Colnago C72, richiamo al passato, il Made in Italy del futuro

Colnago C72, richiamo al passato, il Made in Italy del futuro

15.04.2026
7 min
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CAMBIAGO (MI) – Ecco la nuova Colnago C72, quella della storica famiglia C della maison lombarda, in un certo senso la bici da dove tutto è cominciato. C’è un accostamento con la versione precedente C68, non solo in termini di design, ma anche in fatto di metodologia costruttiva, anche se molto è cambiato. Resta il pilastro del Made in Italy (completamente fatta a mano nella fabbrica di Cambiago) che da sempre caratterizza la dinastia delle bici Colnago C.

La nuova C72, proprio come la C68 (lo abbiamo sottolineato in diverse occasioni), non è una bici da salotto, o meglio, la gratificazione vera è portarla su strada ed apprezzarne le qualità. Più “morbida” della C68 e più moderna in fatto di integrazione dei diversi componenti. Vediamola nel dettaglio, anche grazie al responsabile R&D Colnago, Davide Fumagalli.

Colnago C72, richiamo al passato, il Made in Italy del futuro
Colnago C72, tra eleganza, storia e futuro
Colnago C72, richiamo al passato, il Made in Italy del futuro
Colnago C72, tra eleganza, storia e futuro

Design rinnovato per le giunzioni

«Mentre la C68 ha utilizzato ancora l’identificativo sistema di giunzioni esterne, visibili, per la nuova C72 abbiamo introdotto un nuovo sistema di costruzione – dice Davide Fumagalli – le tubazioni della C72 sono monoscocca, sono unite tra loro con innesti specifici ed i diversi punti di giunzione sono fasciati. In questo modo abbiamo ottenuto un impatto estetico pulito e molto elegante.

«In alcune parti del telaio il richiamo con il passato è lampante – prosegue Fumagalli – ma senza sacrificare in toto uno dei concetti portanti della famiglia C. Parlando di famiglia di biciclette, tengo a sottolineare che la C72 ad oggi è una sola bici, mentre in passato la C68 era rappresentata dalla versione stradale, Allroad e gravel».

Colnago C72, richiamo al passato, il Made in Italy del futuro
Davide Fumagalli, responsabile R&D di Colnago
Colnago C72, richiamo al passato, il Made in Italy del futuro
Davide Fumagalli, responsabile R&D di Colnago

Quanto tempo per costruire un telaio C72?

«E’ difficile quantificare in modo preciso il tempo necessario per la costruzione della nuova Colnago C72, essendo fatto completamente a mano le variabili ci sono e sono da considerare – dice Fumagalli – di fatto è una catena di montaggio. Potrei dire che per le operazioni fatte internamente è necessaria 1 ora e mezza, poco più, poco meno.

«Però – conclude Fumagalli – c’è la parte di laminazione/realizzazione delle tubazioni, operazione fatta in esterno e qui ci vogliono circa 2 ore».

Colnago C72, vocazione comfort

Pur non snaturando completamente il suo DNA, C72 vuole essere comoda, un comfort ottenuto con un blend di fattori. La nuova geometria della C72 porta ad avere una bici più alta sull’anteriore (tendenza che abbraccia anche le bici completamente dedicate all’ambito professionistico, come ci ha confermato Fumagalli), che permette il passaggio di pneumatici fino a 35 millimetri (effettivi) di sezione.

La stessa geometria, con i suoi angoli (in particolare quello anteriore) è studiata per interfacciarsi al meglio con gomme da 30 e 32. Rispetto alla C68 c’è un aumento del valore di stack, taglia per taglia. E poi c’è il vano porta oggetti integrato nell’obliquo, al di sotto del porta borraccia.

Nuovo manubrio integrato CC.02

E’ un’evoluzione del CC.01 già presente in gamma, utilizzato sulla C68 e anche sulla V5Rs. Il nuovo CC.02 (full carbon) riprende solo in parte lo shape del predecessore, con un’ampiezza della curva che è stata addolcita. Il cap tra stem e tubo della forcella non integra più il mini-tool ed è prodotto con dei filamenti di carbonio derivati dalle lavorazioni del telaio.

Un occhio alla sostenibilità che non guasta. Anche se di pochi grammi, il manubrio Colnago CC.02 è stato alleggerito (rispetto al CC.01)

Alcuni dettagli da considerare

Colnago C72 ha il forcellino posteriore di natura UDH ed il supporto del deragliatore può essere rimosso. La scatola centrale (larga 68 millimetri) ha le sedi filettate ed il movimento centrale è di tipo BSA con calotte esterne (come il modello Y1Rs). Non è compatibile con i gruppi meccanici. Il reggisella full carbon è specifico per questo modello ed è disponibile con arretramento zero oppure 1,5 centimetri. Il vano porta oggetti è studiato in ottica road con un volume specifico per la propria bag.

Quest’ultima include una bomboletta C02, due camere d’aria in TPU ed un tool-kit con piccola chiave dinamometrica. Il peso dichiarato del frame in taglia 48,5 è di 895 grammi, senza verniciatura (370 per la forcella).

Allestimenti e prezzi

Prima di tutto le taglie. Sono sette e vanno dalla 42 alla 57. Ognuna di queste ha dei valori propri, per tutto quello che concerne angoli, interasse, trail, in puro stile Colnago e della famiglia C. L’unico valore accostabile e comune a tutte le misure è il rake della forcella, 45 millimetri. 4 allestimenti, Campagnolo Super Record, 2 versioni con Shimano Dura-Ace (con ruote Enve SES 4.5, oppure con Fulcrum Sharq 57), infine con la trasmissione Sram Red AXS. E’ disponibile anche il kit telaio.

I prezzi sono rispettivamente di 15.900 euro (stesso prezzo per la Dura Ace con le Enve), 14.200 e 16.600 euro. Il frame-kit ha un listino di 5.940 euro.

Colnago