Dopo la grande paura, Debora Silvestri torna a sorridere

Dopo la grande paura, Debora Silvestri torna a sorridere

26.03.2026
5 min
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Il telefono squilla un paio di volte, poi dall’altra parte compare la voce: un po’ stanca, ma ci sta considerando quel che sono stati gli ultimi giorni. Ma già sentirla rappresenta una vittoria, ripensando alla paura che tantissimi hanno vissuto sabato, davanti alla Tv, vedendo quel volo e quel corpo esanime sull’asfalto. Debora Silvestri ha iniziato il suo cammino di ripresa e raramente un’intervista ha avuto un valore così importante.

Le prime parole sulla via della ripresa

Giusto pochissimi minuti di chiamata, non sarebbe giusto affaticarla oltremisura visto quel che ha passato nelle ore e i giorni dopo l’infausta Sanremo. L’importante è sapere come sta.

«Le cose stanno iniziando ad andare per il meglio – racconta – giorno dopo giorno ci sono dei miglioramenti. I primi due giorni neanche mi muovevo, non mi hanno fatto alzare dal letto, ero con l’ossigeno, mentre ieri (martedì, ndr) sono uscita a fare due passi e me l’hanno tolto. Dalla forte contusione, mi si era creato nel polmone sinistro un riversamento di liquidi e aria, quindi sono ancora in ospedale per controllo».

La ripresa fisica è già iniziata, ma quella psicologica? «Mi dispiace un po’ perché ero partita molto bene quest’anno, ma non mi sto buttando giù. Darò il tempo necessario al mio corpo per rimettermi e recuperare al 100 per cento per ritornare in sella e mettermi alle spalle questa brutta avventura».

Fortunato Lacquaniti (classe 1963) è arrivato quest'anno alla Laboral Kutxa
Fortunato Lacquaniti (classe 1963) è il diesse arrivato quest’anno alla Laboral Kutxa
Fortunato Lacquaniti (classe 1963) è arrivato quest'anno alla Laboral Kutxa
Fortunato Lacquaniti (classe 1963) è il diesse arrivato quest’anno alla Laboral Kutxa

Un pomeriggio agghiacciante

Debora non ricorda ancora nulla di quel che è avvenuto sabato. Minuti e ore concitate che abbiamo rivissuto insieme a Fortunato Lacquaniti, il suo diesse alla Laboral Kutxa, che era sull’ammiraglia e ha provato in prima persona una giornata che non dimenticherà mai. Dalle sue parole traspare tutta la tensione di un sabato che non doveva certo andare così.

«Sono sempre in contatto con lei – racconta – ma soprattutto con i genitori che vanno a trovarla tutti i giorni. Ora la prima cosa è che il decorso post traumatico vada bene, che tutto quanto proceda. Di quei momenti preferisco non parlare con lei per non turbarla».

Appena chiediamo come ha vissuto quella giornata, Lacquaniti diventa un fiume in piena, lasciando debordare tutta la tensione accumulata: «In tanti anni che faccio questo lavoro, non ricordo un pomeriggio così agghiacciante e so di usare un aggettivo forte, ma l’ho vissuto sulla mia pelle. Eravamo in ammiraglia, seguendo in televisione la corsa, ma si sa che c’è sempre un divario di 30-40 secondi dalla realtà. Radio Corsa ha comunicato la caduta, ha fatto i primi nomi, Niewiadoma e altre ragazze che erano coinvolte. Noi eravamo dietro, come ammiraglia eravamo la numero 12 o 14, neanche mi ricordo più».

