Dwars door Vlaandern 2026, UAE Team Emirates

Squadra esperta e motore caldo: la ricetta di Baldato

03.04.2026
6 min
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Baldato conosce il Fiandre e anche la Roubaix. Le avrebbe pure vinte, se non si fosse trovato davanti due mostri sacri. Al Fiandre, giusto trent’anni fa, un grande Bartoli che peraltro vestiva come lui la maglia della MG-Technogym. Mentre due anni prima, nel fango della Roubaix, il vicentino si era dovuto piegare all’attacco di Tchmil.

Per vincere il Fiandre, Baldato ha dovuto aspettare di diventare direttore sportivo al UAE Team Emirates e con Pogacar quella soddisfazione se l’è presa per due volte. E proprio vedendo il calendario del campione del mondo, che quest’anno ha fatto due corse e le ha vinte, ci siamo chiesti che cosa significhi esserne il direttore sportivo e preparare la squadra per quando Tadej arriverà alla prossima corsa. In questo caso specifico, lo sloveno è atterrato ieri in Belgio, oggi si è concesso la recon sul percorso e domenica assalterà nuovamente il Fiandre.

Come si tiene… calda la squadra perché sia pronta per l’arrivo di Pogacar?

Purtroppo abbiamo perso Tim Wellens, gli altri sono tutti corridori collaudati. Abbiamo avuto una riserva da sciogliere fino alla gara di Waregem, ma gli altri sono Rui Oliveira, Niels Politt, Morgado, Bjerg e Vermeersch, che hanno già fatto il Fiandre con Tadej l’anno scorso. La squadra è fatta. In realtà era già stata fatta da Matxin sulla carta già a dicembre, quando abbiamo fatto i programmi, ed è tuttora quella.

Quanto è importante il fatto che abbiano già corso il Fiandre con lui?

E’ fondamentale. Al Fiandre è importante essere davanti nei punti chiave e quello la squadra lo sa, siamo preparati. La ricognizione del venerdì serve a vedere se ci sono piccoli cambiamenti, ma il succo è lo stesso. Kwaremont, Molenberg, Kruisberg, Koppenberg. I ragazzi che abbiamo sono esperti, speriamo che vada tutto bene. L’anno scorso ci furono un paio di cadute, ma trovammo Morgado e Bjerg che andarono oltre le attese e sopperirono quel che mancava.

Il meteo che cosa dice? Il Koppenberg sarà asciutto o ci sarà fango?

Adesso che parliamo c’è la classica pioggerellina belga – sorride Baldato – con quelle solite nuvole che passano e lasciano giù qualcosa. Il rischio pioggia potrebbe esserci, però mancano ancora tre giorni. A guardare le previsioni ieri, il rischio era superiore. In teoria non dovrebbe piovere, ma una sciacquatina ci può stare e potrebbe bagnare il pavé. Per ora continuiamo a monitorare, non possiamo fare altro.

Con il terzo posto alla Omloop Nieuwsblad e ad Harelbeke, Vermeersch è l'uomo più in forma della UAE
Con il terzo posto alla Omloop Nieuwsblad e ad Harelbeke, Baldato conferma che Vermeersch è l’uomo più in forma della UAE
Con il terzo posto alla Omloop Nieuwsblad e ad Harelbeke, Vermeersch è l'uomo più in forma della UAE
Con il terzo posto alla Omloop Nieuwsblad e ad Harelbeke, Baldato conferma che Vermeersch è l’uomo più in forma della UAE
Quali sono gli uomini che Baldato si aspetta di trovare in prima linea?

Quello più in condizione, che sta veramente bene, è Florian Vermeersch. Abbiamo ritrovato un Morgado in condizione, cui manca ancora un po’ di esperienza, di cattiveria e di determinazione in alcuni momenti chiave, ma le gambe ci sono. In queste corse contano anche la determinazione, la decisione e la capacità di non frenare. Ci sono situazioni in cui, se tiri troppo i freni, ti trovi dietro alla decima posizione e sei tagliato fuori. La squadra è ugualmente ben strutturata per sfidare Van Der Poel, Van Aert o tutti i più forti.

