UAE Tour 2026, Remco Evenepoel, 2a tappa cronometro, guarnitura da 68

Ancora su Evenepoel, il 68 e le salite: Malori spegne i fischi

28.02.2026
6 min
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Evenepoel divide e divide di brutto. Sono passati dieci giorni da quando, all’indomani della crono vinta dal belga al UAE Tour, Bartoli disse di riconoscergli più classe che a Pogacar e Van der Poel. E aggiunse che classe non significa che sia più forte, ma che abbia a suo avviso un modo di porsi più intrigante e spavaldo. Da lì, visti i due campioni presi a confronto, sono piovute critiche e facili ironie, rese ancora più facili dalle due figuracce rimediate dal belga sulle salite nel deserto. Per essere uno che nei primi otto giorni di corsa in Spagna ha ottenuto sei vittorie, in effetti, ci si poteva aspettare di più.

Per questo, colpiti dalla sua puntuale ricerca di spiegazioni, giusto ieri ci siamo chiesti (e lo abbiamo chiesto a Paola Pagani) se sia normale che nello sport ci sia qualcuno che cerca ogni volta la scusa più plausibile. E la mental coach ha subito sottolineato che sia fuorviante parlare di scuse e che anche a lei Remco piace tantissimo, perché è l’unico ad aver dichiarato di voler battere Pogacar al Tour. Ma questa sfrontatezza gli si rivolge spesso contro, perché lo mette davanti a un livello troppo alto.

Una delle argomentazioni usate da Evenepoel per spiegare il passo falso a Jebel Mobrah, nel giorno della vittoria di Tiberi, è stato l’affaticamento per aver vinto la crono del giorno prima spingendo una monocorona da 68 denti. A noi lo spunto è parso interessante e siamo andati al campanello del nostro guru delle crono: Adriano Malori, uno che di rapportoni se ne intende. E anche da Malori arriverà una lettura diversa dei giorni arabi di Evenepoel.

Tirreno-Adriatico 2014, Adriano Malori
Prima dell’incidente del 2016 che mise fine alla sua carriera, Malori è stato il più forte cronoman italiano. Qui vince la crono alla Tirreno 2014
Prima dell’incidente del 2016 che mise fine alla sua carriera, Malori è stato il più forte cronoman italiano. Qui vince la crono alla Tirreno 2014
Perché un corridore come Remco, che vince tutte le crono con una gamba sola, deve usare il 68 al UAE Tour? Prove tecniche per il futuro?

Era un percorso estremamente veloce e lui quest’anno ha cambiato tante cose, dalla preparazione ai i materiali. In Andalucia lo abbiamo visto correre con la monocorona. Abbiamo visto che ha lavorato molto sulla posizione per migliorare in galleria del vento. Secondo me ha voluto provarlo in una gara di cui, passatemi il termine, non gli interessava più di tanto.

Anche se poi è diventato l’alibi perché si è staccato in salita o almeno così ha detto…

Non ci credo! Guardate, a me ha dato l’idea che Evenepoel sia andato là per provare la cronometro e del resto della gara non gli importasse molto. Perché non è possibile che un corridore che la settimana prima abbiamo visto dominare in lungo e in largo, al UAE Tour si faccia staccare come l’ultimo della classe. Jebel Hafeet è più lunga e più dura, ma non è l’Alpe d’Huez e l’Evenepoel che abbiamo visto in Spagna quelle salite le divora. Secondo me lui era laggiù soltanto per provare la cronometro, l’ha vinta e poi ha tirato una riga.

Per spingere il 68 bisogna allenarsi a usarlo oppure si monta e si va?

Si monta e si usa, anche perché è un rapporto cui adesso sono abituati. Va provato in gara. Devi abituarti a lanciarlo, a partire, capire un po’ come lavorare con la catena nei rapporti dietro. Quindi per questo motivo è giusto provarlo in corsa prima dei grandi appuntamenti.

Per la seconda tappa a cronometro del UAE Tour, Evenepoel ha spinto una monocorona da 68 denti (immagine Sram)
Per la seconda tappa a cronometro del UAE Tour, Evenepoel ha spinto una monocorona da 68 denti (immagine Sram)
Per la seconda tappa a cronometro del UAE Tour, Evenepoel ha spinto una monocorona da 68 denti (immagine Sram)
Per la seconda tappa a cronometro del UAE Tour, Evenepoel ha spinto una monocorona da 68 denti (immagine Sram)
Quindi un test magari in vista del Tour? Perché in ogni caso gli sarebbe bastato il solito 58 per vincere quella crono, al limite il 62…

C’era anche Tarling che spingeva anche lui il 68 e sulla carta poteva essere un vero rivale. Anzi, se vogliamo, quella crono era più adatta a Tarling che a Evenepoel, perché era molto veloce. Negli ultimi anni a cronometro Evenepoel è stato una sentenza e questa volta ha voluto fare un test e ha provato il 68 in assetto da gara. Sinceramente però c’è altro che non ho capito…

Che cosa?