Debora Silvestri aveva iniziato bene la stagione, con 4 Top 10 e stava preparando con cura le Ardenne
Debora Silvestri aveva iniziato bene la stagione, con 4 top 10 e stava preparando con cura le Ardenne
Debora Silvestri aveva iniziato bene la stagione, con 4 Top 10 e stava preparando con cura le Ardenne
Debora Silvestri aveva iniziato bene la stagione, con 4 top 10 e stava preparando con cura le Ardenne

Quanti pensieri che si affollano…

«Man mano che siamo scesi e ci avvicinavamo – va avanti – e in televisione hanno mostrato la caduta, abbiamo capito che una delle nostre era a terra, ho capito subito che era Debora e a quel punto abbiamo solo pensato di arrivare più veloci possibile al punto dell’incidente.

«Quando sono arrivato ho lasciato la macchina e sono corso e mi si è gelato il sangue: la ragazza era ferma, immobile. In quegli attimi ti passano per la testa tante cose, era girata sul fianco. Mi dicevo di non cedere alle emozioni, essere presente a me stesso, averne la forza e non è facile. Respingere i pensieri brutti che ti vengono. Siamo intervenuti, il manager è sceso subito, eravamo io e lui con Debora alla quale stavano prestando i primi soccorsi. Devo dire che sono stati velocissimi, in 2-3 hanno subito stabilizzato la ragazza, fatto i controlli. Era una caduta abbastanza importante, con tante ragazze coinvolte, ma si vedeva che Debora era la più preoccupante.

Alla Sanremo la veneta era nel primo gruppo, pienamente in corsa quantomeno per un piazzamento
Alla Sanremo la veneta era nel primo gruppo, pienamente in corsa quantomeno per un piazzamento
Alla Sanremo la veneta era nel primo gruppo, pienamente in corsa quantomeno per un piazzamento
Alla Sanremo la veneta era nel primo gruppo, pienamente in corsa quantomeno per un piazzamento

Il sollievo dei primi movimenti

«In quel momento lei ha cominciato a muoversi e parlare – prosegue Lacquaniti – e non nascondo che quei momenti valgono più di qualsiasi vittoria, è stato come un enorme peso sul cuore che si è sbriciolato, anche se chiaramente non era tutto risolto, anzi. L’hanno tranquillizzata, l’importante è che fosse vigile e cosciente. A quel punto l’hanno portata in ospedale per accertamenti, anche perché ha detto subito che faceva fatica a respirare. Io sono rimasto là vicino a lei finché non è salita in ambulanza. L’ammiraglia era già ripartita, credo da un quarto d’ora, ma non saprei dirlo con precisione perché i minuti sembravano ore…».

Quelle immagini gli sono passate davanti agli occhi decine di volte, giorno dopo giorno: «Ho visto un volo, un vero e proprio volo con un impatto violento contro l’asfalto. A quel punto la corsa è andata in secondo piano. Avevamo fatto il viaggio insieme, io abito a Treviso e sono passato da Verona per prenderla. Abbiamo parlato lungo la strada, per lei era un periodo molto buono, aveva avuto ottimi risultati, stava crescendo. Anche al Trofeo Binda è arrivata nel primo gruppo: lei che non è velocista aveva chiuso quindicesima.

Per la Silvestri ora l'obiettivo primario è la ripresa, poi si penserà a rimodellare il calendario
Per la Silvestri ora l’obiettivo primario è la ripresa, poi si penserà a rimodellare il calendario
Per la Silvestri ora l'obiettivo primario è la ripresa, poi si penserà a rimodellare il calendario
Per la Silvestri ora l’obiettivo primario è la ripresa, poi si penserà a rimodellare il calendario

Un programma da riformulare

«Aspettavamo soprattutto le Ardenne – chiude Lacquaniti – dove avrebbe potuto fare davvero bene come al Giro d’Italia, c’era un progetto. L’importante comunque è che piano piano si riprenda. Ha una gran voglia e motivazione di crescere in maniera continua. Adesso pensiamo a farla guarire con calma dalle fratture alle costole. Se non sarà il Giro, sarà il Tour, ma so che tornerà al massimo, che quella crescita riprenderà e lo sa anche lei, può fare tutto…».