Pogacar è arrivato ieri e oggi la ricognizione servirà per valutare per l’ultima volta i materiali, ma quello è un lavoro che si è già fatto in precedenza?

L’ha già fatto con i meccanici dopo la prima ricognizione di dicembre e l’ha rifatta il mese scorso quando è venuto per un paio di giorni con Vermeersch e il meccanico. Loro sanno tutto, certo più di me. Hanno fatto tutte le considerazioni in caso di pioggia e sulle pressioni. Su questo aspetto si è già lavorato dall’inverno, anche sulla scorta dei dati che abbiamo raccolto l’anno scorso. Non abbiamo cambiato tantissimo: c’è una nuova versione sia delle coperture sia delle ruote, ma sappiamo bene come si comportano.

Che tipo è Tadej nelle ricognizioni: gli capita di ripetere qualche passaggio?

Non è uno che torna indietro e ripassa la curva, semmai prova qualche affondo in un tratto piuttosto che in un altro. Ormai il Fiandre ce l’ha anche lui nella testa, ha la sua esperienza, non è più la prima volta. Ne ha già fatti tre, questo sarà il quarto. Negli anni ha fatto anche molte ricognizioni e anche i muri sono sempre gli stessi. Li conosce bene.

Fu Matteo Trentin nel 2022 a guidare Pogacar nelle ricognizioni del primo Fiandre. Per Baldato l’esperienza di Tadej ormai è solida
Fu Matteo Trentin nel 2022 a guidare Pogacar nelle ricognizioni del primo Fiandre. Per Baldato l’esperienza di Tadej ormai è solida
Negli anni di Baldato corridore si passavano due settimane lassù per trovare la sintonia con le strade e il clima. Pogacar arriva tre giorni prima e magari stacca tutti…

E’ cambiato veramente il ciclismo, il modo di approcciare le corse. I materiali rendono più facile guidare su certe strade, questo è certo. Ma visto che ho la possibilità di guardare gli allenamenti che fa, posso dire che quando è a casa, non rimane sul divano e va a fare solo passeggiate. Simula le gare e questo sul piano mentale costa anche più che correre. A Tadej non fa paura la fatica, per contro dobbiamo stare attenti alla pressione mediatica dei tifosi e dell’ambiente.

Sta diventando pesante?

Non si è mai sottratto, però ora dobbiamo essere bravi a lasciargli un approccio tranquillo, normale. Che abbia qualche ora in cui può veramente rilassarsi e pensare a qualcosa che non sia solo la corsa o dare retta ai tifosi, ai media e tutto il resto.

Anche perché il suo calendario non finisce con la Roubaix…

Infatti non dimentichiamo che dopo la Roubaix ci sono le Ardenne, poi il Romandia, il Giro di Svizzera e il Tour, mentre magari Van der Poel dopo la Roubaix tirerà un po’ il fiato. Conosco Tadej da un po’ di anni, sicuramente l’affetto del pubblico e la pressione della gente sono sempre di più. Per anni è stato ultra disponibile, ora tocca a noi proteggerlo.

Baldato riconosce che le pressioni di tifosi e media su Pogacar iniziano a farsi trabordanti (foto @alenmilavec)
Baldato riconosce che le pressioni di tifosi e media su Pogacar iniziano a farsi trabordanti (foto @alenmilavec)
Come direttore sportivo te la senti la responsabilità di guidare uno così forte?

Assolutamente, è così ogni volta. Grazie a lui ho coronato il mio sogno di vincere il Fiandre, perché c’ero andato tante volte vicino alla BMC senza però riuscirci. Lo abbiamo vinto per due volte e ho avuto la fortuna di guidarlo per quattro volte alla vittoria del Lombardia. Dico fortuna, perché per dirigere Tadej non devi fare chissà cosa. Devi essere bravo a gestire i compagni e portarlo dove lui ha in mente di fare la corsa.

Domenica sarà lo stesso?

Certo. La mia preoccupazione maggiore è quella di far rendere la squadra alla sua altezza, per metterlo in condizione di fare la sua gara. Poi sta a lui con le sue gambe, la sua forza e la sua testa. Sa quello che deve fare, non dobbiamo dare tante indicazioni. Sa capire gli avversari, le situazioni e in che modo poter fare la differenza.