Non ho capito fino in fondo questo iniziare a correre a Mallorca, fare tante gare ravvicinate e poi stare fermo per un mese (il UAE Tour è finito il 22 febbraio, Evenepoel dovrebbe rientrare il 23 marzo al Catalunya, ndr). Me lo sono chiesto quando l’ho visto correre a Mallorca, poi l’Andalusia e subito dopo il UAE Tour. Una cosa così può farla Van Aert che punta alle classiche, non Evenepoel. Per cui secondo me ha fatto la crono per i suoi test e per vincerla, mentre ha usato il resto per fare fondo.

Ti dà la sensazione che Evenepoel stia seguendo un percorso ben preciso?

Esatto. Se guardate le foto, è ancora sovrappeso per il suo standard. Quindi ha fatto e dominato le prime gare, perché chiaramente se non c’è Pogacar, rispetto alla concorrenza che c’era a Mallorca e in Andalusia, lui è di un altro pianeta. Negli Emirati ha provato la cronometro con quel rapporto e adesso avrà tutto il tempo per affinare la condizione. Magari si è trovato in difficoltà con il 68 e ora proverà il 66. Ha tutto il tempo di modificare, prepararsi e poi al Catalunya lo rivedremo in condizione.

Secondo Malori è stato importante usare il 68 in gara per capire come rilanciarlo e come gestire i pignoni
Secondo Malori è stato importante usare il 68 in gara per capire ad esempio come rilanciarlo e come gestire i pignoni
Secondo Malori è stato importante usare il 68 in gara per capire come rilanciarlo e come gestire i pignoni
Secondo Malori è stato importante usare il 68 in gara per capire ad esempio come rilanciarlo e come gestire i pignoni
Secondo te in una corsa a tappe cui invece si punta, prendendo per buono quello che stiamo dicendo su Remco al UAE Tour, usare rapporto così lungo nella crono può avere degli svantaggi?

No, no assolutamente, perché lavori un po’ più alto dietro e non c’è alcuno svantaggio. Sarebbe diverso se dovessi fare una crono di 50 chilometri, che tanto adesso non ne fanno più, e andassi a 78 pedalate come facevano Ullrich e Gontchar che usavano il rapportone. Allora sì che il giorno dopo avresti le gambe in croce. Però adesso i chilometri sono meno e si gira a 90-95 pedalate, quindi il problema non c’è.

Quindi se hai il 68 e dietro sei alto, il vero vantaggio è avere la pedalata più rotonda a parità di sviluppo metrico?

Esatto. Io ho corso 10 anni fa, ma per l’innovazione che c’è stata, sembra che ne siamo passati 40. Quando sono entrato in Movistar, ho fatto la prima crono con il 54. Poi, alla Tirreno del 2014, mi misero il 56 e vidi un altro mondo.

Andò bene, giusto?

Fu la famosa crono in cui ho battuto Tony Martin e Cancellara. Avevo una pedalata così rotonda che sembrava di usare un’altra bicicletta. Finché l’anno dopo, nel 2015, mi hanno montato subito il 58 e con quello mi sono trovato subito benissimo. Più sei grande davanti, più lavori con la catena dritta, per cui a parità di sviluppo metrico, hai meno attriti e distribuisci meglio la forza.

Secondo Malori non è credibile che l'Evenepoel vincente della settimana prima abbia ceduto a Jebel Hafeet perché in difficoltà
Secondo Malori non è credibile che l’Evenepoel vincente della settimana prima abbia ceduto a Jebel Hafeet perché in difficoltà
Secondo Malori non è credibile che l'Evenepoel vincente della settimana prima abbia ceduto a Jebel Hafeet perché in difficoltà
Secondo Malori non è credibile che l’Evenepoel vincente della settimana prima abbia ceduto a Jebel Hafeet perché in difficoltà
Dunque diamo per scontato che Remco in salita non ci abbia nemmeno provato?

Lui ha vinto le prime corse in Spagna, perché servivano a lui, alla squadra, al morale e per testare la condizione. Anche perché comunque, Evenepoel in quelle corse giocava. C’è stata una volta che ha staccato tutti senza neanche alzarsi sui pedali: si è messo in testa col suo ritmo e li ha cavati di ruota.

Perché non dichiarare di essere in UAE solo per la crono?

Bisogna dargli atto che è sempre stato molto deciso, di quelli che lavorano e non guardano in faccia nessuno. A lui non importa nulla, conosce il suo programma e ha fatto quello che doveva fare. L’importante è che lo sapessero la squadra e i compagni, il resto non conta. Tanto è vero che tuttora dice che il suo obiettivo è battere Pogacar al Tour.