasqua del Nord è arrivata una settimana dopo quella religiosa, se ci permettete questo accostamento. Perché la vittoria di Wout Van Aert è arrivata al termine di un’attesa durata otto anni, tanti ne sono passati da quando la Roubaix è entrata nella testa del corridore della Visma Lease a Bike

«Credo che Wout (Van Aert, ndr) – racconta Affini – se la meriti tutta, dopo esserci andati vicini per tanti anni è bello poter vedere un corridore del suo calibro aggiungere una gara del genere al palmares. Del significato che avesse la Roubaix per lui lo ha già detto, ma credo sia una cosa che vale per tutti».

Parigi-Roubaix 2026, velodromo, festa, Wout van Aert
Roubaix era tutta per Van Aert, un tifo da stadio per il belga della Visma Lease a Bike
Parigi-Roubaix 2026, velodromo, festa, Wout van Aert
Roubaix era tutta per Van Aert, un tifo da stadio per il belga della Visma Lease a Bike
Facciamo qualche passo indietro, in che modo arrivava la squadra a questa Roubaix?

Con la consapevolezza che nella Campagna delle Classiche eravamo stati sempre nel vivo della corsa. Abbiamo sfiorato la vittoria diverse volte, alla Dwars Door Vlaanderen e alla In Flanders su tutte. Senza dimenticare che al Fiandre Van Aert è rimasto giù dal podio per poco, quindi direi che l’avvicinamento è stato buono. Poi la Roubaix è sempre particolare.

Per la sua imprevedibilità?

E’ la corsa con il grado di incertezza più alto, può davvero succedere di tutto. Si possono programmare momenti e tattiche, ma poi si scende dal bus e si deve fare i conti con l’andamento della gara. 

Parigi-Roubaix 2026, Visma Lease a Bike, Edoardo Affini
Edoardo Affini ha lavorato per Van Aert fino al quarto settore di pavé
Parigi-Roubaix 2026, Visma Lease a Bike, Edoardo Affini
Edoardo Affini ha lavorato per Van Aert fino al quarto settore di pavé
Che aria si respirava sul bus la mattina?

Abbastanza rilassata, la riunione tecnica era stata fatta in hotel la sera prima, dopo la presentazione delle squadre. Quindi la mattina della corsa ci siamo alzati, abbiamo fatto colazione e siamo saliti sul bus. L’hotel e la partenza distavano circa un quarto d’ora, onestamente nel tragitto eravamo tutti sereni, per quanto lo si possa essere alla partenza di una Classica come la Roubaix.

Nessuna tensione?

Solo quella “positiva”, che ti permette di rimanere attento e vigile, consapevole di quello che dovrai andare a fare. 

Wout Van Aert, Parigi-Roubaix 2026, Visma Lease a Bike,
Wout Van Aert ha ritrovato la vittoria in una Classica Monumento sei anni dopo la Milano-Sanremo del 2020
Wout Van Aert, Parigi-Roubaix 2026, Visma Lease a Bike,
Wout Van Aert ha ritrovato la vittoria in una Classica Monumento sei anni dopo la Milano-Sanremo del 2020
Tu che ruolo avevi?

Sono rimasto accanto a Van Aert fino alla sua prima foratura, al quarto settore di pavé, poi è rientrato e ha fatto l’accelerazione che lo ha riportato davanti. In quel momento il gruppo si è spezzato e la metà davanti si è giocata la corsa. 

Quando hai saputo della vittoria?

Ero sempre collegato via radio, ma era facile capirlo dall’entusiasmo della gente a bordo strada. Quando ho visto i tifosi belgi così felici ho capito che ce l’aveva fatta. Van Aert in Belgio è una star, allo stesso livello di un calciatore di Serie A da noi in Italia.

Cosa hai provato nel vederlo vincere?

Ho rivisto le immagini dell’attacco e del finale, devo ammettere che è stato un gran piacere. Era da sei stagioni che provavamo a vincere Fiandre e Roubaix. Assistere alla sua vittoria mi ha reso davvero felice, ci siamo preparati insieme per anni ed è bello vedere il nostro lavoro ripagato. Credo di essere, tra i corridori in squadra, quello che ha fatto il maggior numero di giorni di gara insieme a lui

Per anni Van Aert ha sfiorato la Roubaix, qui nel 2023 quando ha forato sul pavé del Carrefour de l’Arbre, mentre davanti Van Der Poel scappava
Per anni Van Aert ha sfiorato la Roubaix, qui nel 2023 quando ha forato sul pavé del Carrefour de l’Arbre, mentre davanti Van Der Poel scappava
Qual è stata la prima cosa che vi siete detti una volta al bus?

Non credo di poterlo dire (sorride, ndr), ma ci siamo abbracciati senza dire tante parole, non penso ce ne fosse bisogno. Poi a cena abbiamo fatto un brindisi insieme alle famiglie, un bel modo per chiudere una giornata bellissima. Però questa non è mica la fine.

In che senso?

E’ vero, abbiamo raggiunto un obiettivo inseguito per tanti anni, ma il nostro lavoro non finisce mica con la Roubaix. Anzi, penso che Van Aert fosse il più contento di tutti, ma si guarda anche al futuro.

Uno dei momenti più difficili nella carriera del belga è stata la Vuelta 2024, una caduta dalla quale è stato difficile ripartire
Uno dei momenti più difficili nella carriera del belga è stata la Vuelta 2024, una caduta dalla quale è stato difficile ripartire
In questi anni c’è stato un momento più difficile?

Direi il 2024, la caduta e il conseguente infortunio alla Dwaars Door Vlaanderen sono stati difficili da mandare giù. Se poi penso a quanta fatica ha fatto Van Aert per tornare. Senza considerare che una volta alla Vuelta è caduto ancora e si fatto male al ginocchio, lì ti metti le mani nei capelli. 

Lui stesso ha detto che a volte si è trovato in difficoltà…

Sì, ma non si è mai arreso e credo che il suo atteggiamento sia stato un esempio per tutti noi. Van Aert è un modello da seguire, ce la mette sempre tutta. Averlo visto ripartire ogni volta è stato uno stimolo in più anche per noi compagni di squadra.

Affini e Van Aert
Affini è il compagno di squadra che ha condiviso più giorni di corsa insieme a Van Aert
Affini e Van Aert
Affini è il compagno di squadra che ha condiviso più giorni di corsa insieme a Van Aert
C’è stato un momento in cui, anche solo per un attimo, hai smesso di crederci?

Personalmente no, ho sempre pensato che ce l’avremmo fatta, anche nei momenti più difficili. Tutto il duro lavoro fatto da Van Aert per tornare ai suoi livelli doveva pagare, prima o poi. 

Credi che questa Roubaix possa essere un punto di svolta?

Magari è quella sicurezza in più che serviva, non che Wout sia mai stato agitato, ma ora penso sia più consapevole e possa dire: «Ce l’ho fatta». Perché dal pensare di potercela fare al farlo per davvero ne passa di acqua sotto i ponti.